Oggi parliamo di uomini.
O meglio.
Oggi parliamo di MASCHI.
Vi state forse chiedendo che differenza ci sia?
Bè, se al termine "MASCHI" date l'inflessione che potrebbe utilizzare una bambina di 6 anni, accompagnata da un'aria velatamente schifata rafforzata della consapevolezza della propria superiorità morale ed intellettuale che spesso viene esternata da affermazioni di grande profondità quali "i maschi? bleah!" .... ecco, vi state già avvicinando al concetto che voglio esprimere circa una certa categoria di "uomini".
(Sempre detto che una bambina di 6 anni è molto più saggia e lungirimirante di una donna di 30 anni, ma lasciamo perdere).
Ebbene, mi raccontava un'amica...
APERTA PARENTESI: giuro che non è la solita vecchia storia dell'amica, Vostro Onore. Anche perchè potrebbe capitare a chiunque CHIUSA PARENTESI.
Dicevo, mi raccontava un'amica di essere venuta a conoscenza di certe affermazioni, provenienti da un "maschio", che definire "azzardate" potrebbe essere considerata alla stregua di una licenza poetica.
Ripercorriamo brevemente gli eventi.
La mia amica (che per comodità, da qui innanzi, chiameremo LA MIA AMICA) è uscita due volte due (e sottolineo due) con un maschio (da qui in poi, MASCHIO).
Ebbene, in queste due uscite due (2) il MASCHIO ha galantamente offerto a LA MIA AMICA, nell'ordine:
a) un aperitivo analcolico (nel corso della prima uscita = costo: 6 euro);
b) una pizza take away e una coca (nel corso della seconda uscita = costo: 8 euro).
Facciamo una botta di conti: 6 + 8 = 14 euro.
Quindi, tirando le somme, il MASCHIO ha "investito" in questo rapporto con LA MIA AMICA, che si concretizza, ricordiamolo, nella fattispecie di DUE USCITE DUE (II, in numero romano), la bellezza di ben 14 (quattordici/00) euro.
Al termine della seconda uscita, pare che il MASCHIO in questione abbia affermato di essere quantomeno indispettito dalla circostanza di essersi trovato a spendere una sì considerevole e rilevante somma di denaro per una donna (leggasi, LA MIA AMICA) che non gliel'ha ANCORA data.
Ora.
Io non voglio farne un discorso moralistico.
Personalmente, comprendo (e condivido) che un uomo, o una donna, possa essere alla semplice ricerca di una trombata ed, a quel punto e nella chiarezza reciproca, non siano necessari nè aperitivi nè cene a lume di candela.
Se il dialogo dovesse svolgersi sul seguente tenore:
- UOMO: Ti va di fare sesso con me?
- Donna: Sì, certo.
oppure
- UOMO: Ti va di fare sesso con me?
- DONNA: No, grazie.
oppure
- DONNA: Ti va di fare sesso con me?
- UOMO: Sì, certo.
oppure ancora:
- DONNA: Ti va di fare sesso con me?
- UOMO: No, grazie.
.... beh, nulla quaestio.
(Nella casistica sopraesposta è contenuto un caso di scuola del cosidetto "periodo ipotetico grammaticale dell'impossibilità", volutamente utilizzato per mera completezza espositiva).
Quello che mi lascia completamente perplessa, basita et allibita è la pretesa che, per il semplice fatto di aver offerto alla donna un aperitivo o una pizza, un uomo (rectius: MASCHIO) avanzi il presunto diritto di portarsi a casa la trombata.
Ora, io mi domando: ma questi maschi possiedono una pur vaga idea delle tariffe delle prostitute?
Io, purtroppo, no.
E, per questo motivo, mi rivolgo a voi: aiutatemi a stilare un tariffario (anche ad occhio e croce).
Sicchè, laddove dovesse capitare a me, innanzi a certe "contestazioni", possa sfilare graziosamente dalla borsetta il fogliettino con le tariffe ed affermare, con gli occhioni flappettosi:
- "Uhmmm... dunque, vediamo... sinora quanto ti sono costata? 15 euro? Con questa cifra potresti ottenere, con un pò di sconto, si intende, una fellatio da una nigeriana. Ti sembro forse nigeriana?".