When I was young
I never needed anyone
And making love was just for fun
Those days are gone
Livin' alone
I think of all the friends I've known
When I dial the telephone
Nobody's home
All by myself
Don't wanna be
All by myself
Anymore
Hard to be sure
Sometimes I feel so insecure
And loves so distant and obscure
Remains the cure
All by myself
Don't wanna be
All by myself
Anymore
All by myself
Don't wanna live
All by myself
Anymore
When I was young
I never needed anyone
Making love was just for fun
Those days are gone
All by myself
Don't wanna be
All by myself
Anymore
All by myself
Don't wanna live
Oh
Don't wanna live
By myself, by myself
Anymore
By myself
Anymore
Oh
All by myself
Don't wanna live
I never, never, never
Needed anyone
CELINE DION
Se per un istante Dio si dimenticherà che
sono una marionetta di stoffa e
mi regalerà un poco di vita, probabilmente non
direi tutto quello che penso,
ma in definitiva penserei tutto quello che dico.
Darei valore alle cose, non per quello che valgono,
ma per quello che significano.
Dormirei poco, sognerei di più,
capisco che per ogni minuto che chiudiamo gli
occhi, perdiamo sessanta secondi di luce.
Andrei avanti quando gli altri si fermano,
starei sveglio quando gli altri dormono,
ascolterei quando gli altri parlano e
come gusterei un buon gelato al cioccolato!!
Se Dio mi regalasse un poco di vita,
vestirei semplicemente,
mi sdraierei al sole lasciando scoperto non solamente
il mio corpo ma anche la mia anima.
Dio mio, se io avessi un cuore, scriverei
il mio odio sul ghiaccio e
aspetterei che si sciogliesse al sole.
Dipingerei con un sogno di Van Gogh
sopra le stelle un poema di Benedetti
e una canzone di Serrat sarebbe la serenata
che offrirei alla luna.
Innaffierei con le mie lacrime le rose,
per sentire il dolore delle loro spine
e il carnoso bacio dei loro petali...
Dio mio, se io avessi un poco di vita...
Non lascerei passare un solo giorno
senza dire alle persone che amo,
che le amo.
Convincerei tutti gli uomini e le donne
che sono i miei favoriti e
vivrei innamorato dell'amore.
Agli uomini proverei
quanto sbagliano al pensare
che smettono di innamorarsi
quando invecchiano, senza sapere
che invecchiano quando smettono di innamorarsi.
A un bambino gli darei le ali,
ma lascerei che imparasse a volare da solo.
Agli anziani insegnerei
che la morte non arriva con la vecchiaia
ma con la dimenticanza.
Tante cose ho imparato da voi, gli Uomini!
Ho imparato che tutto il mondo ama vivere
sulla cima della montagna,
senza sapere che la vera felicità
sta nel risalire la scarpata.
Ho imparato che
quando un neonato stringe con il suo piccolo pugno,
per la prima volta, il dito di suo padre,
lo tiene stretto per sempre.
Ho imparato che un uomo
ha il diritto di guardarne un altro
dall'alto al basso solamente
quando deve aiutarlo ad alzarsi.
Sono tante le cose
che ho potuto imparare da voi,
ma realmente,
non mi serviranno a molto,
perché quando mi metteranno
dentro quella valigia,
infelicemente starò morendo.
Gabriel Garcia Marquez
"La marionetta" può essere considerata il testamento
spirituale dello scrittore colombiano (Premio Nobel per
la Letteratura nel 1982): con questa poesia, inviata agli amici, egli
infatti si ritira dalla vita pubblica per motivi di salute.
Parole che sembrano note, note che creano una musica...
Puedo escribir los versos más tristes esta noche.
Escribir, por ejemplo : 'La noche está estrellada,
y tiritan, azules, los astros, a lo lejos'.
El viento de la noche gira en el cielo y canta.
Puedo escribir los versos más tristes esta noche.
Yo la quise, y a veces ella también me quiso.
En las noches como ésta la tuve entre mis brazos.
La besé tantas veces bajo el cielo infinito.
Ella me quiso, a veces yo también la quería.
Cómo no haber amado sus grandes ojos fijos.
Puedo escribir los versos más tristes esta noche.
Pensar que no la tengo. Sentir que la he perdido.
Oir la noche immensa, más inmensa sin ella.
Y el verso cae al alma como al pasto el rocío.
Qué importa que mi amor no pudiera guardarla.
La noche está estrellada y ella no está conmigo.
Eso es todo. A lo lejos alguien canta.
A lo lejos.
Mi alma no se contenta con haberla perdido.
Como para acercarla mi mirada la busca.
Mi corazón la busca, y ella no está conmigo.
La misma noche que hace blanquear los mismos arboles.
Nosotros, los de entonces, ya no somos los mismos.
Ya no la quiero, es cierto pero cuánto la quise.
Mi voz buscaba el viento para tocar su oído.
De otro. Será de otro. Como antes de mis besos.
Su voz, su cuerpo claro. Sus ojos infinitos.
Ya no la quiero, es cierto, pero tal vez la quiero.
Es tan corto al amor, y es tan largo el olvido.
Porque en noches como ésta la tuve entre mis brazos,
mi alma no se contenta con haberla perdido.
Aunque ésta sea el último dolor que ella me causa,
y éstos sean los últimos versos que yo le escribo.
Posso scrivere i versi più tristi stanotte.
Scrivere, per esempio. "La notte è stellata,
e tremano, azzurri, gli astri in lontananza".
E il vento della notte gira nel cielo e canta.
Posso scrivere i versi più tristi stanotte.
Io l'ho amata e a volte anche lei mi amava.
In notti come questa l'ho tenuta tra le braccia.
L'ho baciata tante volte sotto il cielo infinito.
Lei mi ha amato e a volte anch'io l'amavo.
Come non amare i suoi grandi occhi fissi.
Posso scrivere i versi più tristi stanotte.
Pensare che non l'ho più. Sentire che l'ho persa.
Sentire la notte immensa, ancor più immensa senza di lei.
E il verso scende sull'anima come la rugiada sul prato.
Poco importa che il mio amore non abbia saputo fermarla.
La notte è stellata e lei non è con me.
Questo è tutto. Lontano, qualcuno canta.
Lontano.
La mia anima non si rassegna d'averla persa.
Come per avvicinarla, il mio sguardo la cerca.
Il mio cuore la cerca, e lei non è con me.
La stessa notte che sbianca gli stessi alberi.
Noi, quelli d'allora, già non siamo gli stessi.
Io non l'amo più, è vero, ma quanto l'ho amata.
La mia voce cercava il vento per arrivare alle sue orecchie.
D'un altro. Sarà d'un altro. Come prima dei miei baci.
La sua voce, il suo corpo chiaro. I suoi occhi infiniti.
Ormai non l'amo più, è vero, ma forse l'amo ancora.
È così breve l'amore e così lungo l'oblio.
E siccome in notti come questa l'ho tenuta tra le braccia,
la mia anima non si rassegna d'averla persa.
Benché questo sia l'ultimo dolore che lei mi causa,
e questi gli ultimi versi che io le scrivo.
Pablo Neruda


I miei genitori mi hanno mandata a scuola a cinque anni dietro mie accanite insistenze, dicono... d'altra parte sostengono pure che mia sorella sia nata solo perchè io volevo a tutti i costi una sorellina, la qual cosa, vi dirò, non mi torna affatto, soprattutto dopo averla conosciuta...
Ad ogni modo, a sei anni sapevo già leggere bene e leggevo qualunque cosa mi passasse davanti agli occhi.
E fu allora che incontrai il Piccolo Principe.
Dopo averlo letto, chiesi come regalo di compleanno una volpe.
Mio nonno nel tempo libero era cacciatore, quindi non capivo dove fosse il problema di reperire una volpe.
A differenza della sorellina che sarebbe arrivata due anni dopo, questa volta il mio desiderio non venne realizzato (anche se avevo specificato che mi sarei accontentata anche di un cane).
In compenso, mia nonna mi regalò una Rosa (rosa) o, per meglio dire, un roseto (con tanto di radici).
Devo dire che, all'inizio, la cosa non mi rese troppo felice, ma ero una bambina educata e, naturalmente, ringraziai calorosamente.
Nel libro la rosa non è certo il personaggio più simpatico, soprattutto per una bambina di sei anni che ancora non poteva comprendere la filosofia di Saint-Exupéry.
Eppure, testarda come sempre, decisi che saremmo diventate amiche... dopotutto anche il Piccolo Principe aveva dovuto faticare non poco per entrare nelle grazie della Sua rosa.
Quindi, tutte le volte che andavo dalla nonna, dedicavo almeno una mezz'oretta per parlare alla mia Rosa,
che se ne stava tutta altezzosa ed impettita nel suo grande e pesante vaso e non si degnava certo di rispondermi.
Ma io ero convinta che mi stesse studiando e che, in fondo in fondo, fosse contenta di vedermi anche se troppo orgogliosa per ammetterlo, proprio come la rosa del Piccolo Principe.
E' bello avere sei anni.
Questa storia non ha, ahimè, un lieto fine.
Una notte, la mia Rosa venne rubata... proprio così, e per farlo il/i ladro/i ruppe il vaso.
Come si fa a rubare una rosa, dico io?
Cosa potrà costare, che senso ha?
Ho ancora nitida l'immagine di quel grande vaso rotto.
E della consapevolezza che mi giunse in quell'istante che quella Rosa, e solo quella Rosa, era la MIA Rosa, proprio come era accaduto al Piccolo Principe.
Non ne volli più, nonostante mia nonna, vedendomi così triste, si fosse offerta più volte di portarmi a sceglierne un'altra.
E' strano avere sei anni... mi fosse capitato oggi, forse avrei comprato un'altra rosa e non ci avrei pensato più.
Non so perchè proprio oggi mi sia tornata in mente.
Ma a quella Rosa, e a tutte le rose che sono state importanti per qualcuno di voi, dedico questo brano.
"E tuttavia quello che (gli uomini) cercano potrebbe essere trovato in una sola rosa o in un pò d'acqua..."
"Certo" risposi.
E il piccolo principe soggiunse: " Ma gli occhi sono ciechi. Bisogna cercare col cuore".

tratto da RENT - Il musical




Pablo Neruda
Favola gotica, originale, tecnicamente ineccepibile, ideale per il genio di Burton. La Sposa Cadavere è un incanto. Scorre via velocissimo, tra canzoni, riflessioni e momenti di fine, macabra ironia, con personaggi che sfondano lo schermo in tutta la loro complessità. E, la nostra concezione del mondo è ribaltata: la Terra dei morti è viva, colorata; il mondo dei Vivi tetro, trionfo di cattiveria e opportunismo, burocratizzato. La fiaba ci aiuta a riflettere sul mondo reale. Essenziale è il ruolo della musica meravigliosa di Elfman: il pianoforte è vettore di poesia e sintonia. In complesso, un capolavoro capace di comunicare, attraverso personaggi di plastilina e silicone, poesia e emozioni.

(recensione di Daniele Toninelli)
Che dire? non avrei saputo trovare parole migliori (non per niente ho selezionato questa recensione tra tante).

Romantico, geniale, divertente, immagini mozzafiato, una colonna sonora d'effetto, personaggi di una espressività spaventosa e caratterizzati in modo superbo.
Il cane Briciolo mi ha regalato un'emozione fortissima.
E mi ha commossa (l'idea di ri-incontrare i propri cuccioli).
Unico neo... la trama un pò deboluccia, a mio avviso.
Insomma niente a che vedere con la genialità di "Nightmare before Xmas" ma... bello.
Semplicemente bello, bello, bello.
Dio c'è.
Ma ci odia.
Niente croccantini neppure oggi.
Mi cercherò una micia.
Girovagando per internet mi sono imbattuta, con mia enorme sorpresa (et godimento), nella scoperta dell'esistenza della sindrome del nuovo millennio:
la sindrome di Campanellino
Per ovvi motivi (che riuscirete agevolmente ad intuire, suppongo) mi sono documentata sulla sindrome sofferta dalla mia omonima fino a scoprire che:
detta sindrome altro non è che il corrispondente femminile della sindrome di Peter Pan (e fin qui non ci voleva molto, direte voi).
Ma eccoci finalmente alla resa dei conti... yuppiiiiiiiiiiiduuuuuuu!!!!
Se nasci donna, sin dall'età della pre-adolescenza (quando, osservando Big Jim, a stento cominci ad intuire che qualcosa non torna) i media, le mamme, le nonne, le prozie, le amiche, persino la giornalaia e la parrucchiera, ti tartufano i cosidetti con considerazioni e consigli su come occorra un notevole tatto ed una strategia degna del Generale Lee per pronunziare innanzi al proprio uomo - se sì è seriamente intenzionate a far sì che rimanga tale, altrimenti è un ottimo sistema per chiudere un rapporto in maniera indolore - parole blasfeme
quali "convivenza", "matrimonio", "bebè".
Se poi, crescendo, ti trovi a vivere in concreto ciò che da quando avevi undici anni circa ti hanno pronosticato con tanta lungimiranza (tirandotela pure, tra l'altro!) ecco che la risposta è unanime e corale.
Il tuo uomo, pur giurandoti e spergiurandoti eterno ed infinito amore, si riempie di strane bolle rosse ogniqualvolta gli comunichi che una coppia di amici o conoscenti sta convolando a nozze?
No, non ti precipitare in farmacia a comprare la pomata contro gli eritemi solari, che poi siamo in pieno inverno ed è fuori produzione.
Il tuo uomo, pur giurandoti e spergiurandoti di non vedere altra donna al mondo all'infuori di te, manco fosse una talpa affetta da una grave forma di glaucoma
(il che ti porta sempre a domandarti:
a- come sia possibile che non gli abbiano ancora revocato la patente e,
b- soprattutto, a cosa gli serva il calendario della supertop(a) tutta ignuda che hai appurato di persona non essere scritto in linguaggio braille dopo aver scoperto l'uomo in questione con la lingua incollata al mese di marzo) si diceva, comunque...
Il tuo uomo, pur giurandoti e spergiurandoti di non vedere altra donna etc etc etc soffre di improvvisi cali di ossigeno, attacchi d'asma nonchè assume un colorito verdognolo ogni qualvolta con aria seria gli preannunci un "dobbiamo parlare" senza prima premettere un doveroso "non sono incinta"?
Ma noooooo, non correre a chiamare la guardia medica temendo un improvviso attacco di allergia a una qualche nuova forma di acari della polvere!
La diagnosi è chiara è univoca: ma è ovvio, è la sindrome di Peter Pan!
Attenuante generica non scritta ma pur sempre attenuante.
Che, poi, se almeno una di queste persone fosse in grado di consigliarti altrettanto efficacemente su come debellarla (supposte tre volte al giorno prima dei pasti? gli faccio sniffare polvere di fata fino al completo stordimento? la defenestrazione è reato? conosci un buon avvocato?) tutto sarebbe più semplice, dico.
Ed ecco che, di fronte alla sindrome di Peter Pan, la donna comincia a sovraccaricarsi di responsabilità, a diventare amica-mamma- amante-moglie-baby sitter-confidente-cuoca-donna delle pulizie, a ricoprire tutte le figure di riferimento che le saltino per la mente.
Ed, inevitabilmente, l'uomo Peter Pan di fronte alla donna chiamiamola così, "donna Wendy", che fa?
Si spaventa, si sente inadeguato, vuole una donna più fragile, che abbia bisogno di lui, che lo faccia sentire virile.
E che palleeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!!
Ma ......
Se invece, è la donna a rifuggere anelli, confetti, pannolini e biberon?
E se, nonostante questo, la donna in questione assume addirittura di essere felice?
Ecco che si ergono cori indignati in difesa degli antichi mores, ecco che la donna svaluta la sua funzione naturale di custode del sacro focolare domestico, ecco che non ci sono più le donne di una volta e sistavameglioquandosistavapeggioechipiùnehapiùnemetta.
E invece, questa temutissima sindrome, sembra colpisca sempre più donne!!!!
Donne disposte sì ad abbandonarsi ad un amore travolgente, passionale, infuocato (e fin qui nulla di nuovo, chi non lo sarebbe? ERA UNA DOMANDA RETORICA!) ma..... giorno per giorno.
Prendendo quello che viene, senza la necessità di pianificare.
Della serie: vediamo un pò come và, se staremo assieme tutta la vita ben venga, altrimenti metti il nome sulla terza copertina dei libri così poi ottimizziamo il tempo.
Che figata!
Che se poi questa cosa prende piega, e non ti tocca spiegare esattamente cosa significa (= non mi voglio sposare in generale e nel particolare non mi voglio sposare con te) è anche un modo rapido ed indolore per scaricare qualcuno.
Il tutto si riduce a un semplice:
Lui : Ma, amore, cos'hai ? c'è qualcosa che non va? stai male? Lasciami indovinare.... hai il ciclo!!! Ammettilo!!!
Lei: Ma noooooooo tranquillo, ho solo la sindrome di Campanellino!!!!
Che ci vogliamo fare, quando capita capita, adesso però scusami, faccio tardi all'aperitivo con le mie amiche, ci si becca in giro, eh? E, a proposito Luca.... Matteo (ma ti sei sempre chiamato così?) .....Hai mica visto in giro le mie scarpe di Prada nuove? No? Ma che te lo chiedo a fà che non sai manco distinguere Prada da Gucci! E comunque il trucco è nell'iniziale!
Per
ognuno
di noi
c'è la fata
presso la quale
si ha
diritto
ad un desiderio.
Solo che
a pochi
riesce
di ricordarsi
del desiderio
che
hanno espresso.
Tratto da "Infanzia berlinese" di Walter Benjamin
Perchè vedi Molinari... Luca... l'importante non è ciò che trovi alla fine della corsa.
L'importante è ciò che provi correndo.
Tratto dal film "Notte prima degli esami", con un interpretazione di Faletti davvero magistrale (in tutti i sensi).
Da solo vale il prezzo di noleggio del film.
Ve lo consiglio.
Cliccare e trovare un lago pieno di elfi.