Personaggi ed interpreti
Io
Amica che ha firmato la liberatoria alla pubblicazione del presente post solo a patto che ne taccia il nome. Qualcuno compra una vocale?
- Che poi non ti ho detto...
- Cosa?
- Oggi mi ha chiamato Tizio per invitarmi a cena domani sera.
- No! Ma che fa, ci prova????
- Eh, mi sa di sì. Mi aveva già invitato la settimana scorsa, e gli avevo già dato un fermo.
- Del tipo?
- Del tipo: Guarda, non ho nessun problema ad accettare un invito a cena. Purchè non precluda altro.
- o_0
- Che c'è?
- Veramente, gli hai detto così?????
- Sì.
- Ahahahahahhahahahahahha!
- Perchè ridi?
- Purchè non PRECLUDA altro, tesoro?
- Oh cazzo! Implichi!!!! Volevo dire IMPLICHI!!!!
- Eh, ci credo che ti ha già richiamata!
- Cazzocazzocazzocazzocazzo...
Ecco.
Io lo sapevo che la mia vita, in fondo in fondo, doveva pure avere un senso.
Ho sempre saputo che, prima a poi, avrei dovuto adempiere ad una qualche alta funzione.
Ed oggi sono lieta di annunciarvi che ho, finalmente, scoperto qual'è.

E chi mi ferma più, ora!
O_0
SALAMOIA?
CHE SIGNIFICA SALAMOIAAAAARGGGGGGGGHHHHHHHHHHHHHHHH....
L'altro ieri
- Ale, hai usato il videoregistratore per caso?
- Ci ho provato ma non funziona...
- Lo sapevo. L'hai rotto.
- Io?
- E chi, io???
- Ma se quando ho provato ad accenderlo non dava segni di vita!
- Avrai premuto qualche tasto che non dovevi premere...
- Stiamo parlando di un videoregistratore, non dell'astronave di Star Trek!
Ci saranno sì e no sei tasti, tra cui escludo esista il pulsante di autodistruzione!
- Allora avrai premuto un tasto con troppa forza!
- Mamma, quel videoregistratore avrà dodici anni, non potrebbe essere morto di vecchiaia? Di una banalissima morte naturale fisiologica nel ciclo di vita di un elettrodomestico? Che c'entro io?
- C'entri, perchè fino all'ultima volta che l'ho usato io funzionava.
- Non mi pare una cosa tanto strana. Tutto funziona finchè non si rompe!
- Sarà, ma non mi convince...
Ieri
- Tua sorella non trova più il fondotinta.
- Sarà in bagno.
- No, in bagno non c'è, ho controllato.
- E io che ci posso fare?
- Tu che fondotinta usi?
- Marca, modello.
- Come quello di tua sorella.
- E quindi?
- E quindi magari ne hai due.
- No, ne ho solo uno ed è il mio.
- Come fai a saperlo?
- Perchè nella pochette dei trucchi nella mia borsa ce ne è solo uno.
- Controlla.
- Non serve.
- Perchè?
- Perchè due non ci stanno.
- Controlla.
- Mamma ti dico che non ce l'ho io.
- Scusa ma controlla, come fai ad esserne sicura?
- Sono sicura. A meno che non abbia involontariamente scoperto il principio della compenetrazione dei corpi, due fondotinta così non ci stanno lì dentro.
- Ma come puoi essere proprio sicura che non ci sia se non controlli?
- Posso. E' come se mi chiedessi se nella mia borsa c'è un'anatra. Posso azzardarmi a risponderti con un sufficiente grado di certezza che no, non c'è. Senza che controlli.
- E come lo sai?
- Credo che me ne sarei accorta.
- Non parlavo dell'anatra. Non cambiare discorso....
- Gesù. 0k, controlla! Vedi? non c'è!
- ...
- Convinta?
- ...
- Che c'è ora?
- Non è che per caso hai lo scontrino?
Oggi
- Ale, che è successo allo sportellino della benzina del mio motorino?
- Che è successo?
- Non si chiude più.
- Non saprei...
- Due settimane fa te l'ho prestato...
- E quindi?
- E quindi ora non chiude più bene. Come se fosse stato forzato. E due settimane fa te l'ho prestato...
- E sarei stata io? E perchè avrei dovuto forzarlo se avevo la chiave?
- Magari l'hai aperto con troppa forza...
ORA CI SONO! Ecco il motivo del colorito verdognolo che sta assumendo la mia pelle.
Mi sto trasformando in Hulk e non me ne ero accorta...
TRENTENNE, LIBERA PROFESSIONISTA, FUMATRICE, CERCA POSTO LETTO IN CAMERA DOPPIA.
Vi piacciono le nuvolette accanto ai link che permettono di vedere le home pages o, a vostro avviso, appesantiscono il blog?
Mi sono ispirata al noto blogtidiano The Novecento's Post....
Abreast molla ufficialmente il colpo, quindi la catena maledetta degli incipit stringe il collo di un gatto Jellicle!
Officiata da TEILUJ, seppur con grande ritardo adempio alla macumba.
Visto che chiedermi di scegliere solo tre libri equivale a chiedermi di scegliere tre cuccioli per poi sopprimere i rimanenti, ho complicato un attimino la catena.
Dunque ora passo la rogna a FLANNAGAN82, ABREAST, MONYV, MONY76, GOMMOSA.
In fondo in fondo lo faccio perchè vi voglio bene, eh!
Pronti... via!
I LIBRI DECISAMENTE IN
1- LE AVVENTURE DEL BARONE DI MüNCHAUSEN (Gottfried August Bürger)
Per recarmi in Russia, partii da casa mia in pieno inverno: stimando giustamente che, col ghiaccio e la neve, le cattive strade che vi conducono attraverso le provincie nordiche della Germania, Polonia, Curlandia e Livonia (le quali, a voler credere alle descrizioni dei viaggiatori, sono più impraticabili del sentiero della virtù) sarebbero spontaneamente migliorate, anche senza l'interessamento dei governi. Viaggiavo a cavallo, giacché questo è ancora il miglior mezzo di locomozione quando cavallo e cavaliere se l'intendono bene fra loro; e non fa correre il rischio di attaccar briga con qualche gentile postiglione tedesco o di venir trascinati da un vetturino assetato dalla porta di una bettola all'altra.
2- LE CITTA' INVISIBILI (Italo Calvino)
Non è detto che Kublai Kan creda a tutto quel che dice Marco Polo quando gli descrive le città visitate nelle sue ambascerie, ma certo l'imperatore dei tartari continua ad ascoltare il giovane veneziano con più curiosità e attenzione che ogni altro suo messo o esploratore. Nella vita degli imperatori c'è un momento, che segue all'orgoglio per l'ampiezza sterminata dei territori che abbiamo conquistato, alla malinconia e al sollievo di sapere che presto rinunceremo a conoscerli e a comprenderli; un senso come di vuoto che ci prende una sera con l'odore degli elefanti dopo la pioggia e della cenere di sandalo che si raffredda nei bracieri; una vertigine che fa tremare i fiumi e le montagne istoriati sulla fulva groppa dei planisferi, arrotola uno sull'altro i dispacci che ci annunciano il franare degli ultimi eserciti nemici di sconfitta in sconfitta, e scrosta la ceralacca dei sigilli di re mai sentiti nominare che implorano la protezione delle nostre armate avanzanti in cambio di tributi annuali in metalli preziosi, pelli conciate e gusci di testuggine: è il momento disperato in cui si scopre che quest'impero che ci era sembrato la somma di tutte le meraviglie è uno sfacelo senza fine né forma, che la sua corruzione è troppo incancrenita perché il nostro scettro possa mettervi riparo, che il trionfo sui sovrani avversari ci ha fatto eredi della loro lunga rovina.
3- L'ALIENISTA (Caleb Carr)
8 gennaio 1919
Theodore è sottoterra.
Scrivo queste parole e mi sembrano senza senso, così come l'immagine della sua bara calata in una fossa di terra sabbiosa vicino a Sagamore Hill, il luogo che più amò nella vita. Lì, oggi pomeriggio, nel freddo vento di gennaio che soffiava dal Long Island Sound, pensavo fra me che doveva essere uno scherzo, che di lì a poco avrebbe forzato il coperchio e ci avrebbe folgorati con il suo straordinario sorriso, assordandoci con un'acuta risata. Avrebbe senz'altro esclamato che c'era da fare - "Al lavoro!" - ordinandoci di proteggere qualche oscura specie di tritone dagli attacchi di un avido colosso industriale deciso a costruire una fetida fabbrica sul luogo di cova del piccolo rettile. Non ero l'unico a nutrire simili fantasie: tutti, al funerale, si aspettavano qualcosa del genere, glielo si leggeva chiaro in faccia. Sembra proprio che il paese intero, forse addirittura il mondo intero, non riesca a farsene una ragione: l'idea che Theodore Roosevelt se ne sia andato è semplicemente inaccettabile.
4- DON CHISCIOTTE DELLA MANCIA (Miguel de Cervantes Saavedra)
In un borgo della Mancia, che non voglio ricordarmi come si chiama, viveva non è gran tempo un nobiluomo di quelli che hanno e lancia nella rastrelliera e un vecchio scudo, un magro ronzino e un levriere da caccia. Un piatto di qualcosa, più vacca che castrato, brincelli di carne in insalata, il più delle sere, frittata in zoccoli e zampetti il sabato, lenticchie il venerdì, un po' di piccioncino per soprappiù la domenica, esaurivano i tre quarti dei suoi averi. Al resto davano fine la zimarra di castorino, i calzoni di velluto per le feste con le corrispondenti controscarpe pur di velluto. Nei giorni fra settimana poi gli piaceva vestire d'orbace del più fino.
5- IL NOME DELLA ROSA (Umberto Eco)
In principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio, e il Verbo era Dio. Questo era in principio presso Dio e compito del monaco fedele sarebbe ripetere ogni giorno con salmodiante umiltà l'unico immodificabile evento di cui si possa asserire l'incontrovertibile verità. Ma videmus nunc per speculum et in aenigmate e la verità, prima che faccia a faccia, si manifesta a tratti (ahi, quanto illeggibili) nell'errore del mondo, così che dobbiamo compitarne i fedeli segnacoli, anche là dove ci appaiono oscuri e quasi intessuti di una volontà del tutto intesa al male.
Giunto al finire della mia vita di peccatore, mentre canuto senesco come il mondo, nell'attesa di perdermi nell'abisso senza fondo della divinità silenziosa e deserta, partecipando della luce inconversevole delle intelligenze angeliche, trattenuto ormai col mio corpo greve e malato in questa cella del caro monastero di Melk, mi accingo a lasciare su questo vello testimonianza degli eventi mirabili e tremendi a cui in gioventù mi accadde di assistere, ripetendo verbatim quanto vidi e udii, senza azzardarmi a trarne un disegno, come a lasciare a coloro che verranno (se l'Anticristo non li precederà) segni di segni, perché su di essi si eserciti la preghiera della decifrazione.
6- DEVIAZIONE (Luce D'Eramo)
È stato straordinariamente semplice fuggire.
Nel campo di Dachau appartenevo alla squadra adibita a mettere le condutture di scarico della città di Monaco. Caricati su camionette in plotoni di venti persone con bastoni e spazzoloni, partivamo ogni mattina alla volta della città.
Pulire le fogne è un lavoro più variato di quanto non appaia a prima vista: ci sono diverse gradazioni.
I LIBRI DECISAMENTE OUT
1- RINASCIMENTO PRIVATO (Maria Bellonci)
Stanza degli orologi
anno 1533
Il mio segreto è una memoria che agisce a volte per terribilità. Isolata, immobile, sul punto di scattare, sto al centro di correnti vorticose che girano a spirali in questa stanza dove i miei cento orologi sgranano battiti diversi in diversi timbri. Se alzo il capo li vedo fiammeggiare, e ad ogni tocco di fuoco corrisponde un'immagine. Sempre sono trascinata fuori di me dalla tempesta di vivere. Che cosa è il tempo, e perché deve considerarsi passato? Fino a quando viviamo esiste un solo tempo, il presente. Una forza struggente mi prende alle viscere: costruttiva o devastatrice non mi è dato di sapere; è senza regola, almeno apparente.
2- ALLA RICERCA DEL TEMPO PERDUTO (Marcel Proust)
A lungo, mi sono coricato di buonora. Qualche volta, appena spenta la candela, gli occhi mi si chiudevano così in fretta che non avevo il tempo di dire a me stesso: "Mi addormento". E, mezz'ora più tardi, il pensiero che era tempo di cercar sonno mi svegliava; volevo posare il libro che credevo di avere ancora fra le mani, e soffiare sul lume; mentre dormivo non avevo smesso di riflettere sulle cose che poco prima stavo leggendo, ma le riflessioni avevano preso una piega un po' particolare; mi sembrava d'essere io stesso quello di cui il libro si occupava: una chiesa, un quartetto, la rivalità di Francesco I e Carlo V.
3 - LE AVVENTURE DI PINOCCHIO (Carlo Collodi)
C'era una volta.
- Un re! - diranno subito i miei piccoli lettori.
- No, ragazzi, avete sbagliato. C'era una volta un pezzo di legno.
Non era un legno di lusso, ma un semplice pezzo da catasta, di quelli che d'inverno si mettono nelle stufe e nei caminetti per accendere il fuoco e per riscaldare le stanze.
Non so come andasse, ma il fatto gli è che un bel giorno questo pezzo di legno capitò nella bottega di un vecchio falegname, il quale aveva nome mastr'Antonio, se non che tutti lo chiamavano mastro Ciliegia, per via della punta del suo naso, che era sempre lustra e paonazza, come una ciliegia matura.
4- CUORE (Edmondo De Amicis)
17, lunedì
Oggi primo giorno di scuola. Passarono come un sogno quei tre mesi di vacanza in campagna! Mia madre mi condusse questa mattina alla Sezione Baretti a farmi iscrivere per la terza elementare: io pensavo alla campagna e andavo di mala voglia. Tutte le strade brulicavano di ragazzi; le due botteghe di libraio erano affollate di padri e di madri che compravano zaini, cartelle e quaderni, e davanti alla scuola s'accalcava tanta gente che il bidello e la guardia civica duravan fatica a tenere sgombra la porta. Vicino alla porta, mi sentii toccare una spalla: era il mio maestro della seconda, sempre allegro, coi suoi capelli rossi arruffati, che mi disse: - dunque. Enrico, siamo separati per sempre? - Io lo sapevo bene; eppure mi fecero pena quelle parole.
5- IL GIOCATORE (Fëdor Michailovič Dostoevskij)
Finalmente ero di ritorno dopo un'assenza di due settimane. Già da tre giorni i nostri si trovavano a Roulettenburg. Credevo di essere atteso con chi sa quale ansia, e invece mi sbagliavo. Il generale mi accolse con una disinvoltura eccessiva, mi parlò squadrandomi dall'alto in basso e mi mandò da sua sorella. Era evidente che in qualche luogo erano riusciti a procurarsi del denaro.
GLI INCIPIT PIU' BELLI
1- LA SIRENETTA (Hans Christian Andersen)
In mezzo al mare l'acqua è azzurra come i petali dei più bei fiordalisi e trasparente come il cristallo più puro; ma è molto profonda, così profonda che un'anfora non potrebbe raggiungere il fondo; bisognerebbe mettere molti campanili, uno sull'altro, per arrivare dal fondo fino alla superficie. Laggiù abitano le genti del mare.
Non si deve credere che ci sia solo sabbia bianca, no! Crescono alberi stranissimi, e piante con gli steli e i petali così sottili che si muovono al minimo movimento dell'acqua, come fossero esseri viventi. Tutti i pesci, grandi e piccoli, nuotano tra i rami, proprio come fanno gli uccelli nell'aria.
2- ORLANDO FURIOSO (Ludovico Ariosto)
Le donne, i cavalier, l'arme, gli amori,
Le cortesie, l'audaci imprese io canto
Che furo al tempo che passano i Mori
D'Africa il mare, e in Francia nocquer tanto,
Seguendo l'ire e i giovenil furori
D'Agramante lor re, che si diè vanto
Di vendicar la morte di Troiano
Sopra re Carlo imperator romano.
3- FAHRNHEIT 451 (Ray Bradbury)
Era una gioia appiccare il fuoco.
Era una gioia speciale vedere le cose divorate, vederle annerite, diverse. Con la punta di rame del tubo fra le mani, con quel grosso pitone che sputava il suo cherosene venefico sul mondo, il sangue gli martellava contro le tempie, e le sue mani diventavano le mani di non si sa quale direttore d'orchestra che suonasse tutte le sinfonie fiammeggianti, incendiarie, per far cadere tutti i cenci e le rovine carbonizzate della storia. Col suo elmetto simbolicamente numerato 451 sulla stolida testa, con gli occhi tutta una fiamma arancione al pensiero di quanto sarebbe accaduto la prossima volta, l'uomo premette il bottone dell'accensione, e la casa sussultò in una fiammata divorante che prese ad arroventare il cielo vespertino, poi a ingiallirlo e infine ad annerirlo.
4- ALTA FEDELTA' (Nick Hornby)
Ecco, per stilare una classifica, le cinque più memorabili fregature di tutti i tempi, in ordine cronologico:
1- Alison Ashworth
2- Penny Hardwick
3- Jackie Allen
4- Charlie Nicholson
5- Sarah Kendrew
Ecco quelle che mi hanno ferito davvero. Ci vedi forse il tuo nome lì in mezzo, Laura? Ammetto che rientreresti fra le prime dieci, ma non c'è spazio per te fra le prime cinque; sono posti destinati a quel genere di umiliazioni e di strazi che tu semplicemente non sei in grado di appioppare.
5- L'AMICO RITROVATO (Fred Uhlman)
Entrò nella mia vita nel febbraio del 1932 per non uscirne mai più. Da allora è passato più di un quarto di secolo, più di novemila giorni tediosi e senza scopo, che l'assenza della speranza ha reso tutti ugualmente vuoti - giorni e anni, molti dei quali morti come le foglie secche su un albero inaridito.
6- INSOMNIA, OVVERO IL DEMONE DELL'AMORE (Henry Miller)
All'inizio fu un dito del piede rotto, poi un sopracciglio spaccato, e alla fine un cuore spezzato. Ma, come ho già detto da qualche parte, il cuore umano è indistruttibile. Tu immagini soltanto che sia spezzato. In realtà, è lo spirito che subisce il vero colpo. Ma anche lo spirito è forte e, se lo desideri, si può sempre riprendere.
GLI INCIPIT DI LIBRI NON LETTI CHE MI SPINGONO AD INFILARE LE SCARPE E CORRERE IN LIBRERIA
1- EVA LUNA RACCONTA (Isabel Allende)
Ti toglievi la fascia dalla vita, ti strappavi i sandali, gettavi in un angolo l'ampia gonna, era di cotone, mi sembra, e scioglievi il nodo che ti stringeva i capelli in una coda. Avevi la pelle d'oca e ridevi. Eravamo talmente vicini che non potevamo vederci, assorti entrambi in quel rito urgente, avvolti nel calore e nell'odore che emanavamo insieme. Mi aprivo il passo per le tue vie, le mie mani nella tua vita protesa e le tue impazienti. Sfuggivi, mi percorrevi, mi scalavi, mi avvolgevi con le tue gambe invincibili, mi dicevi mille volte vieni con le labbra sulle mie.
2- AFRODITE (Isabel Allende)
Mi pento delle diete, dei piatti prelibati rifiutati per vanità, come mi rammarico di tutte le occasioni di fare l'amore che ho lasciato correre per occuparmi di lavoro in sospeso o per virtù puritana. Passeggiando per i giardini della memoria, scopro che i miei ricordi sono associati ai sensi. Mia zia Teresa, quella che si trasformò lentamente in angelo e che quando morì aveva germogli di ali sulle spalle, è legata per sempre all'odore delle pastiglie alla violetta. Quando quell'incantevole signora faceva capolino per una visita, con il vestito grigio illuminato con discrezione da un colletto di pizzo e il capo regale incorniciato dalla neve, noi bambini le correvamo incontro e lei apriva con gesti rituali la sua vecchia borsetta, sempre la stessa, estraeva una scatoletta di latta dipinta e ci dava una caramella color malva.
3- TRILOGIA DI NEW YORK: LA CITTA' DI VETRO (Auster Paul)
Cominciò con un numero sbagliato, tre squilli di telefono nel cuore della notte e la voce all'apparecchio che chiedeva di qualcuno che non era lui. Molto tempo dopo, quando fu in grado di pensare a ciò che gli era accaduto, avrebbe concluso che nulla era reale tranne il caso. Ma questo fu molto tempo dopo. All'inizio, non c'erano che il fatto e le sue conseguenze. La questione non è se si sarebbero potuti sviluppare altrimenti o se invece tutto fosse già stabilito a partire dalla prima parola detta dallo sconosciuto. La questione è la storia in sé: che abbia significato o meno, non spetta alla storia spiegarlo.
4- IL TRENTESIMO ANNO (Ingeborg Bachmann)
Di uno che entra nel trentesimo anno non si smetterà di dire che è giovane. Ma lui, benché non riesca a scoprire in se stesso alcun mutamento, non ne è più così sicuro: gli sembra di non avere più diritto di farsi passare per giovane. E la mattina di un giorno che poi scorderà si sveglia e, tutt'a un tratto, rimane lì steso senza riuscire ad alzarsi, colpito dai raggi di una luce crudele e sprovvisto di ogni arma e di ogni coraggio per affrontare il nuovo giorno. Non appena chiude gli occhi per proteggersi, si sente andar giù e precipita in un deliquio in cui trascina con sé ogni istante vissuto.
5- SOTTO IL CULO DELLA RANA (Tibor Fischer)
Era innegabile: a venticinque anni non era mai uscito dal paese e non era arrivato a più di tre giorni a piedi, un giorno e mezzo su un carro a cavalli o un pomeriggio abbondante di treno dal posto in cui era nato. D'altra parte, rifletteva Gyuri, quanti potevano dire di aver viaggiato nudi in lungo e in largo per l'Ungheria?
6- PERSO L'AMORE (NON RESTA CHE BERE) (Marco Rossari)
Perso l'amore, non resta che bere.
L'endecasillabo perfetto.
Un poeta solo con un solo verso.
E io di versi ne ho scritti così pochi... Però ne ho emessi a volontà!
Uooh! Uooh! Uooh!
Versi. Conati. Sbocchi. Rigurgiti. Spurghi. Macché, nemmeno riesco a vomitare.
Le cose non vanno per il verso giusto. Per certi versi. Per un verso o per l'altro. Mi faccio il verso.
Verso? Verso cosa? Io non sto andando da nessuna parte.
Sono qua, Sdraiato su una dura fredda panchina dell'aeroporto di Stansted, fisso il soffitto bianco e cerco di dormire.
Sentire tutto in tutte le maniere,
vivere tutto da tutte le parti,
essere la stessa cosa in tutti i modi possibili
allo stesso tempo,
realizzare in sè tutta l'umanità
di tutti i momenti
in un solo momento
diffuso,
profuso,
completo
e distante.
F. Pessoa
Stamattina rinfresco di laurea di un'amica.
Piacere, piacere, no il piacere è mio.
Convenevoli vari e poi, immancabilmente, si ripropone lo stesso dialogo.
Tutte le volte.
Tutte le sante volte.
Tutte le sante, benedettissime, volte.
Il dialogo che mi perseguita da un anno e mezzo.
Come in quel film in cui il protagonista si trova a vivere ogni giorno le stesse identiche situazioni.
- E che fai di bello nella vita?
- Teatro.
- Ma dai! Sei un'attrice?
- Macchè, solo a tempo perso.
- ???
- Mi hai chiesto cosa faccio di bello nella vita...
- Ahahahah... perchè, che lavoro fai?
- Sono avvocato.
- Ma pensa! E quando ti laurei?
- Sono già laureata.
- Ah, fai il praticantato?
- Finito.
- Dunque ora ti tocca l'esame di Stato.
- No, l'ho dato un anno e mezzo fa.
- Ah!!! Quindi sei avvocato?
(AAARGGHHHHHH!!!! E IO CHE HO DETTO????? Complimenti per l'intuito...).
- Già....
- Veramente?
- Veramente.
- E' che sembri così giovane...
- Eh, lo so, me lo dicono tutti.
- Guarda, ti avrei dato al massimo venticinque anni.
- Grazie...
Qui si cambia registro.
Si presentano ben tre opzioni tre:
1) Quindi mi puoi arrestare?
(Qualcuno gli spieghi per cortesia la differenza tra un poliziotto e un avvocato).
2) Quindi devo stare attento con te?
(Qualcuno gli spieghi per cortesia che non sa quanto. Soprattutto se non la pianta immediatamente di dire banalità).
3) Sei fidanzata?
(Qualcuno spieghi a me per cortesia cosa diavolo c'entra).
Alla prossima, per spezzare questo diabolico circolo vizioso che sta seriamente iniziando a irritarmi:
- E che fai di bello nella vita?
- Avvocato. Laureata a giugno del 2002. Finito il praticantato a luglio del 2004. Abilitata all'esercizio della professione forense a inizio ottobre 2005. Nel tempo perso teatro. Sai che ha fatto la Roma domenica?
Che dite, la trovate un filino acida come risposta?
***
P.S. Quasi dimenticavo l'altra variante che si ripropone, anche se meno frequentemente (per ovvi motivi).
- E che fai di bello nella vita?
(come sopra)
- Sono avvocato.
- Ah! Allora io e te non andiamo d'accordo!
- Ho capito. Tranquillo, sono una civilista. E tu? Polizia o Carabinieri?
Chi ne adotta uno?

Mi dicono che i cuccioli siano assolutamente gratuiti.
Mi è inoltre giunta voce che altrimenti verrano soppressi nel giro di poco.
Non so se sia vero ma indubbiamente finirebbero al canile.
Chiunque fosse interessato o conoscesse qualcuno che potrebbe esserlo contatti

No, dico, mica si fa così.
Cos'è questa novità che si chiudono i blog di punto in bianco?
Eh no, eh!
Che c'è gente che ci si affeziona, qui.
Che so, avvertite prima. Come nelle liquidazioni per i fallimenti.
Ultimi giorni, prezzi stracciati!
Ora o mai più.
Perchè altrimenti ci si rimane male; sembra quasi di aver perso un amico.
Senza nulla togliere al libero arbitrio, ci mancherebbe.
Solo prepararatemi.
Che non abbia una botta di tristezza ogni volta.
Da domani farò scorta di zuccheri.
Sabato mattina.
La vostra fatina gironzola felice.
Viene improvvisamente placcata da un losco figuro.
A seguire, tragedia in due battute.
L.F: Losco Figuro
F.F.: Fatina Felice
L.F.: Ciao, hai qualcosa contro gli ex ragazzi tossicodipendenti?
F.F.: (Sorride e sbatte le ciglia) No. Ma potrei cominciare ora.
(Fatina Felice si accorge che Losco Figuro sta cercando di rifilarle una di quelle bottigliette con dentro la sabbia colorata).
L.F.: (Imbarazzato e confuso) AHAHAH... senti non è che compreresti una boccett...
F.F.: (Sempre più sorridente) No, grazie. Niente Ceneri. Troppo macabro. Ciao.
L.F.: o_0
Sipario.
Applausi.
Anche quest' 8 marzo è passato in cavalleria. Non ce ne saremmo manco accorte non fosse stato per quel leggero giallino che ha colorato la giornata. Il mio orango non ha fatto una piega. Anzi. A pranzo, vedendo tutte le mimose sparse per casa, mi ha detto: "Cacchio, ma era la festa della donna?". No!. Ho preso un franchising dell'Interflora, pirillo. Io sono della scuola di pensiero del niente fiori ma opere di bene. Mi piacerebbe per una volta essere festeggiata per sottrazione. Rivolgo un appello a tutto il genere maschio. Amici di Maria, invece di regalarci cose e portarci fuori a cena, allegeriteci la vita.Toglieteci anche solo una delle dieci milioni di cose che noi facciamo per voi. Per esempio, imparate una volta per tutte dove stanno le cose nella casa. Piantatela di rintronarci di domande. Ma posso io sentirti tutto il giorno chiedere: "Dov'è l'aspirina?" "Dove hai messo lo schiaccianoci?" "Dov'è finito il martello?". E' qui amor mio, il martello, qui tra le mie mani e ora lo uso per spaccarti una rotula. Com'è possibile, cervello di tufo, che ricordi nome, cognome e numero di telefono di tutte le tue ex e non sai dove teniamo lo zucchero? Ti devo tatuare una piantina della casa qui sul polso con indicato il posto di tutti gli oggetti? Posso io sentirti dire: "Dov'è il prosciutto?". Ma secondo te, dov'è il prosciutto, razza di pisquano col cervello che va a nafta? Nella scarpiera? Che mistero profondissimo la mente dell'uomo. "Dove hai messo le mie mutande?". Lì, dove sono sempre state nei secoli dei secoli. Nel secondo cassetto. "Non ci sono". Ma come non ci sono, si sono smaterializzate nella notte? Eh certo. Il secondo cassetto si conta dall'alto e non dal basso. "Ah sì? Ma quando vado al primo piano mica salgo con l'ascensore sino all'ultimo". Quando parte il Ballarò è finita per sempre. Altra sottrazione. Andate voi a comperare l'acqua. La donna ormai è rassegnata. Si carica come una cammella sulla gobba le sue borse della spesa e mastica amaro. Quello che la fa proprio ammattire, che la fa uscire violentemente di senno, è la confezione da sei bottiglie di acqua minerale. Quella che ti sega in due le falangi e ti costringe a camminare struppia come il gobbo di Notre Dame. Quella che ha il nastrino di scotch che o ti si incolla alle dita, o te le spezza o si spezza lui e sei costretta a trascinare il mattone di plastica coi denti o peggio ancora a spingerlo a calci. Ci consumiamo il velupendulo a dire: "Ricordati di comprare l'acqua". E loro: "Sì". Perchè non dicono no. Dicono un sì chiaro e diamantino come faceva Morandi quando suo figlio gli tambussava i maroni, chiedendogli: "Me lo compri papà". Ma poi si fa sera e si fa mattina. Di acqua non c'è traccia. In frigo c'è rimasta una lacrima di gazzosa. E allora prendendo la pazienza al lazo ribadiamo: "Ricordati l'acqua". "Sì". Ultimo giorno. Si cena con la lingua felpata bevendo acqua del rubinetto con quel delizioso retrogusto di candeggina e più calcare delle rocce carsiche. E allora scendiamo noi. Andiamo al super e compriamo la dannatissima acqua. Due confezioni. Ma mica per spregio. Solo per bilanciare lo sciancamento.
Luciana Littizzetto
AUGURI A TUTTE LE DONNE, ZITELLE E NON, AMBITE E NON!

Orgosolo, Sardegna.
È per te che sono verdi gli alberi
e azzurri i fiocchi in maternità
è per te che il sole brucia a luglio
è per te tutta questa città
è per te che sono bianchi i muri
e la colomba vola
è per te il 13 dicembre
è per te la campanella a scuola
è per te ogni cosa che c'è ninna na ninna e...
è per te che a volte piove a giugno
è per te il sorriso degli umani
è per te un'aranciata fresca
è per te lo scodinzolo dei cani
è per te il colore delle foglie
la forma strana della nuvole
è per te il succo delle mele
è per te il rosso delle fragole
è per te ogni cosa che c'è ninna na ninna e...
è per te il profumo delle stelle
è per te il miele e la farina
è per te il sabato nel centro
le otto di mattina
è per te la voce dei cantanti
la penna dei poeti
è per te una maglietta a righe
è per te la chiave dei segreti
è per te ogni cosa che c'è ninna na ninna e...
è per te il dubbio e la certezza
la forza e la dolcezza
è per te che il mare sa di sale
è per te la notte di natale
è per te ogni cosa che c'è
ninna na ninna e...
BENVENUTO PICCOLINO.
Non vedo l'ora di conoscerti, ho un sacco di cose da raccontarti.
Ti racconterò del mare della Grecia, della "crociera" nell'Egeo, del Purple Pig, della spiaggia di Koliciani, dell'alba alle sette Chiese di Ios, dell'alba dell'Elba, dei piedi neri, del serial killer di Santorini, del "siete a cacciua?", dell'Ulisse di Joyce declamato a Mikonos, degli happy hour alla Duna degli Orsi, di quando ci siamo cambiate in macchina e a momenti chiamavano la Polizia, della fiera campionaria, del "da sturbo!", dei deliri e delle risate.
Da oggi il mondo è più bello.
Zia Ale
Regista
Attore
LA DURA VITA DELL'ATTORE
Ovvero indicazioni registiche chiare, precise e concordanti:
- Ecco, qui entro e dovrei dire: "Sono io!". Con che stato d'animo lo dico?
- Boh, che ne so. Prova.
- Va bene... Sono io!
- Meno robotico.
- Sono io.......
- Meno rarefatto.
- Sono io!!!
- Meno Carramba che sorpresa!!!
- Sono io...
- Meno smaronato.
- Sono io.
- Più sunsetboulevard!
- Ho capito. La taglio. Tanto il pubblico sa sa chi sono...
- Mi fate una posa che sembri tenera e che non assomigli al cane che si struscia contro il divano?
- Ma che è 'sto bacio????? Ma manco Giuda!!!!!!!!!!!
- Mi spiego meglio. L'esercizio è semplice. L'esercizio è uscire.
- Potresti accarezzarla come una donna e non come un pezzo di velluto di una tenda?
- Piede protagonista!!! Cosa dice il vostro piede protagonist???
- Perchè io valgo!
- Ottimo la scena è perfetta. Ora, se non vi dispiace, potreste rifarla senza che sembri un dialogo tra gli elfi di Babbo Natale?
- Ale, scusa, ce la fai ad infilarti tra M. e M. e mordergli la testa?
- o_0
- Cosa voglio dire? Non lo so, ma sono sicura che ognuno troverà una risposta dentro di sè. Riproviamo.
- ....in conclusione, non vuol dire che siete tutti la stessa zuppa ma che siete tutti elementi dello stesso minestrone! Mi sono spiegato?
LA DURA VITA DEL REGISTA
- (CIAK) Certo che sua moglie è intelligente...
- STOP
- (CIAK) Sua moglie oltre ad essere bella è anche intelligente...
- STOP!
- (CIAK) Lei ha una moglie che è bella e in più intelligente...
- STOOP!
- (CIAK) Sa che sua moglie oltre ad essere intelligente ha anche un gran bel culo?
- STOP STOP STOP!!!! CAZZO!!!
- Ma se devo scegliere tra la noia e la polizia, chiamo una rapina"
- ciak -
- Ma se devo scegliere tra la polizia e una rapina, chiamo la nooia!
- ciak -
- Ma se devo chiamare la noia o una rapina, scelgo la polizia!
(... il gioco è: trova la combinazione giusta!
1. ma devo tra la una rapina e scegliere, chiamo la polizia se noia!
2. ma se chiamo scegliere tra la noia e una rapina, devo la polizia!
3. devo scegliere, ma se chiamo la polizia tra una rapina e la noia!
4. ma se chiamo la polizia, devo scegliere tra la noia e una rapina!
5. ...
6. ...
7. ...
8. ...)
(Battuta originaria: ma se si tratta di scegliere tra la noia e una rapina, allora chiamo la polizia!)
- MAX BROD???? io la ODORO!"
- Non capissi?
- Non ne sono sicuro: Max Gob era broddo.
- Ciak, prima: e la crocerossina qui non vuole stringere la mano a un DIO?????
- Ciak seconda: e la crocerossina qui non vuole stringere la mano a una DIVINITA'?????
(Battuta originaria: e la crocerossina qui non vuole stringere la mano a una leggenda?)
- Ciak, terza: non le sarà mai capitato di incontrare una PARABOLA!!!!!!!!!!
(Battuta originaria: non le sarà mai capitato di incontrare una METAFORA).
- Adesso cita Kakfa......
- "Kafka"
- (A seguito di serie di blateramenti e battute incomprensibili) Ma nel tuo copione manca qualche consonante, per caso???????
Tratto dal forum di un famoso locale bolognese:
Voglio semplicemente ringraziare tutte le persone che in qualche modo hanno contribuito a rendere il XXXXXX un covo di figa! Questo venerdì, precisamente il 2 feb 07 sono stati battuti tutti i record di presenza femminile, non mi sembrava vero, diverse volte mi sono ritrovato circondato completamente da ragazze. Penso che il genere di locale, la musica, l' originalità del posto rendano il XXXXXX così amato dal gentil sesso. Questo mi riempie di gioia e mi sprona a tornare ogni venerdì con un sorriso sempre più grande
Ciao
Luca
Ecco chi era quel coglione che venerdì scorso girava con un sorriso da ebete stampato in faccia!