Passata la paura, è giunta l'ora di vomitare l'ansia. Un brutto incidente stradale alla persona che forse amo di più al mondo. Attimi di terrore a saperla sotto i ferri, attimi che si dilatano in cui ti laceri dentro e il pianto non esce mai abbastanza e vorresti prendere quelle fottute lancette dell'orologio e riportarle indietro per strapparla via da lì e maledici il mondo e ti perdi nei loop del nonègiustononègiustononègiustononègiusto ma perchè è successo ma perchè è successo a lei perchè proprio a lei perchè non è successo a tiziocaiosemproniomevio che se ce l'avessi davanti ora l'ucciderei, l'ucciderei sì, l'ucciderei a mani nude e gli strapperei gli occhi e gli mangerei il cuore e ti prego fa che vada tutto bene deve andare bene andrà bene tipregotipregotipregotipregotiprego...
Poi la telefonata è tutto a posto ne avrà per un pò ma va bene sta bene è viva un pò ammaccata ma viva e ricominci a respirare e il cuore riprende a battere e poi ci stanno troppe cose da fare e poco tempo per pensare ma va bene va tutto bene è tutto a posto.
Giorni passati a prillare a destra e a manca.
Giorni in cui mi sono rifiugiata tanto qui dentro.
Fuori ho rifiutato abbracci, ho svicolato, ho sorriso e riso, ho mantenuto l'amplomb.
Quando sto male mi chiudo, lo faccio sempre, mi irrigidisco, non lascio passare nessuno, o meglio lascio solo degli spiragli, rifuggo il calore e l'affetto, non riesco ad abbandonarmi per paura del crollo. Assurdo, lo so.
Qui mi sono lasciata andare e mi sono persa tra le pagine di quest'ultimo anno.
Ho sfogliato la mia vita, ripensato alle decisioni prese, alle persone incontrate, alle emozioni condivise, alle discussioni interminabili, alle sigarette, ai caffè, alle canzoni, alle lacrime, alle risate, agli abbracci, agli sguardi, ai passi avanti e ai passi indietro.
Ho scoperto di aver acceso la luce.
Di essere uscita da quella stanza buia, da quelle dannate mura in cui continuavo a sbattere nella ricerca dell'interruttore.
Ho mantenuto la coerenza nelle scelte di fondo nonostante l'incoerenza emotiva che mi contraddistingue.
A costo di graffiarmi e scorticarmi sono rimasta ferma nel sapere cosa cerco. Nel sapere cosa non voglio.
Nel continuare a camminare, nel voltare pagina, nel ricominciare, nel lasciarmi andare, nel non farmi travolgere dalla disillusione.
Ora lo so.
Voglio luce, voglio colore, voglio calore e voglio amore.
Perchè è un attimo e ti ritrovi dentro le lamiere di un auto.
E non potrei mai perdonarmi di non aver vissuto, di non aver provato, di non aver cercato, di non aver scrutato negli occhi degli altri per trovarvi il mio sorriso riflesso.
A quest'ora potrei essere già sposata, con un bimbo in braccio, gli occhioni azzurri, bello come il suo papà.
Potrei essere in un'altra città ed aver ricominciato tutto da capo.
Ho rinunciato a tutto questo perdendo pezzetti di cuore.
Ma sono una giovane donna in cerca dell'amore.
Non posso che trovarlo.
Qui o altrove.