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lunedì, 30 giugno 2008

Ditemi voi se questa non è sfiga.

- Alla fine cosa ti hanno detto? Ci riesci ad andare al campo scuola, nonostante lo stage?
- Pare di sì.
- Ma dai!!! Sono contenta per te! E dove andate, di bello?
- In provincia di Aosta.
-
In provincia di Aosta???? Scusa se mi permetto, ma che senso ha? Sarebbe come organizzare un campo scuola a Molfetta!
- Infatti l'anno scorso siamo andati a Molfetta....

Ale, tu stare zitta mai, eh?

E, soprattutto.

Dove diavolo è Molfetta?
sabato, 28 giugno 2008

A volte è meglio non sapere.

- Amore?
- Eh.
- Ma...
- Cosa?
- No, è che...
- Ale, parla.
- Tu mi ami?
- Sì.
- Ancora?
- Sì.
- Lo giuri?
- Sì.
- Su cosa lo giuri?
- Su Cthulhu, il Dio che ti prende per il culu.

Cthulhu

Eppure qualcosa mi diceva che non avrei dovuto fargli bere quella seconda bottiglia di vino...
venerdì, 27 giugno 2008

Uomini. Tzè.

squaliVoglio dire.

Non era poi così difficile da capire, no?
lunedì, 23 giugno 2008

A buon intenditor, poche parole.

Location: venerdì sera, discoteca del bolognese.

Protagonisti ed interpreti:
Io
Il quasifidanzato
La figlia adolescente del quasifidanzato.

- Ale, ma l'hai vista quella?
- Chi?
- Quella che sbatte le ciglia mentre parla con papà cercando disperatamente di spalmarglisi addosso...
- Ah, dici quella? Noooooo, non l'avevo affatto notata ... mi stavo solo chiedendo se sapesse nuotare...
- Perchè?
- Curiosità....
- Ale, guarda che quella piscina sarà profonda al massimo venti centimetri...
- Tecnicamente parlando, si potrebbe affogare anche in venti centimetri d'acqua, se QUALCUNO dovesse casualmente tenerti un piede in testa....
- Ma di che stanno parlando da mezz'ora?
- Di diritto tributario. A quanto mi è dato capire, la signorina in questione deve sostenere a breve l'esame  di diritto tributario e pare abbia chiesto lumi a tuo padre circa una legge promulgata recentemente... poichè tuo padre è mezz'ora che arringa, temo abbia preso le mosse dall'ascesa dei Longobardi in Italia...
- Senti, ho un'idea! Perchè non la bruci con la sigaretta?
- Mi sembra un pò eccessivo, cara. Però, a pensarci bene... putiamo caso che io, inavvertitamente beninteso, le dessi fuoco ai capelli... tu potresti spegnere l'incendio rovesciandole in testa il Mohjto che stai bevendo, no?
- Giusto! Ottimo!!!! Solo una cosa, Ale... cosa mi dai, se lo faccio?
- In che senso, scusa?
- Nel senso... cosa mi dai in cambio?
- Nulla, tesoro, proprio nulla. D'altronde, sono sicura che ti troverai benissimo in quel collegio in Svizzera dove verrai spedita qualora la fanciulla di cui stiamo discutendo dovesse diventare la fidanzata di tuo padre....
- Eh? Nonononono, forse mi sono spiegata male... intendevo dire che mi accontento se mi dai un bacio... sìsìsìsìsìsì.... PAPAAAAAAA'. HO MAL DI TESTA, ANDIAMO A CASA SUBITO??????? E POI DOMANI DEVO ANDARE A SCUOLA E HO ANCORA UN SACCO DI COMPITI DA FARE....
domenica, 22 giugno 2008

Queste sono soddisfazioni.

articolo alice libera tutti

Tratto da "IL RESTO DEL CARLINO", domenica 22 giugno 2008:


S. LAZZARO, LO SPETTACOLO.
MERAVIGLIE DI ALICE SU UN CAMPO DA CALCIO.

Di Mario Rebeschini.

"Anni fa, forse quindici, quando Andrea Paolucci, direttore dell'ITC, Teatro di San Lazzaro, sognava di diventare un teatrante di professione, gli frullavano nella testa un'infinità di storie. Sognava di realizzare grandi spettacoli che avrebbero cambiato il mondo e le persone. Tra questi, Alice libera tutti, un'interpretazione della celebre fiaba di Lewis Carrol.
E così la fantasia prendeva il soppravvento e gli spettacoli diventavano sempre più pirotecnici, mastodontici, con entrata in scena di elefanti, giraffe e dove gli spettatori venivano teletrasportati da una parte all'altra della platea.
Spettacoli magnifici ed irrealizzabili.
"Irrealizzabili fino a quando ho incontrato gli allievi del corso avanzato del nostro teatro - racconta Andrea - quelli della "sala nera" che da anni navigano imperterriti tra  Goldoni e O'Neill, tra Masters e Shakespeare, tutti con una grande voglia di realizzare qualcosa di speciale".
Per mettere in moto Alice libera tutti Paolucci coinvolge, oltre agli attori, tutti gli amici.
Chiede a Giulia D'Amico, drammaturga bolognese, di scrivere il testo.
Spinge Enrico Medici, che ha una straordinaria manualità, ad ideare piccole macchine sceniche, a Giulia Franzaresi e Giada Borgatti di costruire centinaia di oggetti in miniatura, ad Andrea Gadda di montare un labirinto in un campo da calcio.
Lui sarà il regista.
Venerdì sera, al debutto, nel campo da calcio del Parco della Resistenza, dodici attori divisi in quattro gruppi si rinchiudono con gli spettatori in quattro piccole stanze di tela.
Alice inizia a raccontare le sue paure, i suoi incontri, coinvolgendo tutti gli spettatori.
Non raccontiamo quello che succede perchè sarebbe come svelare il nome dell'assassino di un giallo.
Le repliche dello spettacolo: domenica 22, poi da mercoledì 25 a domenica 29 giugno nel campo di calcio di via della Resistenza con inizio alle 21.30.
Prenotazioni: 051 - 6271604 - www.itcteatro.it".

TEATRANTI
Da sinistra Lorenzo Cavrini, Valentina Romanini, Francesca Tario, Fabio Parisini, Sara Spinelli, Alessia Granvillano, Valentina Caranti, Silvia Grimandi, Alessia De Pasquale, Luigi Antenucci, Antonella Villari, Fausto Gattuso. Al centro, Andrea Paolucci (foto di Mario Rebeschini).

labuirinto
mercoledì, 18 giugno 2008

Alice libera tutti!

Come al solito, sono fulminata.

E' da giorni che mi ripropongo di scrivere questo post* e.... bhe.... sarà che ho sempre un pò di timore, sarò che è un periodo allucinante (o meglio, un vero delirio), sarà perchè ti amo... comunque.

Vorrei invitare chiunque si trovasse - o solo si trovasse a passare - in zona Bologna e limitrofi nelle prossime due settimane ad assistere ad un saggio (ovviamente, chi è saggio andrà al mare, tempo permettendo) di teatro dal titolo:

ALICE LIBERA TUTTI.

Saremo in scena per almeno 8 date: da venerdì 20 a domenica 22 e da mercoledì 25 a domenica 29 giugno alle ore 21:30. Mi raccomando, cercate di arrivate puntuali, a spettacolo iniziato non si può entrare.

Il biglietto costa 5 euro ed è obbligatoria la prenotazione poiché lo spettacolo prevede solo un  numero limitato di spettatori per sera (60 al massimo).

Si tratta di uno spettacolo “itinerante”.
Cosa significa?
Immaginatevi una zona all’aperto (un campo da calcio, ad esempio, ma senza erba) e poi una specie di struttura quadrata.
Immaginatevi che un gruppetto formato da tre allievi-attori vi inviti a seguirlo all’interno del quadrato, mentre vi racconterà un storia che molto assomiglia a quella di Alice nel Paese delle Meraviglie ma con delle interessanti variazioni.


Ecco, siete sulla giusta strada per capire di che spettacolo si tratta.

Ad ogni modo, non sarà affatto uno spettacolo “interattivo”, ovvero non vi sarà una interazione col pubblico.Pertanto, non preoccupatevi nè agitatevi, qualunque cosa succeda NON DOVRETE RECITARE e tornerete a casa sani e salvi (...forse), nonostante ci vedrete recitare a pochi metri di distanza da voi.

Dovrete solo seguirci.

Vi siete persi?
Ma no, non ci si può perdere a teatro!

Il luogo ove si terrà l'evento è situato nelle vicinanze dell’'ITC Teatro di San Lazzaro, per la precisione nel Campo da Calcio del CENTRO SPORTIVO PARCO DELLA RESISTENZA, situato tra via Canova e via Bellaria (a San Lazzaro di Savena).

mappa alice libera tutti

Come arrivare: potrete tranquillamente venire in teatro - via Rimembranze 26 a San Lazzaro di Savena - BO.
Da lì verso le 21.00-21.15 si partirà a gruppo verso il luogo della rappresentazione (dista circa 400 metri dal teatro) oppure si potrà richiedere in biglietteria la mappa per raggiungere il posto per conto proprio (si può anche parcheggiare vicino al centro sportivo).


Ricordatevi di passare prima dalla biglietteria del teatro per recuperare il biglietto che avrete prenotato. Come già detto, data la struttura dello spettacolo, abbiamo un limite sul numero di spettatori per sera, quindi è obbligatorio che prenotiate prima, onde evitare di fare un viaggio a vuoto. Inoltre, il nostro gruppo, composto da 12 allievi-attori, verrà diviso in 4 sottogruppi ciascuno dei quali metterà in scena lo stesso spettacolo contemporaneamente agli altri gruppi. Ne consegue, quindi, che ogni sera ci saranno quattro spettacoli contemporanei.

Perciò, quando fate la prenotazione, dite che siete interessati allo spettacolo fatto dal gruppo in cui sono io (laddove ne siate interessati, ovviamente, altrimenti ditelo lo stesso).
Qualora non diate preferenze verrete assegnati casualmente a uno dei quattro gruppi, a seconda dell’affluenza di pubblico.


Per prenotare è sufficiente chiamare il teatro allo 051.62.70.150.

Ah, non vi preoccupate, lo spettacolo durerà solo poco meno di un’ora... ci sarà da stare in piedi, ma dura poco! Caldamente consigliate scarpe comode (per le donne: evitate i tacchi!) e... munitevi di Autan!

Venite, ne varrà la pena.

Ne sono più che sicura, al punto che azzardo una GARANZIA SODDISFATTI O RIMBORSATI**.


Alice libera tutti

*Un doveroso grazie a Gigetto per l'aiuto nella stesura del post.


**Le richieste di rimborso dovranno pervenire in carta bollata entro e non oltre 10 gg dallo spettacolo. Tutte le richieste che soddisferanno... soddisfaceranno.. rispetteranno dette caratteristiche saranno rimborsate***
 
*** I rimborsi saranno evasi entro il 2008 tramite assegno di traenza emesso in Bangladesh incassabile solo nel paese di emissione entro 15 giorni dall'emissione dello stesso.
lunedì, 16 giugno 2008

Distorsioni cinofile

- Ciao mamma!
- Oh... ciao. Sei ancora a casa?
- Sono rientrata un attimo per fare una telefonata.
- Ah. Ciao piccola mia, amore della mamma!!! Chi è la più bella del mondo? Chi è la preferita tra le mie figlie?
- Uh... Mamma, stai bene?
- Sì, perchè?
- Mi hai già salutata...
- Veramente parlavo con Liz.
- Ah.... ecco. In effetti, mi pareva strano questo improvviso e quanto mai inaspettato moto d'affetto... Ad ogni modo, già che sei qui... non è che hai idea di dove possa essere andata a finire la giacca bianca estiva di mia sorella?
- Perchè?
- Mi servirebbe per lo spettacolo...
- Ovvero?
- Per venerdì...
- E me lo dici solo oggi? Non potevi dirmelo prima?
- L'ho scoperto solo oggi...
- Sentimi bene, Ale! IO NON NE POSSO PIU' DEI TUOI SPETTACOLI DI TEATRO!!!! OGNI VOLTA MI FAI RIBALTARE L'INTERA CASA CON LE RICHIESTE PIU' ASSURDE E DELL'ULTIMO MINUTO PERALTRO...
- Mamma, calmati. Non è colpa mia se i registi cambiano idea sui costumi all'ultimo secondo...
- E POI QUELLA GIACCA E' PICCOLA A TUA SORELLA, FIGURIAMOCI A TE! NON TI ENTREREBBE NEPPURE UNA ZAMPA...
- Una zampa? Mamma, temo che tu stia passando troppo tempo con il cane...
- NON CHIAMARLO CANE!!!! LIZ E' VOSTRA SORELLA! E LEI, COMUNQUE, HA LE MANINE E I PIEDINI!!!

Nessuno di voi conosce un buon psicologo in zona Bologna?
giovedì, 12 giugno 2008

Attenti al (fanta)gatto

Qualcuno di voi, nell'approdare qui, avrà senz'altro notato quel grazioso micino che si aggira qua fuori.

Vediamone una diapositiva.

fantagatto
Sì, esatto.
Proprio lui.

Quello che ha assunto quell'espressione misto tra l'orfanella Annie e la piccola fiammiferaia dopo aver visto estinguersi l'ultimo fiammifero.

Ora.

Cercate di non lasciarvi ingannare dalle evidenti attitudini attoriali e dalle indubbie doti sofistiche ed argomentative del felino in questione e prestate attenzione all'inquietante lampo famelico che si intravede nel fondo degli occhi giallastri.

Dopo di che, entrate e chiudete rapidamente la porta di questo blog.

A doppia mandata, grazie.

P.s. Nessuno ha un (fanta)cane da prestarmi per qualche giorno?
Diciamo sino a lunedì?
martedì, 10 giugno 2008

Percezioni generazionali

- Ale, scusa, te la posso chiedere una cosa?
- Certo tesorino, dimmi tutto.
- Tu... quanti anni  hai?
- Trentuno.
- Trentuno?..... ma sembri giovanissima!
-
IO SONO GIOVANISSIMA!!!!
- .
.. nno... scusa sai... è solo che sembra che ne hai venti...

Dite che la mia risposta è stata un tantinello brusca, considerata l'età della mia interlocutrice?

Non dite piuttosto che è meglio che lo scopra a 9 anni che a trenta si è nel fior fiore della giovinezza?

Io dico che i bambini di oggi non hanno più rispetto per i giovani.

Ai miei tempi era diverso.
Noi si saltava i fossi per la lunga e i treni erano sempre puntuali.

Qui, poi, era tutta campagna.
venerdì, 06 giugno 2008

La pubblicità è l'anima del commercio

Ho capito.
Il mio ultimo post non vi ha affatto convinti.
Troppo lirico e cerebrale.
Potrei non aver toccato le corde giuste.
Potrei.


Ora ci riprovo ed, a tal fine, posto una recensione della prima dello spettacolo effettuata da un vero intenditore del mestiere:

E' un bellissimo porno-spettacolo!
Vi consiglio di venirlo a vedere!
Molto eccitante e stimolante dal punto di vista cerebrale.
Almodovar è reso molto bene, si passa da Kika a Tutto su mia madre, a Legami, in un amen. E ti chiedi "come mai? Il monologo di prima mi sembrava durare un'infinità di tempo!?" E difatti è così, ma i cambi sono micidiali... Non ti accompagnano alla scena successiva, ti ci buttano dentro di peso!
Molto sensuale.
Molto erotico.
Molto ambiguo e trasgressivo.
Molto Almodovar.

Se non venite stasera, non venite più...
In tutti i sensi.

PENSATECI!
pedro-almodovar-tutto-su-di-me
STUDIO SU ALMODOVAR

GIOVEDI 5 E VENERDI 6 GIUGNO
ORE 21.30
I.T.C. TEATRO DELL'ARGINE
VIA RIMEMBRANZE 26
S.LAZZARO DI SAVENA (BO)
INGRESSO 5 EURO

Regia: Silvia Magnani

Con gli allievi del V anno lunedì sala verde.

ALLORA, VOLETE VENIRE O NO?
giovedì, 05 giugno 2008

Studio su ALMODOVAR

pedro-almodovar-tutto-su-di-me
STUDIO SU ALMODOVAR

GIOVEDI 5 E VENERDI 6 GIUGNO
ORE 21.30
I.T.C. TEATRO DELL'ARGINE
VIA RIMEMBRANZE 26
S.LAZZARO DI SAVENA (BO)
INGRESSO 5 EURO

“A tutte le attrici che hanno fatto le attrici, a tutte le donne che recitano, agli uomini che recitano e si trasformano in donne, a tutte le persone che vogliono essere madri. A mia madre”.

Regia: Silvia Magnani

Con gli allievi del V anno lunedì sala verde.


Rielaborazione libera in teatro fisico di scene tratte dai seguenti film di Pedro Almodovar:

- LEGAMI (ATAME!, 1990)
- KIKA, UN CORPO IN PRESTITO (KIKA, 1993)
- TUTTO SU MIA MADRE (TODO SOBRE MI MADRE, 1999)
- PARLA CON LEI (HABLA CON ELLA, 2001)
- LA MALA EDUCACION (LA MALA EDUCACION, 2004)
- VOLVER (VOLVER, 2006)

***
Questi sono appunti work in progress e riflessioni sullo spettacolo.
Parecchio lunghi, a dire il vero e pure parecchio deliranti.
Ma è lo spettacolo ad essere così.
Lungo ed assolutamente, totalmente, delirante.


L'angelo è la poesia.
E' un essere dalle forme strane e le sue membra sono appendici, fragili si muovono stagliando nell'aria sagome di rami, filiformi, piegate o tese.
La poesia è così.
Il brutto diventa bello, il fragile forte.
La poesia è un essere strano, un doppio, un angelo dalla doppia anima che si forma in uno e si sforma in due. Ora viene, ora si allontana. Non si conosce la sua traiettoria, non si sa il suo tragitto, ma cammina, cammina sempre e... ora lo vediamo, ora non lo vediamo più, ora si accoppia con sè stesso, ora si specchia nell'altra parte di sè.
Ora è una danza.
Ora viene, ora pensiamo che venga, ora lo aspettiamo, è dietro di noi? Immagine in movimento che segna il tempo dell'attesa, il filo del tempo dove lo sguardo è tenuto in bilico tra la vita e la morte dall'immagine che viene e che va.
E allora quelle apparizioni, quasi messaggi subliminali nel dispiegamento della storia, diventano per l'occhio di chi guarda quasi una droga, un appuntamento fugace di cui non si può fare a meno.
Della poesia non si può fare a meno.
Ma la poesia è un essere fragile, potrebbe spezzarsi in un battito d'ali, ferirsi, frangersi... come l'onda, sperdersi e frantumarsi come cristallo...un piede passa, è minaccia, il respiro di un uomo è minaccia, un rumore è minaccia.
La poesia non conosce la morte.
Si affaccia, cammina piano senza farsi sentire, è pura apparizione, non vuole corpo, è colore puro, è occhio, è stagione, è trasparenza, è l'acqua, è legno, è il fiore tenuto in petto, è il cappello dell'uomo abbandonato, è sangue... è sangue, è una signora che respira forte e piano, è foglio bianco, è cipria, è solitudine, è una nota stonata, è il sentiero della memoria futura, è il libro piegato, è il tulipano, è il comò, è il campanello frenetico, è fatica e ancora fatica, è, è, è.

Il bacio della poesia con sè stessa.
Il prete inginocchiato.
Le madri partoriscono.
La vecchia chiede l'elemosina.
La vecchia porta il cadavere giovane e lo insulta.
I poliziotti fanno la guardia al cimitero.
La iena del cimitero vende "assorbenti nuovi e usati, condom nuovi e usati".
Arrivano le donne.
La vecchia mette la pistola del poliziotti nelle mani del cadavere giovane.
La giovane prende la pistola.
La vecchia si apparta e scruta.
Le donne puliscono il cadavere giovane.
Le donne se ne vanno.
Il cadavere giovane danza con la ragazza in coma.
Entra la donna.
Trova il cadavere e gli fa il make up.
La ragazza è imbavagliata.
La donna viene stuprata sul tavolo.
Suonano alla porta.
Suonano alla porta.
Suonano alla p...
Estrarre il corpo dello stupratore dalla donna è come un parto.
Una corda, un uomo e una donna.
L'appuntamento.
Il campanello.
Le botte.
L'amore e le botte.

Esplorare il corpo della donna per tornarvi. Maschile e femminile si fondono, non c'è più nè maschile nè femminile. Il corpo inerme è a terra, l'uomo avanza con la sua insicurezza, è timido, apparentemente fragile... cioè fragile per la società, per integrarsi con essa, ma il suo interno è solido ed è basato su punti fermi, un mondo parallelo in cui si sente perfettamente a suo agio.
La precisione, la pulizia, la cura, l'attenzione per il corpo dell'altro.
Il suo esserci per l'altro è un paradiso incontaminato, un'oasi felice che non vive il confronto con il resto del mondo.
L'interlocutore è muto. Solo così lui può parlare veramente, comunicare con la donna amata. Lui ama una donna in coma che non può rispondergli. Non c'è confronto è non c'è neanche la possibilità di rifiuto. Com'è lui, quindi? Altruista o egoista? Buono o cattivo?
Lui finirà suicida, come ogni follia che si rispetti.

Suonano alla porta.
Una mano apre.
E' lui che  viene, bussa sempre così.

L'umanità non ha confini nello sprofondamento.
Il fuoco accende una sigaretta e qualcuno muore inaspettatamente. Proprio inaspettatamente, lui, così giovane e bello! Qualcuno dice che la morte precoce sta scritta negli occhi. Una madre non può vedere la morte prematura del figlio. La paura più grande è la perdita, qualunque essa sia... Come rifarsi da una perdita?
Il travestimento dà la possibilità di riviversi attraverso un altro da sè, fuori da sè.
Ma gli occhi non tradiscono mai l'anima. si può morire una, due, tre, infinite volte, ma gli occhi sono per l'eternità, sempre gli stessi.
Occhi che incontrano occhi ed ecco il filo  sottile che sottende alla vita, mille occhi che si aggrappano ad esso per non perdersi nel nulla infinito e insensato, nello scorrere sempre uguale del tempo. Chi sta male incontra chi sta male, ma almeno si condivide umanità.
E che cos'è, l'uomo, se non umanità?

Ed ecco l'arte, bambina!
L'arte vive nello specchio e chi la tocca ne muore.
L'arte spia l'umanità e si traveste sempre.
L'accendino è ora fra le dita, fra poco si accende. Tutto è pericoloso, qui, giocare con l'arte è sempre giocare d'azzardo con la vita. Ma per favore non parliamo di responsabilità, è già tanto accettare di farsi accendere dall'arte .... o dalla vita?
La vita è certamente più interessante dell'arte, ma l'arte ha in sè la bellezza, cosa che spesso la vita dimentica.
E meno male che arriva sempre una donna con un pò di rossetto nella borsetta, il tacco a spillo e una sigaretta da accendere.
L'arte è così, sfugge, fugge, rifugge.
Una donna si rifugia nei suoi abiti altrimenti piange.
Non c'è niente da fare una donna piange sempre, perchè così deve essere.

Fiammifero? Adoro l'odore dello zolfo.
Abiti, specchi e ancora abiti.
Chi è di scena? Frenesia, movimenti frenetici, sospiri, mani tremolanti. Occhi in attesa, evasioni. Nulla è poi così grande per noi esseri umani. Ah! Maledetta mediocrità che mi uccidi. Cosa vuoi da me? Vuoi che mi degradi?
Sarò fumo, fumo che annebbia. Va bene? Solo fumo tra i vestiti.
Non c'è niente da fare, tutto è attesa.

Un incidente, è stato un incidente. Lui era giovanissimo, tutta la vita davanti. Tutta la vita da vivere. Morto, quasi sul colpo. La madre a pezzi. Ha donato il suo cuore e poi lo è andato a cercare.

Un incidente.
Fuoco e fiamme hanno distrutto la casa.
E tu sei morto, non dovevi.
Ora io ti uccido con le mie mani, cadavere!!!

Tante le donne sul cadavere.
Cercano di pulirlo e lo fanno pesantemente, spostandolo da una parte e dall'altra, non curandosi del fatto che è morto per un malaugurato incidente.
Le donne quando sono assieme non hanno rispetto. Pensano solo a quello che hanno da dirsi e così affrontano il dolore e la morte. Parlando.
Le donne infatti sanno pregare, in tutti i sensi.
Una sfrega.
Una bacia la carne.
Una scruta.
una se ne frega.
Una è assente.
Una accende il cero.
Il cimitero sembra affollato tanto parlano. Il problema delle donne quando sono assieme è che si dimenticano di essere nel mondo e finiscono con il perdere il contatto con la realtà, vivendosi le relazioni da veri animali. I tono sono accesi, i volumi alti, gesticolano, urlano, si calmano e poi ancora urlano e intanto il morto è in mezzo e non può parlare, non può dire la seccatura per le torture che sta subendo.
In fondo la vita ha sempre un suo lato grottesco.
Non è facile fare arte senza mentire sulla vita.

Forse su questo palco si sta raccontando la vita così com'è, con tutta la sincerità possibile.

Sono tanti i palcoscenici.
Le scarpe precedono il muretto e un ragazzo travestito lo salta. I tacchi sono a spillo, rigorosamente come da copione che si rispetti. La gonna è sempre corta, l'abito invece è rigorosamente lungo, con le paillettes.
E il fumo, con la sigaretta che arde tra le dita.
La musica la fa sempre da padrona... di casa.
Non dimenticare la parrucca!!! Non c'è niente di più noioso di un attore di teatro in cerca di lavoro. In un attimo ho perso la prospettiva ed il senso intero delle cose. Ce l'ha fatta un semplice film a cambiarmi? Non può essere.
Tra copioni, paillettes, parrucche, babydoll e calze a rete, tacchi a spillo, unghie finte, ciglia finte, tette finte e tutto quanto altro necessaire a rifarsi la maschera volgare dell'attore occasionale da melodramma di terza, quarta, quinta, sesta (scendiamo ai piani sempre più bassi e solo così si arriva, FORSE, al punto di congiunzione dell'arte con la vita) settima, ottava e oltre categoria.
Ma insomma, non si finisce mai di imparare, tra l'immondizia?
No, non buttate via tutto.
Come potete buttare gioielli, taroccati va bene ma pur sempre luccicanti, tra il letame dei rifuti?

Torniamo al cimitero.
Il poliziotto spara ad un passante innocente. Sono in due i poliziotti di guardia, hanno con sè le pistole che sparano, ma sono rigorosamente finte per la scena.
Eppure loro fanno cadaveri senza nemmeno accorgersene e, ogni tanto, fanno cadaveri anche di sè stessi e quando va bene si feriscono soltanto, ad una gamba o ad una mano o ad un piede... perchè sparano tanto, anzi sparano sempre.
Il ragazzo che vende gli assorbenti è stato nominato "la iena del cimitero" per la sua faccia molto poco rassicurante e per la sua sete eccessiva di sangue. Purtroppo oggi è finito tra le grinfie dei due poliziotti poco raccomandabili ed ora giace morto a terra dopo che aveva urlato loro di lasciarlo stare perchè persona onesta.

Suonano alla porta.
La donna apre e si ritrova imbavagliata davanti al tavolo della cucina, nella stanza da letto un'altra donna dorme ignara di ciò che sta per accadere.
1, 2, 3.
In pochi secondi qualcosa muta il suo stato. Apre gli occhi e si accorge che una montagna di uomo è sopra di lei mentre la sta stuprando.
1, 2, 3.
AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!!
Non c'è niente da fare, se una donna urla l'uomo si eccita ancora di più, immaginarsi poi con un ninfomane, un ritardato che altro non sa fare nella vita se non farsi delle seghe e cercare qualsiasi buco dove infilarlo.
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