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venerdì, 28 novembre 2008

Nuovo Musical

Ed anche per quest'anno si ricomincia con il corso di musical.
Alla prima lezione ci hanno già affibbiato una canzone da studiare.
Questa.

Facilissima...mmmm... forse era meglio se restavo sull'idea iniziale dei tessuti...

(il testo nei commenti assieme alla traduzione).


domenica, 23 novembre 2008

Il bello di facebook

Che non è un amico mio, no.
Donne, rimbrigliate l'ormone.


Il bello di facebok, ovvero la sua unica funzione socialmente rilevante - se non volessimo, naturalmente, considerarne la funzione primaria, ovvero farsi una manica di cazzi altrui ed ora non venite a dirmi che questa non vada considerata come una funzione di enorme rilievo sociale - è che ti permette di recuperare, dall'oramai trapassato remoto, fotografie come queste (in cui vieni taggata a tua insaputa):

1 elementare
Ebbene, osservando questa fotografia con attenzione, posso finalmente affermare, dopo soli 25 anni, che:


a) sono sempre stata troppo avanti e decisamente fashion: fateci caso, sono l'unica bambina con le calze rosse. O yeah!

b) ora capisco perchè il blu mi ha sempre fatto cagare. Ma vi pare che a quell'età ti debbano costringere a vestirti di blu invece che di un ben più appropriato e consono rosa confetto? Le suore riceveranno presto la richiesta di rimborso della parcella dei miei psicanalisti, altrochè;

c) mia madre non è mai riuscita, in tutta la sua vita, a farmi dei codini dritti. No, semplicemente non ce la può fare. Temo dovrò cominciare a farmene una ragione;

d) non è affatto vero che A. fosse più carina di me. Aveva solamente i capelli più lunghi dei miei. Non a caso, quando se li è tagliati, LUI ha rivolto la sua attenzione a me. Altra evidente dimostrazione che i maschi non capiscono un cazzo neppure a sei anni. Ed altrettanto evidente spiegazione del perchè sono anni che porto i capelli lunghi fin quasi al sedere: ho subito un trauma infantile, ecco. Manderò anche a LUI la  richiesta di rimborso della parcella dei miei psicanalisti (questo, ovviamente, all'insaputa delle suore);


e) infine, a dirla tutta, non è che poi LUI fosse tutto 'sto granchè, diciamocelo.

Anche se, a guardarci bene, dal profilo facebook appare alquanto migliorato.

Quasi quasi vado a controllare la voce relationship status...
mercoledì, 19 novembre 2008

I meccanismi della memoria - I parte -

Un tema che - personalmente - ho sempre considerato di grandissimo interesse è cercare di comprendere quali siano i meccanismi che regolano la memoria e l'oblio

Ora, non vorrei tediarvi con precisazioni scientifiche circa la memoria sensitiva, l'ippocampo, l'encefalo ed il cuscinetto di ripetizione, ma vorrei comunque soffermarmi per un attimo sul concetto di oblio.

Si dice che la rievocazione immediata di un'informazione possa mancare perché detta informazione non è stata trasmessa alla memoria a lungo termine o perché non ci sono sufficienti legami per metterla a fuoco.

Questa teoria spiega anche perché taluni ricordi appaiono rimossi: tali ricordi sono inaccessibili perché la loro presenza sarebbe inaccettabile per il soggetto a causa dell'ansia o dei sentimenti di colpa che potrebbero attivare.

Non sono perciò realmente scomparsi: il subconscio si limita ad evitare che si formino le necessarie associazioni.

Questo è verissimo. Finchè non hai un blog.

E ne leggi altri.

E leggi un post ed i relativi commenti.

Un simile post, nello specifico.

E ti sovvengono alla mente due situazioni cadute in oblio e risalenti a qualche anno fa, entrambe rientranti nell'ambito della tua oramai notoria capacità di dire SEMPRE la cosa sbagliata al momento sbagliato. Due situazioni che credevi oramai dimenticate.

O forse lo speravi solo.

Vediamole.

Situazione n. 1:

Location: Bologna, centro città, inverno.

Cammino dispersa nei miei pensieri quando vengo improvvisamente fermata da una giovane coppia.
LUI mi saluta calorosamente e si informa circa la mia carriera universitaria e circa lo stato di salute del mio allora fidanzato.
LEI mi osserva con un sorriso tirato, squadrandomi di sottecchi non appena distolgo lo sguardo.

Manco a dire che IO sorrido cortesemente, scuoto graziosamente la testolina annuendo di fronte al profluvio di parole di LUI, mentre le mie sinapsi si affannano a trovare un qualsiasi collegamento tra quelle due persone e la mia vita.

Eppure LUI mi dice qualcosa, ma cosa?
Ex compagno di scuola?
Compagno di università?
Amico o amicodell'amico di qualcuno che conosco?

Il neurone vaga solitario nella nebbia confusa di una landa solitaria.

Finchè LUI non dice la parolina magica e, solo a quel punto, capisco con chi sto parlando: LUI era un ragazzo che frequentava lo stesso stabilimento balneare che frequentavo io all'epoca, con cui avrò scambiato, nel corso degli anni - al massimo -, qualche "ciao" di cortesia quando ci si scontrava sulla passerella della spiaggia.

A quel punto, raggiunta la tanto agognata illuminazione, bella come il sole e splendida come al mio solito, con cosa me esco?

- Ahahahhahahhahah! Ma dai! Perdonami, ti ho riconosciuto solo adesso. D'altronde, non sono affatto abituata a vederti VESTITO....

Potete immaginare la reazione di LEI: prende LUI per un gomito e se lo porta via, sibilandogli all'orecchio qualcosa di poco carino, senza lasciarmi nemmeno il tempo di spiegarle che, al più, ero abituata a vederlo in COSTUME...

Situazione n. 2:

Location: Marina di Ravenna, Duna degli Orsi, estate.

(il continuo al prossimo post).
giovedì, 13 novembre 2008

In the name of love

Un giorno, un figlio dice al padre:
- Papà, vuoi correre una maratona con me?

E il padre risponde di sì.
Corrono assieme la loro prima maratona.

Un altro giorno, il figlio chiede al padre:
-  Papà, vuoi correre un'altra maratona con me?

E il padre risponde sempre  di sì.

Un'altra volta, il figlio chiede al padre:
- Papà, vuoi correre con me l'Ironman?

L'Ironman è il thriatlon più difficile che esista: 4 km a nuoto, 180 km in bicicletta e 42 km di corsa a piedi.

E il padre risponde ancora di sì.

lunedì, 10 novembre 2008

La pazienza è la virtù dei forti

Sono lieta di annunciarvi che ho finalmente trovato l'uomo della mia vita.

Ora non mi resta che attendere 16 anni e mezzo che raggiunga una piena maturità.

Ma cosa volete che siano, pochi anni, di fronte al VERO AMORE?

ETTORE6
Quisquilie e pinzillacchere, piuttosto ed anzichenò.

lunedì, 10 novembre 2008

Sono carica come una molla! Bellissimo!

postato da campanellino77 alle ore 01:22 | Permalink | commenti (19) / commenti (19) (pop-up)
categoria: canzoni, film, consigli per gli acquisti, per non dimenticare, musical


sabato, 08 novembre 2008

L'importanza di chiamarsi Genoveffo.

Location: discoteca (lo so che sembra impossibile, ma è vero. Sono andata a ballare).

- Ciao, il mio amico vorrebbe conoscerti.
- Ciao, amico che vorrebbe conoscermi.
- Piacere, mi chiamo Genoveffo.
- Piacere, Anastasia.
- Ahahahhahahahah. Scherzavo, mi chiamo Matteo.
- Era meglio Genoveffo.
- ....
- Di dove sei, Matteo?
- Calabrese.
- E che fai di bello nella ridente cittadina di Ozzano dell'Emilia?
- Lavoro alla XXXXXXX. E di secondo lavoro faccio il pusher...
- Fantastico...
- Interessa? Posso esserti utile?
- Mi interessa eccome, anche se potrei essere io utile a te.
- In che senso?
- Serve un avvocato?
- Sei avvocato? Guarda che la roba me la passa lui....
- Io? Nooooo.
- Ora non cominciate a scaricarvi la colpa l'un l'altro...
- Vabbè, noi dobbiamo andare...
- Ma guardate che ho detto che sono un avvocato, mica poliz...
- Ci si vede, eh....

WOOOSH. PUFF. SPARITI.

Qualcuno spieghi loro la differenza tra un avvocato ed un poliziotto.
mercoledì, 05 novembre 2008

E io tremo

Ebbene sì, lo ammetto.
A muso duro.
Io tremo.
Tremo ogni volta che una mia amica mi comunica di avere una bella notizia di cui rendermi partecipe.
Soprattutto se le brillano gli occhi.
Soprattutto se è fidanzata.

Io tremo e nella mia testa parte una sorta di mantra:
 
tipregofachenonsiaincintatipregofachenonsiaincintatipregofachenonsia.

Perchè?
Perchè, egoisticamente parlando - ci sono già passata - è come se calasse un sipario.
Fine dei giochi.
FI -NI -TI. 
Fine dei balli sui tavoli, fine dei week end al mare, fine delle ferie assieme, fine delle serate a base di negroni.
Fine.


Non ce n'è.
Per quanto ci si impegni - da entrambe le parti - le strade si dividono.
Si rincroceranno, quello sì, senz'altro, ma molto più avanti, dopo tempo.
Quando il bimbo sarà un pò più grandicello e non avrà più un bisogno costante e continuo della mamma.
Nel frattempo, però, hai perso la tua amica che vedrai, improvvisamente, circondarsi di nuove amiche pancione-dotate con cui condividere davvero questa nuova, fantastica esperienza.

Tu sei fuori dai giochi.
Volente o nolente.
Lei mamma, tu non mamma.

Attenzione, con questo non voglio dire che io non sia felice dell'arrivo di questi bimbi.
Li adoro già, sin da quando sono solo dei fagiolini nelle pance delle mie amiche.

Mi limito a constatare la realtà dei fatti.
O ti sincronizzi con le amiche sul concepimento, oppure si crea un baratro che si fa una fatica bestia a colmare.

Poi arriva la parte successiva.
Le amiche ti schiaffano in braccio il pupattolo che, amorevolmente, ti chiama "tia" (zia putativa, ovviamente).
Anni di esperienza da baby sitter e sei perfettamente in grado di cambiare un pannolino mentre racconti una favola ed, al contempo, prepari il ragù e pulisci la cucina.

E parte il temibile attacco delle mamme alle non mamme:

- "Amore, la zia Ale è già pronta, presto avrai un cuginetto o una cuginetta con cui giocare".


- "Eh? Chi? Quando? Dove? Come? Perchè?".

- " Massì, dai, ma che aspetti, Ale?".

Aspetto una persona. Una persona da amare follemente e che mi ami follemente al punto che il coronamento della nostra felicità altro non possa essere che un figlio, o una figlia, insieme. L'orologio biologico ticchetta, ha iniziato il count down. Ma c'è tempo. E c'è vita, in questo tempo. E quel bimbo, o quella bimba, non è nè può essere la realizzazione di sè stessi o di un proprio desiderio ma solo, ed esclusivamente, la realizzazione di un progetto di vita. Insieme. Mano nella mano. Senza quella mano che mi accompagna, continuo a ballare sui tavoli ed ad esserne felice. Ed a cercare di non sentirmi, ed a impedire ad altri di farmi sentire, in ritardo sulla tabella di marcia. Non me ne vergogno. C'è tempo. E c'è vita. E ci sarà amore.

Lo so.

E se non ci dovesse essere, mi resterà sempre il burraco in casa di riposo.

Oh, dicono che ci si fanno dei bei soldi, eh!
martedì, 04 novembre 2008

La vera storia del re delle zucche - le foto

Foto di gruppo 2
Se cliccate sulla foto di gruppo, parte il slideshow con le foto dello spettacolo e del dietro le quinte.


Chi volesse visualizzare la pagina fissa, invece, la trova QUI.

Si ringraziano il papà di Sara e Gigetto per le foto.

Un ringraziamento particolare ai miei amati compagnattori per l'autorizzazione alla pubblicazione (anche se mi è costata l'iscrizione sul temibilissimo libricino nero della perfida Von T.).

P.s. Per la cronaca e per chi non lo sapesse, sono quella col top azzurro.