Rimango chiusa nel bagno dello studio.
Dovete sapere che la maniglia del suddetto bagno è rotta: dall'esterno, considerato che restava regolarmente in mano a chi l'afferrava, è stata addirittura rimossa.
Capirete, quindi, che POSSA succedere che la porta si incastri.
Considerato il calcolo delle probabilità, la legge di Murphy ed i suoi corollari, questo capiterà sicuramente:
a) ad ora di pranzo, quando lo studio è deserto e nessuno potrà sentire le tue urla sino al rientro, previsto per le 15.30 circa;
b) quando non hai portato con te il cellulare o, quantomeno, le sigarette;
c) a distanza di poche decine di minuti da un importante appuntamento con un cliente.
La mia mente corre frenetica alla ricerca di una soluzione.
Ce l'ho.
Sfonderò la porta.
Peccato solo di non avere un'ascia a portata di mano.
Dubito che un rotolo di carta igienica possa costituirne un valido sostituto.
Poi, l'illuminazione.
Visualizzo chiaramente di aver lasciato APERTA la finestra della mia stanza: poi dicono che fumare faccia male alla salute.
Quest'ultima si trova, in linea d'aria, a solo pochi metri di distanza dalla finestra del bagno.
E che saranno mai?
Perfetto, posso uscire dalla finestra!!!
Mi affaccio.
'Sti cazzi, sono al primo piano.
L'asfalto sottostante mi saluta con la manina, invitandomi a raggiungerlo.
Esco sul cornicione.
Certo, i tacchi alti non aiutano affatto.
Valuto per un attimo se lasciare gli stivali in bagno: se li tengo potrei scivolare, se li lascio come accolgo il cliente in arrivo, scalza???
Mi si pone, pertanto, uno di quegli interrogativi che oserei definire - quasi - esistenziali: le scarpe o la vita?
Mi bastano pochi secondi per decidere.
Le scarpe, ovviamente.
C'era anche da chiederselo?
Un attimo dopo sono in bilico sul cornicione.
Ok, Ale, ora niente panico.
Hai alle spalle otto anni di ginnastica artistica, quattro anni di teatro fisico... ecchecevò per qualche saltino da un cornicione all'altro?
Senza considerare la circostanza più rilevante: il fatto di aver giocato all'intera serie di Tomb Raider.
L'importante è non guardare giù, non guardare giù, non guardar...
... guardo giù.
Ok.
Ora PANICO.
Chiudo gli occhi.
E sono costretta a riaprirli, quantomeno se voglio capire dove vado.
Salto, mi aggrappo, risalto, mi riagrappo, salto ancora.
Poi dicono che quella dell'avvocato non sia una professione pericolosa.
Insomma, com'è, come non è, riesco a raggiungere la finestra della mia stanza e saltarci dentro un attimo prima che suoni il campanello e salga il cliente.
Tanto per dire che questa mi pare essere l'ennesima dimostrazione di come il 2008 sia stato un anno di merda.
Non vedo l'ora che arrivi la mezzanotte per mandarlo doverosamente A FARE IN CULO.
Buona fine e buon principio a tutti, miei cari.
Detto da una che la fine l'ha vista da vicino, eh.