Ci sono momenti difficili nella vita di ogni donna.
Momenti in cui la vita la pone di fronte ad un bivio, costringendola a mettere in profonda discussione le proprie scelte esistenziali.
I saldi, per esempio.
Che fare?
Dilapidare interamente il proprio patrimonio perchè delle occasioni così pazzesche non le capiteranno mai più nella vita e sarebbe come, diciamocelo, sputare in faccia al destino, poichè di certo non possiede quegli stivali di quella specifica tonalità di grigio che sa perfettamente che se non comprerà immediatamente sarà condannata ad una vita di profonda infelicità?
Perchè una donna lo sa.
Eccome se lo sa.
Lo sa e basta.
Lo sa, come è vero che sa che la sindrome premestruale esiste e che la porterà inevitabilmente a sbranare il primo uomo che - in quei giorni - avrà l'ardire di rivolgerle una mezza parola.
Che non sia, ovviamente, "hai ragione", "sei bellissima", "hai davvero ragione", "tutto quello che vuoi", "tu hai sempre ragione".
Insomma, son cose che si sentono dentro, nonostante ogni donna si farebbe crocifiggere piuttosto che ammetterle.
Che, ne converrete, in confronto il processo a Galileo è stata una bischerata.
E si stupirà di questo.
Nonostante le accada, in media, almeno un paio di volte al mese.
D'altronde, se è vero che una donna dimentica i dolori del parto (in caso contrario, temo che a questo mondo saremmo tutti figli unici), perchè il meccanismo non potrebbe essere il medesimo, solo che più frequente?
Ad ogni modo, dicevamo.
Dilapidare interamente il proprio patrimonio (etc. etc. etc.) oppure risparmiare come tante brave formichine per non farsi cogliere impreparate da questa crisi di cui tanto si parla, che in fondo nella scarpiera ci saranno almeno dodici paia di stivali (anche se non di quella specifica tonalità di grigio)?
Son problemi, eh.
Che poi finisce che una somatizza.
E poi son cazzi amari.
Perchè tutto ciò potrebbe comportare un calo della libido.
Oppure, in alternativa, un calo di post nel blog.
Tutto questo per dire che, ultimamente (e potendo ancora scegliere tra le due alternative), la fantasia latita.
E, pertanto, il prossimo post verrà probabilmente riciclato da un commento lasciato ad un post altrui.
Non vogliatemene.
A meno che non vogliate sovvenzionarmi quegli stivali di quella specifica tonalità di grigio che - ne sono oltremodo sicura - riuscirebbero a darmi la giusta spinta per risollevarmi da questo baratro di pessimismo e fastidio e ricominciare a scrivere.