Sono Dennis Shepard, padre di Matthew.
Mio figlio Matthew era tutt'altro che un vincente.
Era piuttosto scoordinato ed ha portato l'apparecchio ai denti da quando aveva 13 anni fino al giorno in cui è morto.
Ma, nella sua fin troppo breve vita, ha dimostrato di essere un vincente.
Il 6 ottobre 1998 mio figlio provò a dimostrare al mondo che poteva vincere ancora.
Il 12 ottobre 1998 mio figlio primogenito, il mio eroe, ha perso.
Il 12 ottobre 1998 mio figlio primogenito, che era anche il mio eroe, è morto.
Mancavano 50 giorni al suo ventiduesimo compleanno.
Continuo a chiedermi la stessa cosa che mi sono chiesto appena l'ho visto all'ospedale: come avrebbe potuto cambiare il suo pezzetto di mondo per renderlo migliore.
Matt è morto ufficialmente in un ospedale di Fort Collins, nel Colorado.
Ma, in realtà, è morto nella periferia di Laramie, legato ad uno steccato.
Lei, Sig. McKinney, con il suo amico Sig. Henderson, lo avete lasciato là da solo.
Ma lui non era solo. C'erano gli amici di tutta una vita con lui. Gli amici che lo avevano sempre accompagnato. Probabilmente vi chiederete chi fossero questi amici.
Primo, aveva la bellissima notte stellata; le stelle e la luna che avevamo l'abitudine di guardare al telescopio.
Poi, ha avuto la luce del giorno ed il sole che brillava su di lui.
Nel frattempo, respirava il profumo dei pini che emana la campagna innevata.
Ha sentito il vento, l'onnipresente vento del Wyoming, per l'ultima volta.
Ed ha avuto un altro amico con lui. Ha avuto Dio.
E mi fa stare meglio sapere che non fosse solo.
Matt e la sua storia hanno dimostrato al mondo fin dove può spingersi l'odio che discrimina.
Il male ha prodotto qualcosa di positivo.
Le persone non possono più far finta di non sapere.
Mi manca mio figlio. Ma sono fiero di poter dire che quel ragazzo era mio figlio.
Hanno detto che mia moglie Judy è contraria alla pena di morte.
Hanno detto che anche Matt era contrario alla pena di morte.
Ma entrambe queste affermazioni sono sbagliate.
Anch'io credo nella pena di morte.
Mi piacerebbe molto vederla morire, Sig. McKinney.
Tuttavia, questo è il momento di iniziare il processo di guarigione, di mostrare pietà a chi ha rifiutato di mostrare pietà.
Sig. McKinney, io le concederò la vita.
Farlo è immensamente difficile per me ma io lo devo a Matthew.
Ogni volta che festeggerà il Natale, o il 4 luglio, si ricordi che Matt non può più farlo.
Ogni volta che si sveglierà nella cella della sua prigione, non dimentichi mai di aver avuto l'opportunità e la facoltà di fermare le sue azioni, quella notte.
Lei mi ha derubato di qualcosa di molto prezioso.
Io non la perdonerò mai per questo.
Sig. McKinney, io le do la vita in memoria di una persona a cui è stata tolta.
Le auguro di vivere a lungo e non dimentichi mai di dover ringraziare Matthew per questo.
Grazie infinite.
"I morti saranno commemorati e continueranno a lottare con i vivi. E noi non ce ne andremo via. Non moriremo più di morti segrete. Il mondo gira solo in avanti. Noi saremo dei cittadini. Il tempo è venuto" (tratto da Angels in America).