Evvabbè. Andiam pure con l'ennesima figura di merda, che tanto lo so che se passate di qua è solo perchè la aspettate con trepidazione.
Dovete sapere che, nelle tre sere di spettacolo del musical EIRSPREI, noi trenta attori avevamo a disposizione tre camerini: due di questi erano destinati alle donne e l'ultimo agli uomini.
Considerato, tuttavia, che i maschietti del musical erano solamente sei, ne consegue necessariamente che i due camerini delle fanciulle fossero leggermente sovraffollati.
Per non tacere del fatto che, in quello che "tecnicamente" sarebbe dovuto essere il mio camerino, il rapporto quantità di lacca (non a caso il titolo del musical è HAIRSPRAY) - quantità di ossigeno nell'aria fosse tale da poter fare invidia ad un parrucchiere degli anni '60. Ogni volta che mi trovavo a dover entrare lì dentro a farmi cotonare i capelli rischiavo seriamente di battere il record mondiale di apnea.
Quindi, alla luce di quanto sopra, sin dalla prima sera, bella come il sole, con aria indifferente e grande nonchalanche, senza chiedere nulla a nessuno mi piazzo direttamente nel camerino dei ragazzi.
Chiamatemi scema.
Lo stato di grazia è purtoppo durato poco perchè, quasi da subito, sento bisbigliare nei corridoi:
- Ma perchè c'è una donna nel camerino degli uomini?
Azz!
Beccata!
Niente panico.
Tiro fuori la mia migliore faccetta da culo, mi volto orripilata e rispondo:
- DOVE, DOVE? AAAHHH, ECCOLA!!!!

- EDNA? COSA CI FAI TUUU QUI DENTRO? FUORI!!!!
A volte l'intraprendenza paga.
Anche se, prima o poi, riscuote anche.
Insomma, dopo essermi beata per tre giorni della seminudità di cotanti bei fanciulli, arriva il momento in cui mi trovo a dovermi cambiare di fronte a tutti i componenti maschili del camerino; in particolare, a dover sfilare i leggins per infilare i jeans.
Con tanto di perizoma sotto, ovviamente.
Sarà stata la stanchezza, sarà stata l'euforia della fine del musical, fatto sta che in quel momento il mio cervellino ha elaborato un'unica soluzione: posizionati spalle al muro e cambiati rapidamente.
Bene.
Peccato che non avessi considerato un trascurabilissimo dettaglio.
Dettaglio, questo, che mi è sovvenuto in tutta la sua drammaticità solo quando, nel silenzio più totale di sei persone che facevano palesemente finta di nulla, la mia amata Edna se ne è uscita con un:
- QUANTO ADORO I CAMERINI CON GLI SPECCHI ALLE PARETI...
MA PORCA PUT@@@NA!!!
Pertanto visto che, probabilmente, se non mi avesse avvertita non me ne sarei mai accorta e visto che mi ha fornito materiale per la redazione del presente post, mi pare ora doveroso un mio personalissimo tributo ad Edna (che mi ha pure fatto sciogliere confessandomi che era contento di essere in quel camerino perchè c'ero io... ETTECREDO!) e quindi... via con il karaoke.
Per facilitarvi nel canto ho riportato qui sotto entrambe le versioni ufficiali del testo della canzone YOU CAN'T STOP THE BEAT.
DAI, DI NUOVO, TUTTI INSIEME!!!