
Un tema che - personalmente - ho sempre considerato di grandissimo interesse è cercare di comprendere quali siano i meccanismi che regolano la memoria e l'oblio.
Ora, non vorrei tediarvi con precisazioni scientifiche circa la memoria sensitiva, l'ippocampo, l'encefalo ed il cuscinetto di ripetizione, ma vorrei comunque soffermarmi per un attimo sul concetto di oblio.
Si dice che la rievocazione immediata di un'informazione possa mancare perché detta informazione non è stata trasmessa alla memoria a lungo termine o perché non ci sono sufficienti legami per metterla a fuoco.
Questa teoria spiega anche perché taluni ricordi appaiono rimossi: tali ricordi sono inaccessibili perché la loro presenza sarebbe inaccettabile per il soggetto a causa dell'ansia o dei sentimenti di colpa che potrebbero attivare.
Non sono perciò realmente scomparsi: il subconscio si limita ad evitare che si formino le necessarie associazioni.
Questo è verissimo. Finchè non hai un blog.
E ne leggi altri.
E leggi un post ed i relativi commenti.
Un simile post, nello specifico.
E ti sovvengono alla mente due situazioni cadute in oblio e risalenti a qualche anno fa, entrambe rientranti nell'ambito della tua oramai notoria capacità di dire SEMPRE la cosa sbagliata al momento sbagliato. Due situazioni che credevi oramai dimenticate.
O forse lo speravi solo.
Vediamole.
Situazione n. 1:
Location: Bologna, centro città, inverno.
Cammino dispersa nei miei pensieri quando vengo improvvisamente fermata da una giovane coppia.
LUI mi saluta calorosamente e si informa circa la mia carriera universitaria e circa lo stato di salute del mio allora fidanzato.
LEI mi osserva con un sorriso tirato, squadrandomi di sottecchi non appena distolgo lo sguardo.
Manco a dire che IO sorrido cortesemente, scuoto graziosamente la testolina annuendo di fronte al profluvio di parole di LUI, mentre le mie sinapsi si affannano a trovare un qualsiasi collegamento tra quelle due persone e la mia vita.
Eppure LUI mi dice qualcosa, ma cosa?
Ex compagno di scuola?
Compagno di università?
Amico o amicodell'amico di qualcuno che conosco?
Il neurone vaga solitario nella nebbia confusa di una landa solitaria.
Finchè LUI non dice la parolina magica e, solo a quel punto, capisco con chi sto parlando: LUI era un ragazzo che frequentava lo stesso stabilimento balneare che frequentavo io all'epoca, con cui avrò scambiato, nel corso degli anni - al massimo -, qualche "ciao" di cortesia quando ci si scontrava sulla passerella della spiaggia.
A quel punto, raggiunta la tanto agognata illuminazione, bella come il sole e splendida come al mio solito, con cosa me esco?
- Ahahahhahahhahah! Ma dai! Perdonami, ti ho riconosciuto solo adesso. D'altronde, non sono affatto abituata a vederti VESTITO....
Potete immaginare la reazione di LEI: prende LUI per un gomito e se lo porta via, sibilandogli all'orecchio qualcosa di poco carino, senza lasciarmi nemmeno il tempo di spiegarle che, al più, ero abituata a vederlo in COSTUME...
Situazione n. 2:
Location: Marina di Ravenna, Duna degli Orsi, estate.
(il continuo al prossimo post).
postato da
campanellino77 alle ore 15:11 |
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