Facciamo un salto indietro.
Mancava ancora che postassi questa conversazione telefonica, risalente ad una domenica pomeriggio di metà febbraio 2008 circa.
Che - prima di oggi e per una serie di ragioni che sarebbe lungo spiegare (ovvero, la persona cui si fa riferimento al termine della conversazione passava spesso di qua) - non potevo pubblicare e che poi, invece, tra mille impegni ed altri post è rimasta in cantiere.
Tuttavia, rispecchiando detta conversazione appieno la mia personalità - beninteso, nelle già appurate qualità di coerenza, costanza e convinzione nelle scelte di vita - non potevo certo lasciarmi sfuggire l'occasione di rendervene edotti.
Della serie: quando non hai nulla di nuovo da scrivere, rinvanga il passato.
Bene. Andiam pure.
- Ciao bimba, come stai?
- Benissimo, grazie.
- Ah. Uhmmm... ne sei sicura, Ale?
- Sicurissima. Giorgia, lo so che ti parrà strano e che al termine di questa telefonata chiamerai la neuro...
- Ale, se è per questo la chiamerei anche subito, mi è sufficiente sentire il tuo tono di voce sovraeccitato. Ma sentiamo...
- Ecco. Quello che ti dirò ha senso solo se ti ripercorro per un attimo i vari stati d'animo che si sono succeduti a partire da stanotte...
- Ommiodio. Ale, ma è possibile che tu debba sempre prenderla da Adamo ed Eva.?
- Eddai, ascolta. Sai bene che Tizio stanotte mi ha mollata telefonicamente. Inoltre, sai bene con che scusa. Ora, stanotte ero un filino agitata...
- Un filino?
- Ok, forse più di un filino. Comunque, nell'ordine: stamattina mi sono svegliata incazzata come una pantera con la rabbia. La malattia, non lo stato d'animo.
- Eh, mi pareva...
- Poi ho cominciato a ragionare sull'illogicità di quanto mi ha detto. Mi ha accusata di essere troppo coinvolta ma, onestamente, visto e considerato che ci frequentavamo da un mese e ci saremmo visti - sì e no - quattro volte e visto e considerato che gli ho dato diversi bidoni, insomma visto e considerato tutto, mi è parso un modo di rovesciare su di me quella che, in fondo, altro non era che una sua decisione.
- Infatti....
- Al punto che mi è persino venuto il dubbio di aver capito male quanto mi ha detto ieri sera. Anche perchè, come sai, ho interrotto immediatamente la conversazione con un rapido "ne parliamo in un altro momento". E poichè lui, oggi, non si è fatto vivo, ho pensato bene di affrontare la situazione e fare l'unica cosa che mi avrebbe tolto ogni dubbio.
- L'hai chiamato?
- Non proprio. Prima ho chiamato la mia amica e mi sono fatta fare i tarocchi. Poi, visto che questi ultimi mi davano ragione, l'ho chiamato.
- No! E quindi???
- E quindi gli ho chiesto di ripetermi quanto mi ha detto stanotte per telefono. Per farla breve, ha ribadito e blaterato qualcosa in ordine ad un mio presunto eccessivo coinvolgimento e mi ha dato conferma che avevo bene inteso. A quel punto non ce l'ho fatta più e l'ho fermato, dicendogli: "Guarda, interrompiamo questo strazio. Ho colto il concetto di fondo e concordo con la tua decisione di smettere di frequentarci. Avrei solo gradito che tu avessi avuto il coraggio di comunicarmi il motivo reale, invece che millantare di un mio improbabile coinvolgimento che stride con quanto realmente avvenuto. Anche perchè, questo, mi ha addirittura portato a domandarmi se fossi stata IO ad aver male interpretato quanto mi hai detto stanotte o se fossi TU ad essere completamente matto. Ora, tu convieni con me che non ho compreso male. Lascio a te tirare le conclusioni".
- Ahahahhahahhahahah, gli hai detto così? Non ci posso credere...
- Sì. E che cavolo, Giorgia. Mi va bene tutto, ma per favore non nascondiamoci dietro ad un dito. Se vuoi concludere una storia sforzati - quantomeno - di trovare una scusa credibile, no?
- Hai ragione. E, quindi, ora tu stai bene perchè hai concluso questa storia che, se ben ricordi, ti avevo consigliato di non iniziare neppure...
- No, ovviamente no. Sto bene perchè tutto questo mi è servito per capire di essere innamorata.
- DI TIZIO??????
- Ma sei impazzita? Ma ti pare possibile???
- Ah, scusa se te l'ho chiesto, visto che stanotte eri in lacrime per lui. Anche se, come ti ho detto stanotte, non ti ho certo visto così coinvolta al punto da avere quella reazione...
- Odio quando mi prende la cassa triste...
- Ah ecco, mi pareva... e quindi di chi saresti innamorata?
- Ma di Caio! Ovvio, no???
Scusate, ma voi non lo trovate altrettanto ovvio?
Che c'è di strano, mi chiedo?
- IO LO SAPEVOOOOOOOOOOOOO!!!! Guarda, Ale, non chiamo la neuro solo perchè lo sapevo! Ora, quindi, dirai a Caio che sei finalmente giunta a patti con la circostanza che ne sei innamorata ?
- Uh..... Ecco. Veramente ci sarebbe un piccolissimo problema su cui ho assolutamente bisogno di un tuo consiglio...
- Ovvero? No, Ale, non dirmelo. Ti prego, non dirmi che dopo aver chiamato me stanotte, hai chiamato Caio e hai pianto con lui per Tizio...
- No, certo che no. O meglio: non DOPO aver chiamato te. PRIMA, naturalmente.
- Aleeeeee, cristo!!!!!
- Giorgia, pensi seriamente - conoscendomi - che mi sarei lasciata sfuggire così l'occasione di interpretare Eleonora Duse attaccata alle tende? Bimba, per piacere, non mi sgridare, che già è difficile così. Senti, piuttosto: dici che se gli dicessi ora che ne sono innamorata potrei risultare poco credibile?
- Dopo che gli hai scassato le palle alle 2 del mattino e dopo che gli hai pianto al telefono per un altro? Ma no, certo che no... Ale, attendi un attimo in linea. CHE ORA SI' CHE LA CHIAMO, LA NEURO!!!