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mercoledì, 22 aprile 2009

Saggezza astrale

- Allora? Come è andata?
- Mi sono informata!!
- E?
- E ha dei precedenti penali....
- Evvai!
- ... poi ha avuto dei grossi problemi ad un ginocchio...
- Ottimo!!!!
- ... infine ho scoperto che quando era nei granatieri aveva una divisa....
- Fantastico. Allora è lui. E' l'uomo della tua vita.
- ... e che aveva una barca....
- Una barca?
- Sì, una barca.
- Scusa ma... come dire.... chissenefrega, no?
- Eh, lo so, Ale.
- I tarocchi non parlavano di barche, o sbaglio?
- No, appunto....
- E quindi?
- Bè.... diciamo che, ad un certo punto, ho pensato che in tutta una serata avrei dovuto pur fargli almeno una domanda sensata, non trovi?

In effetti, non ha decisamente tutti i torti.

Poveretto...
giovedì, 19 febbraio 2009

Ma cosa hai messo nel caffè?

In questi giorni si è fatto un gran parlare di caffè, per i più svariati motivi.

Ebbene, tutto ciò mi ha riportato alla mente una situazione carina avvenuta anni fa e che vede come protagonista proprio la tazzuriella di caffè.

Ai fini di comprenderla appieno, è tuttavia necessaria una breve (ahahhahhah, breve...) premessa.

Coordinate spaziotemporali: Bologna, Luglio 2001.

In quel periodo ero ancora studentessa e, pertanto, mi mantevo agli studi grazie a dei lavoretti saltuari. Tra le altre cose, facevo l'hostess alle fiere. In quel periodo, peraltro, avevo conosciuto una ragazza che sarebbe diventata da lì a poco una delle mie migliori amiche (nonchè mamma di questo splendore).
Ebbene, dopo aver concluso l'ennesima fiera, io e la mia nuova amica decidiamo di concederci qualche giorno di ferie assieme.

Ai tempi eravamo entrambe fidanzate, pertanto le conversazioni coi rispettivi fidanzati si svolsero pressapoco così:

- "Uh.... amore? Ti dispiacerebbe tanto se andassi a fare una piccola vacanza con la mia nuova amica (flap flap)?".
- "Quanto tempo contate di stare via?".
- "Mah,  ancora non sappiamo... due o tre giorni, a occhio e croce.... (flap flap)".
- "Non c'è problema."

Perfetto. Risolto il "problema" fidanzati, ci apprestiamo ad organizzare.
E ci vengono in mente, come possibile meta della vacanza, le isole Cicladi, Grecia.
Al che, consapevoli che sarebbe stato quantomeno arduo sostenere che un viaggio di quel tipo potesse oggettivamente svolgersi in due e tre giorni, buttiamo lì ai rispettivi fidanzati qualcosa del genere (oh, ciao QdG):


- "Sai, amore, pensavamo di allungare la vacanzina di qualche altro giorno....ma tanto a te non dispiace vero? In fondo in quei giorni lavori e non ci vedremmo comunque... (flap flap)".
- "Certo che no..." (affermazione accompagnata da una voce, devo ammetterlo, piuttosto impostata...).

Benissimo.
Ma, da quella via, tra 7 e 10 giorni mica cambia poi molto, no?
Cerchiamo il volo.
Lo troviamo ad un prezzo tutto sommato, piuttosto irrisorio.
Chiediamo se è possibile stare via dieci giorni.
Ci rispondono che no, che sono voli chiusi: o una settimana o quindici giorni.
Sento la mia amica rispondere: "Quindici è perfetto, prenotiamo" ed accordarsi per il bonifico.


La guardo.
Mi guarda.

- "Quindici giorni?"
- "Bè, tanto costava uguale. Almeno ammortizziamo il costo del volo, no?".
- "Giusto. Ammortizziamo".

- "Ehmmm... amore? Ho una bellissima notizia. Abbiamo trovato il volo!!!!".
- "Grande!!!!! E quando partite?".
- "Il 7 luglio".
- "E quando tornate?"
- "Eh?"
- "Quando tornate?"
- "Non ho capito la domanda...."
- "Ale... QUANDO TORNATE?????",
- "Il 21..."
- "Forse ho sentito male, hai detto il 21?
- "Sì...."
- "COOOSA????"
- "Amore, ma almeno ammortizziamo il costo del volo, no? (flap flap flap)"
- "Bè, già che c'eravate, visto che dovevate stare via solo due o tre giorni e poi avete scelto di "ammortizzare", potevate fare anche un mese, no???",
- "Scusa un attimo...".

- "Bimba, possiamo spostare il rientro al 7 agosto?".
- "No, abbiamo già pagato".

- "Aleeeeee...".
- "Sì, scusa, sono qui. Dicevo, ma amore.... non riuscirei mai a starti lontana per tanto tempo, lo sai (flap flap)".

Tutto ciò per dire che siamo partite per un viaggio di quindici giorni, zaino in spalla, con i soldi che ci sarebbero bastati, forse, circa per sette giorni.
Inevitabile la necessità del risparmio totale.

Fine della breve (ahahhahhah, breve...) premessa.

E qui subentra il caffè (eh, lo so che ve l'eravate oramai dimenticato, ma questa pappardella era propedeutica all'avvenimento del caffè).


Dunque, la prima mattina in Grecia, ci apprestiamo a fare colazione: dovete sapere che lì costa tutto pochissimo.
Tutto. Tranne la colazione, appunto.
A meno che non si prenda il caffè greco, che non costa un cazzo.


Due caffè greci allora.

- "Ehmmm... bimba... come ti sembra?".
- "Mah... strano...".
- "Fa schifo, diciamolo".
- "Eh, diciamolo. Finisci e andiamo".

Andiamo a pagare.
Il barista ci guarda stralunato.

- "Avete già finito?".
- "Sì, grazie".
- "Capisco. E vi è piaciuto?".
- "Uh... ottimo".
- "Ehmmmm...sì... sublime".
- "Ah, ottimo, sublime. ... ne siete davvero convinte?".
- "Sì, sì... solo un pò....".
- "Un pò?".
- "Bimba, come si dice ... sabbioso?".
- " Boh. Sandly?".
- "Ecco sì, un pò ... sandly...".
- "Non capisco".

Lunga perifrasi in inglese per esprimere il concetto.

"Ho capito. Certo che l'avete trovato "sabbioso". E, probabilmente, anche piuttosto schifoso. Dovevate lasciare depositare la polvere di caffè sul fondo. Ci vuole circa mezz'ora per degustare un caffè greco e voi l'avete buttato giù in due minuti, con polvere e tutto... lasciatemi indovinare... italiane, vero?"..


sabato, 27 dicembre 2008

Buon sangue non mente

SMS DEL 25 DICEMBRE 2008:

- Oggi Dio si è fatto come noi.

RISPOSTA:

- Se Dio si è fatto come sono fatta io ora di aspirine, siam messi bene...

Non c'è che dire: mia sorella è un genio.

Convenitene, su.
giovedì, 18 settembre 2008

In ricordo del clubvolemosebene

ELENA: Scusa, puoi accendere quelle cose?
IO:  Cosa, scusa?
ELENA: Ma sì, quelle cose lì, dai, le lampade ... com'è che le chiamate voi?

IO: Mah. Noi, di solito, le chiamiamo candele ...

***

Sms di ELENA arrivatomi alle ore 3,08:

Grazie x resta spava, mi sono divertita un sacco, e davvero taffàoc a tutti e x solo zappino!

"Eppure non ho neppure fumato" - pensavo io, interrogandomi sul significato recondito della vita.

Poi è giunta la traduzione. W ZAPPINO e,  soprattutto, ... W il T9 !!!!


***

ELENA: Buuuuuuuuuuuuuuuuu ...

IO: Piccola, vieni qui.... (sottotesto: abbraccio).
ELENA: BUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUU ...
IO: Su, su, adesso passa ...
ELENA: Snifff, snifff...
IO: ...
ELENA: ... ma sono scema?
IO: Un pò sì ...
ELENA: ...
IO: Però sei bella!


(EH, se non ci fossero le amiche!)


***

E tutti gli altri ricordi di noi che sono qui.

***

Ma sopra tutti i ricordi, ci sono queste.
Le parole che una volta mi dedicasti.
Parole di cui non smetterò mai di ringraziarti (e grazie anche a chi - ieri sera - tra le altre cose indirettamente mi ha fatto ripensare a tutto questo).

Parole che sono ancora qui, profondamente incise nel mio cuore.

Alla fatina che sa sempre sempre strapparmi una risata ...
Ecco solo per dire che il mondo è più bello perché ci sei tu, che mi abbracci e mi dici che sono un casino di donna e poi ti faccio tenerezza e non ti preoccupi se ti fisso mentre ti vesti e sei sempre in ritardo e ti trucchi in autobus e sei bella bella bella.

A te che condividi le mie serate post-serata, quando i camerieri non sanno più quante vite ho e allora forse si passa alla colazione.
Perché è bello sapere che sono il tuo uomo e la tua donna.
E vorrei prendere io tutti i colpi della tua vita, lasciando a te soltanto quello che ti fa splendere.
E perché è tanto bello abbracciarti e trovare quel calore umano che inutilmente avevo cercato altrove e sentirmi piena nella semplicità di un sorriso complice o di una carezza.
A te che sai tutto e non c'è mai bisogno di spiegare niente, a te che ti lasci consolare permettendomi di entrare in spazi che di solito si tengono coperti - le ferite.
A te che sai riempire i miei vuoti e gioire senza nessuna invidia delle mie gioie.
Ringrazio la vita, ogni giorno, per tutto questo.
E grazie anche a te.

***


È TUTTO QUI:
Il tempo passa.
La vita avviene.
Le distanze separano.
I
bambini crescono.
I lavori vanno e vengono.
L'amore scolorisce o svanisce.

Gli uomini non fanno ciò che speriamo.
I cuori si spezzano.
I genitori
muoiono.
I colleghi dimenticano i favori.
Le carriere finiscono.
MA
...le Sorelle sono là!
Non importa quanto tempo e quante miglia ci siano

fra voi.
Un'amica non è mai così lontana da non poter essere raggiunta.

Quando dovrai camminare per quella valle solitaria
 - e dovrai camminare da
sola -
le donne della tua vita saranno sull'orlo della valle,

incoraggiandoti, pregando per te, tenendo per te,
 intervenendo a tuo favore

ed attendendoti con le braccia aperte all'estremità della valle.
A volte, infrangeranno persino le regole
e cammineranno al tuo fianco.
O
entreranno e ti strapperanno da lì.


Sempre più vera, giorno dopo giorno. Grazie bimba di esserci ancora e sempre.
domenica, 07 settembre 2008

Caccia all'uccello.

Oggi pomeriggio, mentre vagolavo assieme alla mia amica all'interno di una delle più grandi librerie di Bologna e - contemporaneamente - mi imponevo una sorta di training autogeno che mi portasse all'astenermi dall'acquisto di tutti i libri che potessero catturare la mia attenzione - perchè, diciamocelo...

Aperta parentesi.

Non ce n'è.

So trattenermi perfettamente e dimostrare un discreto self control davanti ad un'automobile (echeccazzo me ne frega, tanto non guido), davanti ad una barca (anche perchè ho appena scoperto che, prima o poi - e meglio prima che poi -, ne riceverò una in eredità. Sempre che, nel frattempo, mi rassegni a fare la colf sino all'agognato momento di apertura della sucessione e giuro che ci sto persino meditando sopra) o davanti ad un appartamento (che tanto in fondo sto bene dove sto, che mamma stira, lava e cucina e chimelofafà), ecco...  è solo quando varco la soglia di una libreria che riesco a stento a trattenere un orgasmo.

Bè, non solo in quel caso, dai.

Ad essere sinceresincere, anche i negozi di scarpe non mi lasciano affatto indifferente.

Chiusa parentesi.

Insomma, nonostante abbia comunque acquistato un librino - ma piccolo piccolo, giuro. Che se fosse un uomo avrebbe grosse crisi in relazione alle proprie dimensioni, tanto per capirci - la mia attenzione si è soffermata, in particolare, su questo libro qua.


caccia all

Caccia all'uccello. Guida ornitologica per donne al mondo dei maschi.

Autore: Frances Lauren
Editore: Rizzoli
Genere:  psicologia
Argomento:  relazioni interpersonali, uomo
Traduttore: Nitti F. - Testini F.
Pagine: 299

DESCRIZIONE: Dopo lunghe e approfondite ricerche sul campo, Lauren Frances è pronta a condividere con voi le sue scoperte sull’altro sesso. Imparerete a osservare la fauna maschile con occhi nuovi e scoprirete quanto gli uomini siano sorprendentemente simili ai volatili: curiosi ma diffidenti, si avvicinano fino a farsi sfiorare e vi ammaliano con il loro canto, per poi spiccare il volo d’un tratto e sparire nel folto della boscaglia al vostro primo movimento deciso. Se eseguirete con diligenza e costanza gli esercizi proposti, sarete in grado di avventurarvi da sole alla scoperta di nuove specie, e di condividere i risultati dei vostri esperimenti sul campo con altre assidue compagne di ricerche amorose. La preparazione è suddivisa in tre parti. La prima si concentra sulla fase degli appuntamenti: dopo avervi fatto compiere un rapido esame sulla qualità delle vostre tecniche di rimorchio, la vostra esperta guida vi insegnerà come riconoscere al primo colpo con quale esemplare pennuto avete a che fare (un gallo o un pollo?). La seconda fase dei vostri studi, invece, è finalizzata a scoprire se il bel piumaggio del volatile che avete acciuffato nasconde anche quelle doti che vi permetteranno di volare insieme nella giusta direzione. Infine, le abili studiose che riusciranno a mettere un uccello nella loro voliera dovranno affrontare la terza fase dell’allenamento, che consiste nell’apprendimento dei segreti e delle tecniche per addomesticarlo definitivamente e in modo pienamente soddisfacente. Perché, in fondo, ogni ragazza merita il suo sudatissimo, rovente, intenso lieto fine.

A quanto mi è stato dato capire da una rapida lettura del testo, nella prefazione l'autrice sostiene che le donne - che per scegliere un maglione o un paio di jeans ci impiegano settimane intere - quando si approcciano alla scelta dell'uomo che dovrebbe accompagnarle per l'intera loro vita (o almeno si spera), al contrario lo fanno in modo assolutamente sommario e senza ponderare accuratemente e/o adeguatamente i pro e i contro.

E poichè il maglione si utilizza per poco più di una stagione o giù di lì ed invece un uomo si spera di trovarselo accanto per qualcosina di tempo in più (anche se, a PESANTEZZA, siam poi lì, mi verrebbe da aggiungere; ma Ale, su, tralasciamo la fase acida, và)... ecco la guida che, finalmente, tutte noi fanciulle necessiteremmo avere.

Per farla breve.

Fin dove ho letto, vi sono due regole auree - chiare et imperative - per acchiappare e tenersi stretto l'uomodellapropriavita:
 
1. Evitare ACCURATAMENTE gli uomini sposati, fidanzati, conviventi, o comunque in qualsiasi altro modo accompagnati.
Anche se sono sulla via della separazione.
Anzi no.
Soprattutto se sono sulla via della separazione.

2. Non darla via troppo in fretta. Non per bigottismo, ma per la solita  vecchia storia che l’uomo e’ cacciatore e che l’amore si costruisce durante la caccia e non a trofeo conquistato.

Ora, mi riservo di esprimere le mie opinioni in merito ad una simile teoria solo a seguito della lettura dell'intero libro.

In questa sede, però, mi limito a constatare che la casistica della mia vita affettiva degli ultimi anni e’ prevalentemente basata sull’infrazione di entrambe le regole d’oro.
 
Io non vorrei essere riduttiva, ma questa potrebbe essere una spiegazione al perchè non ho ancora catturato il fantomatico uomodellamiavita.

Ho detto potrebbe.
lunedì, 21 gennaio 2008

Chi si assomiglia si piglia

Allora.

Io sarò stordita eh, non lo nego (anche perchè a questo punto e con tutto quello che ho scritto qua dentro, temo che negare non servirebbe a molto).

Ma su di me non ci faccio nemmeno più caso. Al contrario, mi meraviglio sempre di quanto possano essere stordite le altre persone, in particolare se queste persone sono  amiche mie, nella cui intelligenza confido sempre.

No, perchè io le scelgo bene le amiche.

Appunto.

Vediamole.

AMICA NUMERO 1:

- Ehy Ale, come stai?

- Ma insomma... ogni tanto mi domando come faccio ad essere così deficiente. Ieri sera sono riuscita a stirarmi la pancia ed ora ho talmente male che mi sembra quasi di avere un contello conficcato nel ventre.

- Ti sei stirata la pancia??? E come diamine hai fatto?

- Facendo una coreografia di teatro fisico senza aver fatto prima il riscaldamento...

- Abbè, allora non è grave. Pensavo che te la fossi stirata col ferro da stiro!

AMICA NUMERO  2:

- Ale, ma sai che sono venuta a vedere il tuo blog? Solo che non ho capito bene, perchè lì dentro non c'è mica nulla scritto da te...

- Tesoro, scusa, ma che blog hai visto?

- Quello dove c'è l'immagine della donnina con le ali da pipistrello...

- Sì, bè, allora è il mio. Ma guarda che è tutto scritto da me...

- Veramente? No perchè ho visto un sacco di commenti di altra gente allora nel dubbio ho chiuso tutto...

postato da campanellino77 alle ore 15:46 | Permalink | commenti (34) / commenti (34) (pop-up)
categoria: deliri, rendiamoci conto, se ci sentisse la neuro, cialtronaggi et similia, amiche stordite


venerdì, 04 gennaio 2008

L'apparenza inganna

Vi ricordate l'amica di cui vi parlavo tre post addietro?

Quella che, due anni fa, cercava di propinarmi qualunque essere vagamente di sesso maschile pur di accasarmi? Quella che puntualmente, ad ogni uscita, mi faceva “casualmente” incontrare gente assurda finché non l’ho intimata di smettere se non voleva vedere irrimediabilmente compromessa una amicizia quindicennale?

Sì, benissimo. Lei.

 

Qualche tempo fa usciamo per un aperitivo. Parlando del più e del meno, le racconto di essere stata a cena in un’osteria dove, oltre ad aver mangiato molto bene, c'era un oste che mi aveva colpita. Carino, simpatico, alla mano. Lei salta sulla sedia.

 

- Parli di Tizio?

- Sì, mi pare si chiamasse così.

- Ma dai!!! Lo conosco, è un carissimo amico del mio fidanzato! Ti piace?

- Beh... sì, dai, abbastanza. Ma sarà impegnato.

- Ma no, è single! Te lo presento?

 

Avrete capito che odio gli "appuntamenti combinati". Inoltre, dovete sapere che è difficilissimo che mi piaccia qualcuno, ragione per cui in genere è meglio se li evito. Voglio dire, ho una lista di “caratteristiche” che il potenziale candidato dovrebbe possedere per piacermi che temo che neppure l’estratto mensile della carta di credito di Paris Hilton sia tanto lungo.

 

Tuttavia, quel giorno mi sono detta: e che sarà mai? In fondo è una cena tra amici, poco di più. Inoltre Tizio deve lavorare, quindi non sarà al tavolo con noi. Motivo per cui rispondo alla mia amica:

 

- Bè, una sera potremmo andare a cena nella sua osteria, così con l’occasione me lo presenti. Però, per favore,  a lui non dite nulla.

 

Come no.

 

Per farla breve, appena arrivati mi viene il dubbio che qualcosa non  stia andando come dovrebbe. Tizio, in quel momento fuori dal locale per fumarsi una sigaretta, mi stringe la mano fissando ostentatamente per terra.

 

- Ti è caduto qualcosa?

- Come?

- No, niente, è che mi sembrava... niente, scusa.

 

Tanto per partire bene, eh.

 

Ci serve la cena, poi si siede al tavolo.

Così, per spezzare il ghiaccio, gli chiedo notizie sulla sua attività.

Comincia a raccontare.

Solo che non racconta a me.

Racconta alla pianta.

 

E continua così per tutta la serata.

Ogni volta che torna al nostro tavolo, ad ogni mio tentativo di fare conversazione, si ripete la medesima scena. Risponde alle mie domande, per carità. Ma mai a me.

Alla sedia vuota alla mia destra, al quadro alla mia sinistra, al menù del tavolo di fianco, al fidanzato della mia amica.

 

Confesso che cominciano a frullarmi un filino gli zebedei.

Ammazza, ho capito che non ti piaccio, ma puoi anche sforzarti di guardarmi in faccia mezzo secondo, non sono mica Medusa!

 

La mia amica, accorgendosi che inizio leggermente a scaldarmi, mi prende da parte.

 

- Allora, che ne pensi?

- Che non è normale. Parla con gli oggetti.

- Ma no, Ale, parla con te!

- Ma se ha parlato un quarto d’ora con il vasetto di fiori sul tavolo….

- Parlava con te. E' solo che è timido!

- La volta scorsa non era timido.

- La volta scorsa era diverso, stava solo lavorando. Ma con le ragazze è timidissimo.

- Non gli piaccio.

- Sì che gli piaci.

- No che non gli piaccio.

- Sììììì.

- Nooo.

- Cristo, Ale! Ma non hai visto che ha passato metà della serata al nostro tavolo? Non è mai successo, da che lo conosco. E che stasera gli cade tutto? E non hai visto che ha combinato con la coppia nel tavolo dietro di noi?

- No. Che ha fatto?

- Ha servito lui ed è tornato a sedersi. Dimenticandosi di servire la cena a lei. Secondo te perché?

- Uhmmm…. È stordito?

- Dio Ale, quanto sai essere testarda, a volte!

 

In effetti, ripensandoci. Comunque. E’ chiaro che chiunque, a quel punto, avrebbe compreso che il fanciullo era, quantomeno, fortemente imbarazzato. Ma la sottoscritta, che quando si mette in testa qualcosa non c’è verso che cambi idea, si era fissata che la questione non potesse essere così semplice. Era molto più ragionevole che Tizio mi odiasse, non trovate? Bè, quando si è delle fini psicologhe, in fondo, può capitare di… confondersi. E quindi...

 

- Senti ma che hai fatto alle braccia, ti sei bruciato?

- No, è eritema. Sono allergico al lattice. I guanti, sai.

 

Lo so cosa pensate. E’ quello che avremmo pensato tutti, no? Voglio dire, è un argomento di conversazione come un altro, in fondo, no?

 

- Quindi sei allergico anche ai preservativi?

- Eh? Ehmmm… sì…

- Ah, e quindi come fai? (Eh, quando una è perspicace!)

- Ci sono quelli anallergici ma non sono il massimo…

- E cioè?

- Eh...insomma... non è che...si senta molto, sai...

 

Solo a quel punto mi rendo conto della inquietante sfumatura  di rosso carminio assunta dalla sua pelle. Poi voglio morire. Per levarci entrambi dall’imbarazzo raccolgo la giacca al volo e infilo la porta, urlandogli qualcosa del genere: va bene, io vado a fumare, eh!

Appena giunta fuori, mi accorgo che la mia fuga avrebbe anche potuto essere interpretata come un: Ah, dunque non si tromba? Va bene, ciao, eh!

 

Sono un disastro.

 

Ho poi scoperto che gli piacevo.

E anche tanto, peraltro.

Bè, di sicuro ora sono io quella che non avrà mai più il coraggio di guardarlo in faccia.

 

Lo capite perché sono single, vero?

sabato, 01 settembre 2007

Evvai di lingua!

Uno dei principali motivi per cui amo la Grecia è che lì puoi incontrare e metterti a confronto con  persone provenienti da tutto il mondo.
O meglio, per la precisione, questo è il bello di IOS (cliccate sul link, merita).
L'isola del divertimento per antonomasia delle Cicladi.
L'isola del delirio, per essere ancora più precisi.

Riservandomi di descrivere prossimamente la situazione con maggiore dovizia di dettagli, vi basti sapere che lì vi convergono australiani, americani, svedesi, svizzeri, inglesi, francesi, greci e tanti, tanti, tanti italiani.
Tutti rigorosamente sotto i trent'anni.


A differenza di MIKONOS, divenuta oramai, di fatto, colonia italiana (per trovare un greco devi praticamente organizzare una caccia al tesoro), la lingua madre dell'isola è, per ovvi motivi, l'inglese.

Indi ragion per cui, succede che non fai altro che passare dal parlare inglese al parlare italiano, dal parlare italiano al parlare inglese,
dal parlare inglese al parlare italiano, dal parlare italiano al parlare inglese, dal parlare inglese al parlare italiano, dal parlare italiese al parlare ingliano.

E finisce che succede quanto segue.

IO: Askiamo qui?
GIORGIA:  No, not qui. At the restaurant.

La volete sapere la cosa veramente grave?
Che ti accorgi del paradosso solo dopo dieci minuti.

E dire che non eravamo neppure ubriache. Non più del solito, almeno.

A posto.

KALISPERA A TUTTI.

venerdì, 25 maggio 2007

La coerenza non va in vacanza

- Aleeeeeee...
- Eh?
- Devo dirti una cosa...
- Dimmi.
- Mi piace uno. Ma tanto, sai!
- Ma è fantastico!!! E tu a lui?
- Non saprei. Ma credo di sì. Anche se sinora si è trattato solo di sguardi. Poi... sai quando ogni pretesto è buono per toccarsi? Che so, ti passo l'accendino e casualmente ti sfioro?
- Meraviglioso. Mi sembra che le premesse ci siano tutte!!!!
- Ecco sì, insomm...
- Ma chi è? Dove l'hai conosciuto?
- No... è che già lo conoscevo...
- Lo conoscevi?
- Sì, insomma, non so come dire ma... è il fratello di Tizio.
- Ah!

(Occazzo! E poi come cazzo gliela spieghi??? No, dimmelo come gliela spieghi! Allora complichiamoci la vita, allora! Lasciaperderelasciaperderelasciaperdere...)

- Ti avevo pur detto che c'ero andata a cena con gli altri?
- Vero. Evvabè, magari non sarà semplicissima, ma vedrai che si risolv..
- E non è tutto...
- No?
- No.
- Fidanzato?
- Eh!
- Ah!

(Ennò eddai ma è fidanzato ma lascia perdere che lo sai che tanto non la mollerà mai e ti vai a infognare in quelle situazioni tipiche in cui lui poi ti racconta che non sa che non è sicuro che ci sta pensando lascia perdere single te lo devi trovare single lasciaperderelasciaperderelasciaperdere...).

... ecco. Almeno non è sposato. Altro?

- Sì...
- Che altro c'è?
- Ecco, diciamo che non vive a Bologna...
- Ah!

(Pure la storia a distanza! E allora cerchiamoli col lanternino! Enno essù che è una gran fatica che poi finisce che non vi vedete e poi ma quando trombate e tu ti incazzi e lasciaperderelasciaperderelasciaperdere...)

- Comunque uno dei prossimi week end dovremmo andare tutti insieme a trovarlo nella sua città, solo che ci sarà pure la fidanzata e ...insomma, io non so che fare. Tu  che dici? Che faccio?

(Emmò come glielo dico? Diplomazia Ale, diplomazia).

- Io? Uhmmm... ecco... e di dove sarebbe?

- Paperopoli.
- Paperopoli?

(Paperopoli? PAPEROPOLI????)

- Sì.
- Io dico che DOVRESTI ANDARE!
- Dici?
- Dico. Massì! Macchettefrega! Vivitela, poi vedi quel che succede!
- Dovrei, secondo te?
- Assolutamente sì. Anzi sai che ti dico? Ti accompagno!!!!
- Veramente? Grazie, sei davvero un'amica!
- Per così poco?

- Aleee...
- Eh?
- Ma toglimi un dubbio... non è che mi dici così perchè a Paperopoli ci abita Caio e, con l'occasione... eh?
- Uh? Naaaaaaa!
- Ah no? Allora toglimi un altro dubbio. E se invece che Paperopoli fosse stata, che so,  Topolinia che mi avresti detto?
- Veramente?
- Sì!


- IL FRATELLO DI TIZIO? Occazzo! E poi come cazzo gliela spieghi??? No, dimmelo come gliela spieghi! Allora complichiamoci la vita, allora! Ennò eddai ma è fidanzato ma lascia perdere che lo sai che tanto non la mollerà mai e ti vai a infognare in quelle situazioni tipiche in cui lui poi ti racconta che non sa che non è sicuro che ci sta pensando lascia perdere single te lo devi trovare single! E poi pure la storia a distanza! E allora cerchiamoli col lanternino! Enno essù che è una gran fatica che poi finisce che non vi vedete e poi ma quando trombate e tu ti incazzi e lasciaperderelasciaperderelasciaperdere...

- Confermo. Sei davvero un'amica. Davvero un'amica di m...

- No, non dirmelo. Temo di avere intuito...
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