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Ma come, non si vede? Un'Avvofata, naturalmente. Dove ho messo le ali???... Ammazza, che puntigliosi... SONO IN BORGHESE, VA BENE???!!!

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lunedì, 11 maggio 2009

Le ultime parole famose.

- Elena, hai visto che abbiamo appena passato un cartello di "attenzione attraversamento stambecchi"? Rallenta...
- Ah sì? Ma come? Ma non si erano estinti?
- Ahahahhahah, dai vedrai che l'avranno messo nel senso di "attenzione possibile attraversamento di animali selvatici"...
- Ahhahahhahhah, appunto, te lo immagini se quassù, di notte fonda, ci dovesse attraversare la strada uno stambec...

Ci attraversa la strada uno stambecco.

- ...
- ...

- Uh.... che bello bimba!!!! E se adesso chiedessi una giraffa?
- Ale?
- Eh!
- Come dire... TACI!!!!!
martedì, 24 febbraio 2009

Punti di vista

- Ed ora, dove dobbiamo andare?
- Sempre dritto, fino a che non raggiungiamo l'incrocio, poi giriamo di là.
- Di là dove?
- Da quella parte.
- Di là, di qua.... Ale, giusto per non ingenerare ulteriore confusione, non potresti cortesemente sforzarti di utilizzare i canonici termini all'uopo creati di destra e sinistra?
- Certo, certo, come no...
- Allora, dove devo girare?
- A destra.. no, a sin... destra!
- Destra?
- Destra.
- Sicura?
- Sì.
- Ok.
- No, aspetta....
- Cosa?
-  Non intendevo quella destra....
- Che mi significa "non intendevo quella destra"?
- Che intendevo l'altra....
- ...
- ... quella che volgarmente viene definita sinistra....
- ....
- Scusa....
- Ale, lasciatelo dire: sarai  pur sempre una donna fantastica, ma come navigatrice lasci piuttosto a desiderare...
- Evvabbè, mi son confusa...
- Ma come fai a confonderti? Confondi forse l'avanti/indietro? Il basso/l'alto?
- No, no...
- E allora come fai a confondere destra/sinistra? Confondi forse il
grande/piccolo?
- Certo che no. A prescindere dalle mie dichiarazioni in tal senso.
- ...
- ...

- ....sei una stronza.

Iiiiiiiih.

Permaloso...
giovedì, 19 febbraio 2009

Ma cosa hai messo nel caffè?

In questi giorni si è fatto un gran parlare di caffè, per i più svariati motivi.

Ebbene, tutto ciò mi ha riportato alla mente una situazione carina avvenuta anni fa e che vede come protagonista proprio la tazzuriella di caffè.

Ai fini di comprenderla appieno, è tuttavia necessaria una breve (ahahhahhah, breve...) premessa.

Coordinate spaziotemporali: Bologna, Luglio 2001.

In quel periodo ero ancora studentessa e, pertanto, mi mantevo agli studi grazie a dei lavoretti saltuari. Tra le altre cose, facevo l'hostess alle fiere. In quel periodo, peraltro, avevo conosciuto una ragazza che sarebbe diventata da lì a poco una delle mie migliori amiche (nonchè mamma di questo splendore).
Ebbene, dopo aver concluso l'ennesima fiera, io e la mia nuova amica decidiamo di concederci qualche giorno di ferie assieme.

Ai tempi eravamo entrambe fidanzate, pertanto le conversazioni coi rispettivi fidanzati si svolsero pressapoco così:

- "Uh.... amore? Ti dispiacerebbe tanto se andassi a fare una piccola vacanza con la mia nuova amica (flap flap)?".
- "Quanto tempo contate di stare via?".
- "Mah,  ancora non sappiamo... due o tre giorni, a occhio e croce.... (flap flap)".
- "Non c'è problema."

Perfetto. Risolto il "problema" fidanzati, ci apprestiamo ad organizzare.
E ci vengono in mente, come possibile meta della vacanza, le isole Cicladi, Grecia.
Al che, consapevoli che sarebbe stato quantomeno arduo sostenere che un viaggio di quel tipo potesse oggettivamente svolgersi in due e tre giorni, buttiamo lì ai rispettivi fidanzati qualcosa del genere (oh, ciao QdG):


- "Sai, amore, pensavamo di allungare la vacanzina di qualche altro giorno....ma tanto a te non dispiace vero? In fondo in quei giorni lavori e non ci vedremmo comunque... (flap flap)".
- "Certo che no..." (affermazione accompagnata da una voce, devo ammetterlo, piuttosto impostata...).

Benissimo.
Ma, da quella via, tra 7 e 10 giorni mica cambia poi molto, no?
Cerchiamo il volo.
Lo troviamo ad un prezzo tutto sommato, piuttosto irrisorio.
Chiediamo se è possibile stare via dieci giorni.
Ci rispondono che no, che sono voli chiusi: o una settimana o quindici giorni.
Sento la mia amica rispondere: "Quindici è perfetto, prenotiamo" ed accordarsi per il bonifico.


La guardo.
Mi guarda.

- "Quindici giorni?"
- "Bè, tanto costava uguale. Almeno ammortizziamo il costo del volo, no?".
- "Giusto. Ammortizziamo".

- "Ehmmm... amore? Ho una bellissima notizia. Abbiamo trovato il volo!!!!".
- "Grande!!!!! E quando partite?".
- "Il 7 luglio".
- "E quando tornate?"
- "Eh?"
- "Quando tornate?"
- "Non ho capito la domanda...."
- "Ale... QUANDO TORNATE?????",
- "Il 21..."
- "Forse ho sentito male, hai detto il 21?
- "Sì...."
- "COOOSA????"
- "Amore, ma almeno ammortizziamo il costo del volo, no? (flap flap flap)"
- "Bè, già che c'eravate, visto che dovevate stare via solo due o tre giorni e poi avete scelto di "ammortizzare", potevate fare anche un mese, no???",
- "Scusa un attimo...".

- "Bimba, possiamo spostare il rientro al 7 agosto?".
- "No, abbiamo già pagato".

- "Aleeeeee...".
- "Sì, scusa, sono qui. Dicevo, ma amore.... non riuscirei mai a starti lontana per tanto tempo, lo sai (flap flap)".

Tutto ciò per dire che siamo partite per un viaggio di quindici giorni, zaino in spalla, con i soldi che ci sarebbero bastati, forse, circa per sette giorni.
Inevitabile la necessità del risparmio totale.

Fine della breve (ahahhahhah, breve...) premessa.

E qui subentra il caffè (eh, lo so che ve l'eravate oramai dimenticato, ma questa pappardella era propedeutica all'avvenimento del caffè).


Dunque, la prima mattina in Grecia, ci apprestiamo a fare colazione: dovete sapere che lì costa tutto pochissimo.
Tutto. Tranne la colazione, appunto.
A meno che non si prenda il caffè greco, che non costa un cazzo.


Due caffè greci allora.

- "Ehmmm... bimba... come ti sembra?".
- "Mah... strano...".
- "Fa schifo, diciamolo".
- "Eh, diciamolo. Finisci e andiamo".

Andiamo a pagare.
Il barista ci guarda stralunato.

- "Avete già finito?".
- "Sì, grazie".
- "Capisco. E vi è piaciuto?".
- "Uh... ottimo".
- "Ehmmmm...sì... sublime".
- "Ah, ottimo, sublime. ... ne siete davvero convinte?".
- "Sì, sì... solo un pò....".
- "Un pò?".
- "Bimba, come si dice ... sabbioso?".
- " Boh. Sandly?".
- "Ecco sì, un pò ... sandly...".
- "Non capisco".

Lunga perifrasi in inglese per esprimere il concetto.

"Ho capito. Certo che l'avete trovato "sabbioso". E, probabilmente, anche piuttosto schifoso. Dovevate lasciare depositare la polvere di caffè sul fondo. Ci vuole circa mezz'ora per degustare un caffè greco e voi l'avete buttato giù in due minuti, con polvere e tutto... lasciatemi indovinare... italiane, vero?"..


giovedì, 15 gennaio 2009

Non sono una signora.

- Signora?
- ...
- Mi scusi, Signora...
- ...
- Signora??? MI SCUSI...
- Parla con me?
- Beh, qui dentro siamo solo in due...
- Ha ragione, che sciocca. Abbia pazienza, se qualcuno mi chiama "SIGNORA" io non rispondo per principio.
- Ahahhahahahhah. Ad ogni modo, Le volevo domandare... ci conosciamo, forse?
- Potrebbe essere.
- In effetti, mi pare di averla già vista. Ma non saprei certo dire dove...
- Onestamente non saprei nemmeno io.
- Lei è avvocato, giusto?
- Sì. Collega?
- Forze dell'ordine.
- Ah.
- Lei è originaria di Bologna?
- Sì.
- E' mai stata a Ravenna?
- Un paio di volte, per dei processi.
- Probabilmente ci siamo conosciuti lì. Mi hanno stanziato alla Procura di Ravenna dal 1990 al 1995.
- Dal 1990 al 1995, dice? Ma guardì un pò che strana coincidenza. Esattamente gli stessi anni in cui IO FREQUENTAVO IL LICEO...
- Come dice? Liceo? No, non volevo dire... insomma, non stavo certo pensando all'età... ommiodio, giuro...
- Certo, certo, come no. Ora però dovrei andare.
- Ma nooooo, dai, davvero... ehmmm... ti dispiace se ti do del tu?
- IL LEI VA BENISSIMO, GRAZIE! (Se ne va).

....

Lo so cosa state pensando.
E la risposta è no.

Figuriamoci se me la prendo per così poco.

Io.

Tzè.

Figuriamoci.

D'ALTRONDE, SE SU QUELL'ARMA GIRANO TANTE BARZELLETTE, DOVRA' PUR ESSERCI UN MOTIVO, NON VI PARE?
venerdì, 12 dicembre 2008

Mai creduto ai colpi di fulmine. Più o meno.

foto trono
Un paio di mesi fa, quando non ero
ancora affatto esperta di facebook, mi arrivò l'invito di una amica a partecipare ad un gioco denominato "colpo di fulmine".

Il gioco consisteva nell'osservare con attenzione una decina di fotografie di soggetti appartenenti al genere umano - sottogenere maschile - ed esprimere con un SI' o con un NO la propria approvazione.

Ora, la verità è che, detta con il massimo di quella diplomazia di cui sono - ne converrete - ampiamente dotata.... nun se potevano guardà.

Manco a dire, quindi, che non ne salvai nemmeno uno.

Ad ogni modo, non trovando la cosa nè particolarmente interessante nè particolarmente divertente, questa finì, ovviamente, nel dimenticatoio.

Fino a ieri sera.

Serata, questa, in cui mi perviene una notifica proveniente dal suddetto gioco che mi informa della circostanza che "nuove persone hanno avuto un colpo di fulmine per te!".

Chiaramente incuriosita - soprattutto alla luce del fatto che non avevo ricollegato l'ambaradan col giochino idiota di qualche mese prima - clicco il relativo link e scopro che:

a - il solo fatto che vi abbia partecipato una volta, mesi fa, ha comportato che la foto del mio profilo facebook sia finita tra quelle in valutazione (ARGGGHHHHH!!!!!), il che ha

b - comportato altresì che ottenessi l'invidiabile (???) punteggio di 79 punti, con l'effetto di

c - portare 69 persone ad avere un colpo di fulmine per me.

Ora, non vorrei dire, ma.

69 persone? 69??? No, dico, SESSANTANOVE????

Una quisquilia, no?

Titillata da un lievissimo senso di autocompiacimento, vado a controllare le foto dei "fulminati".

Primo piccolissimo problema: il gioco non ti permette di vedere tutte le foto assieme ma solo una per una.
Per proseguire alla foto successiva, sei costretto ad indicare se corrispondi il colpo di fulmine o meno: il solito giochino del SI' o del NO, per capirci.

Maledetta vanità.... io voglio sapere!!!!

Mi ripropongo di scartarli tutti.

D'altronde - si sa - curiosity kills the cat e man mano che vado avanti, innanzi a certe foto, la mia convinzione comincia a  vacillare.

Sostituita da un lievissimo.... uhmm... come potremmo definirlo? Qualcosa che si avvicina al delirio di onnipotenza?

Ecco, sì, pressapoco.


Diciamo che ho finalmente capito cosa si deve provare ad essere  delle TRONISTE di Maria De Filippi.... ragazzi, è una figata!!!!

Tu no ... Tu manco p'u c.... Tu vorrai scherzare, spero... Tu ma che razza di occhiali ti sei messo... Tu avrai 40 anni per gamba... Foto buia... In questa foto sono in due di cui uno è un cesso per cui meglio non rischiare.... Questo... uhmmmm, non è malaccio ... Ammazza che fico questo, magari se gli rispondo di no ci rimane male e, insomma, non sarebbe carino, non trovate? (lo so, lo so, sono una paracula...).

Ad ogni modo, ridendo e scherzando, stanotte ho scorso 69 fotografie e mi sono divertita a fare la tronista.

Lo so cosa state pensando: non ditemelo.

E sempre ridendo e scherzando, diciamo che non mi sono sentita di offendere una quindicina di persone circa.


Stamattina mi sono ritrovata su facebook (maguardaunpò) quindici nuove richieste di amicizia.

Nella mia graziosa testolina suona un leggero campanello di allarme ma io lo ignoro.... probabilmente mi avranno aggiunta i vecchi amici del mare, no?

Come no.

O cazzo, e ora?

Per farla breve, è tutta la mattina che mando messaggi agli ometti spiegando loro che non li aggiungerò tra gli amici ed il perchè.... temo di essermi bruciata in una volta sola, ad occhio e croce, tutte le avance dei prossimi due anni.

Se tra un mese torno single, mi sparo.

Sappiatelo.

E salutatemi, finchè siete ancora in tempo.
mercoledì, 19 novembre 2008

I meccanismi della memoria - I parte -

Un tema che - personalmente - ho sempre considerato di grandissimo interesse è cercare di comprendere quali siano i meccanismi che regolano la memoria e l'oblio

Ora, non vorrei tediarvi con precisazioni scientifiche circa la memoria sensitiva, l'ippocampo, l'encefalo ed il cuscinetto di ripetizione, ma vorrei comunque soffermarmi per un attimo sul concetto di oblio.

Si dice che la rievocazione immediata di un'informazione possa mancare perché detta informazione non è stata trasmessa alla memoria a lungo termine o perché non ci sono sufficienti legami per metterla a fuoco.

Questa teoria spiega anche perché taluni ricordi appaiono rimossi: tali ricordi sono inaccessibili perché la loro presenza sarebbe inaccettabile per il soggetto a causa dell'ansia o dei sentimenti di colpa che potrebbero attivare.

Non sono perciò realmente scomparsi: il subconscio si limita ad evitare che si formino le necessarie associazioni.

Questo è verissimo. Finchè non hai un blog.

E ne leggi altri.

E leggi un post ed i relativi commenti.

Un simile post, nello specifico.

E ti sovvengono alla mente due situazioni cadute in oblio e risalenti a qualche anno fa, entrambe rientranti nell'ambito della tua oramai notoria capacità di dire SEMPRE la cosa sbagliata al momento sbagliato. Due situazioni che credevi oramai dimenticate.

O forse lo speravi solo.

Vediamole.

Situazione n. 1:

Location: Bologna, centro città, inverno.

Cammino dispersa nei miei pensieri quando vengo improvvisamente fermata da una giovane coppia.
LUI mi saluta calorosamente e si informa circa la mia carriera universitaria e circa lo stato di salute del mio allora fidanzato.
LEI mi osserva con un sorriso tirato, squadrandomi di sottecchi non appena distolgo lo sguardo.

Manco a dire che IO sorrido cortesemente, scuoto graziosamente la testolina annuendo di fronte al profluvio di parole di LUI, mentre le mie sinapsi si affannano a trovare un qualsiasi collegamento tra quelle due persone e la mia vita.

Eppure LUI mi dice qualcosa, ma cosa?
Ex compagno di scuola?
Compagno di università?
Amico o amicodell'amico di qualcuno che conosco?

Il neurone vaga solitario nella nebbia confusa di una landa solitaria.

Finchè LUI non dice la parolina magica e, solo a quel punto, capisco con chi sto parlando: LUI era un ragazzo che frequentava lo stesso stabilimento balneare che frequentavo io all'epoca, con cui avrò scambiato, nel corso degli anni - al massimo -, qualche "ciao" di cortesia quando ci si scontrava sulla passerella della spiaggia.

A quel punto, raggiunta la tanto agognata illuminazione, bella come il sole e splendida come al mio solito, con cosa me esco?

- Ahahahhahahhahah! Ma dai! Perdonami, ti ho riconosciuto solo adesso. D'altronde, non sono affatto abituata a vederti VESTITO....

Potete immaginare la reazione di LEI: prende LUI per un gomito e se lo porta via, sibilandogli all'orecchio qualcosa di poco carino, senza lasciarmi nemmeno il tempo di spiegarle che, al più, ero abituata a vederlo in COSTUME...

Situazione n. 2:

Location: Marina di Ravenna, Duna degli Orsi, estate.

(il continuo al prossimo post).
giovedì, 16 ottobre 2008

Fraintendimenti

- Allora, Lei deve sapere che blablablablablablabla... e, quindi, blablablablablablabla... poi, in aggiunta, blablablablablablabla... infine, blablablablablablabla.... pertanto...  no... qui mi fermo sul più bello...

- Come tutti gli uomini, del resto.

Ecco, esattamente in questo punto il mio interlecutore è diventatato paonazzo.

"Eccalà" - ho pensato - "socmel, che culo! Ale, devi aver beccato l'ennesimo eiaculatore precoce. Ora, però, mantieni la faccia da culo, và, che è meglio".

Cambiarebbe qualcosa se vi dicessi che QUESTA figura di merda l'ho fatta ad un colloquio di lavoro?

Immmagino di no, vero?

Forse dovrei imparare a tenere a freno la lingua.

Forse.

Ma, d'altronde, quel lavoro non era abbastanza maturo per me.

Come disse la volpe dell'uva, insomma.
mercoledì, 03 settembre 2008

Tanto per non smentirsi mai.

Ieri sera mi sono recata ad assistere alla presentazione di un libro.

Avete presente come si svolgono le presentazioni dei libri, no?
Gli autori seduti al tavolo, il relatore introduce il libro e rivolge le domande agli autori.

Di solito, almeno.

Ebbene, in questo caso il relatore tutto faceva tranne che porre delle domande intellegibili agli autori.
In compenso, però, ci deliziava con la sua personalissima visione del tema trattato nel libro.

Forse avrete intuito che non sono esattamente una donna paziente.
"La pazienza è la virtù dei morti" potrebbe essere il mio motto.

Pertanto, dopo un quarto d'ora circa di monologo senza capo nè coda, mi sfugge un minuscolo, sussurato, "sì, vabbè, ma la domanda qual'è?" tra me e me.

Peccato che, evidentemente, non fosse poi tanto minuscolo.
Nè tanto sussurrato.
E meno che mai tra me e me.

Freeze.

Il relatore si interrompe.
Tre volti dal palco mi fissano.
Il pubblico si volta a guardarmi.

Relatore: "Ha detto qualcosa?"
Io: (merdamerdamerdamerdamerda) "Uh? No no... ecco... è solo che... insomma, se devo essere proprio sincera, non ho capito la domanda...".

Conoscete il famoso sguardo di compatimento della serie "poverina, è DEFICIENTE, non infieriamo"?.
No?
Bè... Io adesso sì.

Ora ditemi voi come è possibile che io riesca sempre a dire/fare la cosa sbagliata nel momento sbagliato.

Ditemi.
Voi.
Come.
Diamine.
E'.
Possibile.
Cazzo.
giovedì, 24 luglio 2008

Aguzzate l'ingegno

Alla luce del post precedente, poichè ho recentemente appurato l'elevata intelligenza e cultura dei miei lettori (non che avessi dubbi in tal senso, sia chiaro, ma l'Italia è il paese delle certificazioni e senza un pezzo di carta che attesta che tu sei tu e pure intelligente, tu non sei nessuno. E pure un nessuno un pò stupido, peraltro), mi pare d'uopo proporvi qualcosa che sia al vostro livello intellettual-culturale e che - per me - è diventato il tormentone degli ultimi mesi.

Il gioco della "crittografia mnemonica" consiste nel ritrovare, da una data espressione stimolo, la giusta espressione risposta, attraverso procedimenti e meccanismi logici di vario genere: il solo aiuto è rappresentato da un diagramma numerico che riporta il numero delle lettere delle parole costituenti la frase risolutiva.
Potrebbe sembrare un gioco per niente facile, ma basta solamente un po' di esercizio.

ESEMPI:

Stimolo: "cucchiaino"

Diagramma numerico: 5; 6; 2; 13

Soluzione: "mezzo minuto di raccoglimento"


Stimolo: "maiali sul divano"

Diagramma numerico: 5; 6

Soluzione: "porci comodi"

A seguire vi propongo, quindi, un pò di Campanellinografie.

Forse non sono del tutto corrette; il grande Stefano Bartezzaghi, alla lettura, probabilmente si rivolterebbe nella tomba.

Se fosse morto, naturalmente.

Tuttavia, se riuscirete ad indovinare le soluzioni penetrando negli oscuri e contorti meandri della mia graziosa testolina, significherebbe che... bè...

... che siete all'altezza di leggere questo blog, per esempio.


O che vi serve un valido psicologo, in alternativa.

Pronti?

Via.

LO SUGGERISCE ADAMO AD EVA (8, 2, 6)

A PALAZZO PITTI NUOVA COLLEZIONE ESTATE INVERNO 2008
(3, 2, 4, 3, 2, 5, 8)

DIMAGRIRE (8, 6)

CITARE IL TESTIMONE (8, 1, 5)

PARTE DI RICCARDO E' SCAPPATA IN SCANDINAVIA (1'1, 3(2), (3)6, 2, 9)
lunedì, 30 giugno 2008

Ditemi voi se questa non è sfiga.

- Alla fine cosa ti hanno detto? Ci riesci ad andare al campo scuola, nonostante lo stage?
- Pare di sì.
- Ma dai!!! Sono contenta per te! E dove andate, di bello?
- In provincia di Aosta.
-
In provincia di Aosta???? Scusa se mi permetto, ma che senso ha? Sarebbe come organizzare un campo scuola a Molfetta!
- Infatti l'anno scorso siamo andati a Molfetta....

Ale, tu stare zitta mai, eh?

E, soprattutto.

Dove diavolo è Molfetta?
sabato, 03 maggio 2008

Illuminazione

Facciamo un salto indietro.
Mancava ancora che postassi questa conversazione telefonica, risalente ad una domenica pomeriggio di metà febbraio 2008 circa.

Che - prima di oggi e per una serie di ragioni che sarebbe lungo spiegare (ovvero, la persona cui si fa riferimento al termine della conversazione passava spesso di qua) -  non potevo pubblicare e che poi, invece, tra mille impegni ed altri post è rimasta in cantiere.

Tuttavia, rispecchiando detta conversazione appieno la mia personalità - beninteso, nelle già appurate qualità di coerenza, costanza e convinzione nelle scelte di vita - non potevo certo lasciarmi sfuggire l'occasione di rendervene edotti.

Della serie: quando non hai nulla di nuovo da scrivere, rinvanga il passato.

Bene. Andiam pure.

- Ciao bimba, come stai?

- Benissimo, grazie.
- Ah. Uhmmm... ne sei sicura, Ale?
- Sicurissima. Giorgia, lo so che ti parrà strano e che al termine di questa telefonata chiamerai la neuro...
- Ale, se è per questo la chiamerei anche subito, mi  è sufficiente sentire il tuo tono di voce sovraeccitato. Ma sentiamo...
- Ecco. Quello che ti dirò ha senso solo se ti ripercorro per un attimo i vari stati d'animo che si sono succeduti a partire da stanotte...
- Ommiodio. Ale, ma è possibile che tu debba sempre prenderla da Adamo ed Eva.?
- Eddai, ascolta. Sai bene che Tizio stanotte mi ha mollata telefonicamente. Inoltre, sai bene con che scusa. Ora, stanotte ero un filino agitata...
- Un filino?
- Ok, forse più di un filino. Comunque, nell'ordine: stamattina mi sono svegliata incazzata come una pantera con la rabbia. La malattia, non lo stato d'animo.
- Eh, mi pareva...
- Poi ho cominciato a ragionare sull'illogicità di quanto mi ha detto. Mi ha accusata di essere troppo coinvolta ma, onestamente, visto e considerato che ci frequentavamo da un mese e ci saremmo visti - sì e no - quattro volte e visto e considerato che gli ho dato diversi bidoni, insomma visto e considerato tutto, mi è parso un modo di rovesciare su di me quella che, in fondo, altro non era che una sua decisione.
- Infatti....
- Al punto che mi è persino venuto il dubbio di aver capito male
quanto mi ha detto ieri sera. Anche perchè, come sai, ho interrotto immediatamente la conversazione con un rapido "ne parliamo in un altro momento". E poichè lui, oggi, non si è fatto vivo,  ho pensato bene di affrontare la situazione e fare l'unica cosa che mi avrebbe tolto ogni dubbio.
- L'hai chiamato?
- Non proprio. Prima ho chiamato la mia amica e mi sono fatta fare i tarocchi. Poi, visto che questi ultimi mi davano ragione, l'ho chiamato.

- No! E quindi???
- E quindi gli ho chiesto di ripetermi quanto mi ha detto stanotte per telefono. Per farla breve, ha ribadito e blaterato qualcosa in ordine ad un mio presunto eccessivo coinvolgimento e mi ha dato conferma che avevo bene inteso. A quel punto non ce l'ho fatta più e l'ho fermato, dicendogli: "Guarda, interrompiamo questo strazio. Ho colto il concetto di fondo e concordo con la tua decisione di smettere di frequentarci. Avrei solo gradito che tu avessi avuto il coraggio di comunicarmi il motivo reale, invece che millantare di un mio improbabile coinvolgimento che stride con quanto realmente avvenuto. Anche perchè, questo, mi ha addirittura portato a domandarmi se fossi stata IO ad aver  male interpretato quanto mi hai detto stanotte o se fossi TU ad essere completamente matto. Ora, tu convieni con me che non ho compreso male. Lascio a te tirare le conclusioni".
- Ahahahhahahhahahah, gli hai detto così? Non ci posso credere...
- Sì. E che cavolo, Giorgia. Mi va bene tutto, ma per favore non nascondiamoci dietro ad un dito. Se vuoi concludere una storia sforzati - quantomeno - di trovare una scusa credibile, no?
- Hai ragione. E, quindi, ora tu stai bene perchè hai concluso questa storia che, se ben ricordi, ti avevo consigliato di non iniziare neppure...
- No, ovviamente no. Sto bene perchè tutto questo mi è servito per capire di essere innamorata.
- DI TIZIO??????
- Ma sei impazzita? Ma ti pare possibile???
- Ah, scusa se te l'ho chiesto, visto che stanotte eri in lacrime per lui. Anche se, come ti ho detto stanotte, non ti ho certo visto così coinvolta al punto da avere quella reazione...
- Odio quando mi prende la cassa triste...
- Ah ecco, mi pareva... e quindi di chi saresti innamorata?
- Ma di Caio! Ovvio, no???

Scusate, ma voi non lo trovate altrettanto ovvio?
Che c'è di strano, mi chiedo?

- IO LO SAPEVOOOOOOOOOOOOO!!!! Guarda, Ale, non chiamo la neuro solo perchè lo sapevo! Ora, quindi, dirai a Caio che sei finalmente giunta a patti con la circostanza che ne sei innamorata ?
- Uh..... Ecco. Veramente ci sarebbe un piccolissimo problema su cui ho assolutamente bisogno di un tuo consiglio...
- Ovvero? No, Ale, non dirmelo. Ti prego, non dirmi che dopo aver chiamato me stanotte, hai chiamato Caio e hai pianto con lui per Tizio...
- No, certo che no. O meglio: non DOPO aver chiamato te. PRIMA, naturalmente.
- Aleeeeee, cristo!!!!!
- Giorgia, pensi seriamente - conoscendomi - che mi sarei lasciata sfuggire così l'occasione di interpretare Eleonora Duse attaccata alle tende? Bimba, per piacere, non mi sgridare, che già
è difficile così. Senti, piuttosto: dici che se gli dicessi ora che ne sono innamorata potrei risultare poco credibile?
  - Dopo che gli hai scassato le palle alle 2 del mattino e dopo che gli hai pianto al telefono per un altro? Ma no, certo che no... Ale, attendi un attimo in linea. CHE ORA SI' CHE LA CHIAMO, LA NEURO!!!
mercoledì, 16 aprile 2008

Ieddabesta

Evvabbè. Andiam pure con l'ennesima figura di merda, che tanto lo so che se passate di qua è solo perchè la aspettate con trepidazione.

Dovete sapere che, nelle tre sere di spettacolo del musical EIRSPREI, noi trenta attori avevamo a disposizione tre camerini: due di questi erano destinati alle donne e l'ultimo agli uomini.

Considerato, tuttavia, che i maschietti del musical erano solamente sei, ne consegue necessariamente che i due camerini delle fanciulle fossero leggermente sovraffollati.

Per non tacere del fatto che, in quello che "tecnicamente" sarebbe dovuto essere il mio camerino, il rapporto quantità di lacca (non a caso il titolo del musical è HAIRSPRAY) - quantità di ossigeno nell'aria fosse tale da poter fare invidia ad un parrucchiere degli anni '60. Ogni volta che mi trovavo a dover entrare lì dentro a farmi cotonare i capelli rischiavo seriamente di battere il record mondiale di apnea.

Quindi, alla luce di quanto sopra, sin dalla prima sera, 
bella come il sole, con aria indifferente e grande nonchalanche, senza chiedere nulla a nessuno mi piazzo direttamente nel camerino dei ragazzi.

Chiamatemi scema.

Lo stato di grazia è purtoppo durato poco perchè, quasi da subito, sento bisbigliare nei corridoi:

- Ma perchè c'è una donna nel camerino degli uomini?

Azz!
Beccata!

Niente panico.
Tiro fuori la mia migliore faccetta da culo, mi volto orripilata e rispondo:

- DOVE, DOVE? AAAHHH, ECCOLA!!!!


edna
- EDNA?
COSA CI FAI TUUU QUI DENTRO? FUORI!!!!

A volte l'intraprendenza paga.

Anche se, prima o poi, riscuote anche.

Insomma, dopo essermi beata per tre giorni della seminudità di cotanti bei fanciulli, arriva il momento in cui mi trovo a dovermi cambiare di fronte a tutti i componenti maschili del camerino; in particolare, a dover sfilare i leggins per infilare i jeans.
Con tanto di perizoma sotto, ovviamente.

Sarà stata la stanchezza, sarà stata l'euforia della fine del musical, fatto sta che in quel momento il mio cervellino ha elaborato un'unica soluzione: posizionati spalle al muro e cambiati rapidamente.

Bene.

Peccato che non avessi considerato un trascurabilissimo dettaglio.

Dettaglio, questo, che mi è sovvenuto in tutta la sua drammaticità solo quando, nel silenzio più totale di sei persone che facevano palesemente finta di nulla, la mia amata Edna se ne è uscita con un:

- QUANTO ADORO I CAMERINI CON GLI SPECCHI ALLE PARETI...

MA PORCA PUT@@@NA!!!


Pertanto visto che, probabilmente, se non mi avesse avvertita non me ne sarei mai accorta e visto che mi ha fornito materiale per la redazione del presente post, mi pare ora doveroso un mio personalissimo tributo ad Edna (che mi ha pure fatto sciogliere confessandomi che era contento di essere in quel camerino perchè c'ero io... ETTECREDO!) e quindi...  via con il karaoke.
Per facilitarvi nel canto ho riportato qui sotto entrambe le versioni ufficiali del testo della canzone YOU CAN'T STOP THE BEAT.




Versione Ednese-Dronese

EDNA
Iu canstop miappiness
cassaliche ze wai ai em
Enniagiast chenstop minaif en forc
Uennasii ze crismas eem
Soiffffiu don liche zewwai alluc
well iggiast dongiveadeem

EDNA & ENSEMBLE
Cose ze word chispinnin raun e raun
En mai art chipintime
to de spid of sound
Avaslost tilaord dedreams
tena fan mai uai!

EDNA & COMPANY
Iu kenstop de bit

evrisinse olllvor beghen
Auoman fanaut tifsci sciucchi scic scieiccapamen
Enso iaigonna sciecchenscimmi
iedabbesta acchentodeeiiiii
Iu kenstop de…
moscion ofdeoscian
Offdesonna adescà
icauonda iffiuuanna
Bata nev ed as uai
endeffiutrai tolmedaun
Imgonna spittiniurais ensee
iu ken stop de bit

Versione inglese

EDNA
You cant stop my happiness
Cause i like the way i am
And you just can't stop my knife and fork
When i see a christmas ham
so if you don't like the way i look
Well, i |ust don't give a damn!

EDNA & ENSEMBLE
Cause the world keeps spinning
Round and 'round
And my heart's keeping time
To the speed of sound
I was lost til i heard the drums
Then i found my way

EDNA & COMPANY
'Cause you cant stop the beat

Ever since this old world began
A woman found out if she shook it
She could shake up a man
And so i'm gonna shake and shimmy it
The best that i can today

Cause you cant stop
The motion of the ocean
Or the sun in the sky
You can wonder if you wanna
But i never ask why
And if you try to hold me down
I'm gonna spit in your eye and say
That you cant stop the beat!

DAI, DI NUOVO, TUTTI INSIEME!!!
venerdì, 28 marzo 2008

Who's who

Parliamo di presentazioni. 

No, non di power point.

Avete presente le classiche situazioni in cui ci si ritrova in mezzo a persone che non si conoscono e si viene presentati dal padrone/a di casa o dall'accompagnatore/trice, no?

Ebbene, in quei casi raramente accade di dover specificare a quale titolo si è presenti in quel determinato contesto. Generalmente succede che si venga presentati con il nome, a volte anche con il cognome, al massimo con il titolo di studio, e bona lè. Se poi qualcuno è curioso di sapere in che rapporti sei con gli altri partecipanti all'evento, tutt'al più può capitare che questo qualcuno si informi - discretamente beninteso - domandandolo al padrone di casa in separata sede.

Ecco, appunto.

Recentemente mi è invece capitato, per ben due volte a distanza di pochi giorni, di sentirmi domandare a bruciapelo: E TU CHI SEI?

Ebbene, presa alla sprovvista, la prima volta mi sono ritrovata a blaterare qualche frase senza senso. Poi ho passato la notte successiva all'evento a prefigurarmi delle possibili risposte, in modo da non essere mai più colta in contropiede.

La mia testolina ha pertanto elaborato le seguenti ipotesi di risposta.
Naturalmente, sono graditi consigli e variazioni sul tema.

DOMANDA: E tu chi sei?

RISPOSTA:

A) (Compita) Polizia. Favorisca patente e libretto, prego.

B) (Formale) Piacere, sono il Comandante. Le uscite di sicurezza sono di qua, di là, di lì e di qui.

C) (Indignata) Chi sono? CHI SONO??? Non vorrà seriamente sostenere che non mi ha ancora riconosciuta? Ma dove è vissuta sinora, se è lecito saperlo?

D) (Confusa e vacua, traendo lentamente un fogliettino dalla tasca e prendendo a leggerlo con evidente fatica) Mi chiamo Alessia, ho 31 anni, soffro di vuoti di memoria a breve termine e sono uscita per comprare due zucchine e quattro carote.

E) (Cospiratoria) Spiacente, mi è vietato svelarlo, appartengo al programma protezione testimoni.

F) (Declamante e filosofeggiante) Non conosco me stessa. Sono chi sono e non presumo di essere di più.

G) (Stizzita) Credo che per prima cosa debba dirmi chi è lei. Perchè? Perchè sì, ecco perchè.

H) (Garrula) Ma come, non si vede? Una fata, naturalmente. Dove ho messo le ali??? Ammazza, che puntigliosa... SONO IN BORGHESE, VA BENE???!!!

Due giorni dopo si ripresenta la medesima scena.

LUI: Tizio, ti presento Alessia.
IO: Piacere.
TIZIO: Piacere. 

Poi rivolgendosi a lui: E LEI CHI E'?

Aridajje.

Mi ripiglia il panico.

IO: Ecco, uhmmm...
LUI: Alessia è una collega...
IO: Sì, appunto, lo so che non si direbbe, in effetti, per come sono vestita in questo momento ma in realtà sì, sarei un avvocato ..
LUI: Un'amica...
IO: Sì infatti sono amica di Caia da lungo tempo e con l'occasione ho conosciuto anche l'intero entuorage dello studio e quindi ...
LUI: E la mia quasi fidanzata...
IO: Ehmmm.... sì, stiamo contrattando...

Ora io mi domando.
Che diavolo significa QUASI fidanzata?

La mia amica sostiene che si è quasi fidanzate finchè non perviene un anello di Bulgari ad attestare il contrario.

La mia amica sostiene anche che non posso suggerire un bonifico bancario per l'equivalente monetario di detto anello in cambio dello stesso.

E io che la trovavo comunque un'idea così romantica...
sabato, 22 marzo 2008

Risciacqui

Sono oltremodo fiera ed orgogliosa di potervi finalmente svelare il mistero.

Ecco a cosa mi serviva realmente il bambolo gonfiabile (per chi si collega solo ora, maggiori informazioni qui e qui)....

Buona visione e buona Pasqua a tutti, miei cari.





sabato, 16 febbraio 2008

Musical, che passione!

Come molti di voi già sapranno, questo è il quarto anno consecutivo che seguo un corso di musical. 

Il musical che metteremo in scena quest'anno sarà una rivisitazione del noto HAIRSPRAY

Rivisitazione, appunto. A partire dal titolo: EIRSPREI. Che già ve la dice lunga.

EIRSPREI è uno spettacolo che vede l'unione di tre gruppi: il corso di musical secondo anno, il corso di musical quarto anno ed il corso di musical primo anno (questi ultimi spalmati tra il gruppo del secondo e quello del quarto).

Noi del quarto anno siamo considerati - da quelli del secondo - "quelli bravi". Quelli che hanno già imparato tutte le coreografie e che le realizzano pressapoco tutti assieme, con scarti di pochi secondi.

Modestia ci impone, chiaramente, di minimizzare di fronte a tanti complimenti ma segretamente, dentro di noi, gongoliamo.

Ieri sera lezione di musical, dove viene montata la coreografia della canzone finale, vale a dire la chiusura del musical.

Il pezzo forte, insomma.

In questa coreografia è previsto che tutti i trenta attori del musical siano sul palcoscenico a cantare e ballare divisi in tre gruppi: un corpo centrale, formato dai ragazzi del secondo anno (16 persone) e due ali laterali, ognuna di sette persone (che saremmo poi noi del quarto anno).

Ebbene, succede che durante la prova finale della coreografia, l'intero quarto anno si blocchi improvvisamente. All'unisono. Le ali laterali del corpo di ballo ferme per una quindicina di secondi circa, mentre il gruppo centrale continua a ballare. 

Quattordici persone assolutamente immobili che si guardano tra di loro con il panico negli occhi. 

Quattordici persone che, improvvisamente, ripartono all'unisono come se niente fosse.

A coreografia conclusa, l'insegnante di danza si avvicina, stupito e perplesso, interrogandoci su cosa  sia successo.

Abbozziamo qualche scusa ma la verità è un'altra.

Come facciamo noi del quarto a ricordarci i passi sin dalla prima volta che viene montata una coreografia?

Ebbene, il trucco è semplice.

Tutti noi  guardiamo sempre e comunque un'unica persona; lei memorizza i passi, noi copiamo pedissequamente. Sinora questa tecnica ha funzionato egregiamente.

L'unico inconveniente? Quanto avvenuto ieri sera.

Ovvero. Se si ferma lei siamo, letteralmente, FOTTUTI.

Questo per dire che, se dovesse succedere il giorno dello spettacolo, vi indicheremo a chi tirare i pomodori.