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mercoledì, 20 maggio 2009

Lei

20 maggio 2009.

Un anno fa
, a Bologna, oggi, non ha mai smesso di piovere.
Come se anche il cielo avesse voluto unirsi al nostro dolore.

Oggi, a Bologna, splende il sole ed il cielo è limpido.
Come se anche il cielo volesse ricordarla per quello che era: solare e limpida.

Lei.
Che sempre c'è e sempre ci sarà.

Lei.
Che sempre sarà la nostra Gioia.

Gioia
Nei suoi splendidi occhi era riflesso suo marito.
Ora è Lei a essere riflessa nei nostri occhi ed in quelli del suo bimbo.

Mi manchi, Gioia.
Mi manchi come il primo giorno.
Quel maledetto giorno di un anno fa.
lunedì, 06 ottobre 2008

Oggi ti ho vista.

Eri seduta ad un bar.

Anzi, no.

Eri seduta al bar dove eri solita pranzare assieme ai tuoi colleghi.

E ridevi.

Quella risata cristallina, coinvolgente, irresistibile.

E' stata proprio quella risata che mi ha fatto fermare, mentre camminavo dispersa nei pensieri sul lavoro e sulle cose da fare.

E' stata quella risata che mi ha fatto voltare. E vedere il tuo sorriso.

E la testa è partita: "Ehy, ma dai, c'è Gioia, ora la vado a salut...".

Poi, la doccia fredda.

Non eri tu.

Nè, d'altronde, avresti potuto esserlo.

Tutto questo per dirti che mi manchi ancora, giorno dopo giorno. E che non smetto di pensarti, piccola.

Forse, il vero angelo, l'ho visto solo oggi.
postato da campanellino77 alle ore 18:32 | Permalink | commenti (29) / commenti (29) (pop-up)
categoria: riflessioni, gioia, in punta di piedi, dubbi, facciamoci del male, a cuore aperto, evvabè


domenica, 25 maggio 2008

23 maggio 2008

La chiesa era gremita.
Si faceva persino fatica a passare, tante le persone presenti.
Il giusto tributo per la persona  speciale che sei: te la meritavi proprio, una funzione tanto splendida. Resa tale, soprattutto, dalla immensa partecipazione della gente. Strano a dirsi, di un funerale, vero? Eppure non è così per tutti. Diciamocelo, e cerchiamo di non essere inutilmente democratici.

Non tutti sono speciali. Tu lo sei sempre stata. Punto. A prescindere dal fatto che il destino ti abbia riservato un simile, tragico, epilogo.

Un grido si levava, unanime, lì dentro: perchè? Perchè proprio tu, tra tanti? C'è qualche ragione? Se sì spiegatemela, vi prego, che io proprio non riesco a comprenderla. Dov'è la giustizia, dove?

Persino il prete, un ragazzo giovane e bello, che so esserti stato accanto in questi ultimi mesi di calvario, ha confessato - tra le lacrime - di non avere alcuna risposta a quella domanda.

"E' il momento più difficile del sacerdozio. E' il momento che fa vacillare la fede".

Come dargli torto, del resto?

C'erano tutti.
Ma proprio tutti, sai, Gioia?
Come in tante occasioni felici - Natali, Santo Stefano, matrimoni, battesimi - che abbiamo condiviso assieme per oltre dodici anni.

Erano tutti lì per te e per tutti i sorrisi che hai regalato nella tua vita, per la tua forza, per la tua bellezza, per la tua intelligenza, per la tua simpatia irresistibile, per la tua saggezza condita da ironia.

Mi sono riscoperta a cercarti tra la folla, incapace di accettare che tu fossì lì, dentro quella bara al centro di quella grande chiesa.

Vedere la tua famiglia, quella stessa famiglia che mi ha accolta e cullata per tanti anni come una figlia, stretta attorno alla tua bara è stato un lacerarsi dell'anima.
Vedere tua sorella, che mi chiedeva una sigaretta preoccupata che, mentre fumava, "le portassero via la sorella", che mi chiedeva se ci sarei stata, se ti avrei accompagnata sino alla fine, fino a tutta quella terra che ti hanno buttatto addosso. Ogni zolla di quella stessa terra è stata un colpo al cuore.
Vedere tuo marito, sapere che non è arrivato neppure a festeggiare il vostro terzo anniversario di matrimonio. Un amore come il vostro non meritava certo una simile fine.
Vedere tuo fratello, che ha attraversato la chiesa per abbracciarmi e che, solo davanti alla tua tomba, mi ha stretta forte e si è abbandonato ai singhiozzi. Sentire rafforzare l'amore che ho sempre provato per lui, sentirsi lacerare nell'impossibilità di alleviargli questo dolore. Devi essere fiera di lui. Ha scelto un posto davvero splendido per farti riposare, sai? Con un albero tutto tuo, uno degli alberi più belli che io abbia mai visto.

Vedere le tue amiche. Quanti ricordi di voi assieme, il quartetto inseparabile dei tuoi vent'anni. Quanto è stata dura vederle, venerdì, sedute sul prato accanto alla tua tomba.
Manca Gioia.
Questo è quello che abbiamo pensato tutti, credo.


Dei tuoi genitori non riesco neppure a parlare.
Non posso neppure immaginare l'immensità del loro dolore se a me, che ti ho sempre considerata una "sorella acquisita", fa tanto male, se io per prima non riesco a farmene una ragione.

C'eravamo tutti ed eravamo tutti lì per te.
Mancava solo il tuo bimbo, quel miracolo che sei riuscita a compiere nonostante la malattia. In culo alla morte, ci hai lasciato un tributo alla vita. Ma hai sempre fatto tutto bene nella vita, tu.

Nonostante tutto, venerdì c'eri soprattutto tu.
Tu, che sempre ci sarai.

Nel nostro cuore, nella nostra anima, sei e
sempre sarai la nostra più grande Gioia.

Gioia
martedì, 20 maggio 2008

20 maggio 2008

Che pare un giorno come un altro.

Eppure no.

Eppure oggi, con te, se ne è andato un pezzo di vita.
Eppure oggi, con te, se ne è andato un pezzo di cuore.

Eppure oggi, senza te, non ha smesso di piovere.
Mai.
Come se anche il cielo volesse unirsi al nostro dolore.

Ed oggi -  e domani -  hai lasciato e lascerai nella nostra vita un vuoto incolmabile.  Un vuoto colmo di ricordi indelebili.

E da oggi - e da domani - questo è e sarà un mondo peggiore in cui vivere.

E non riuscirò mai a far capire a chi non ha avuto la fortuna di conoscerti il perchè.

E' dura.
E' dura, Gioia.

E quindi, ora, è forse solo ora di salutare.
E quindi ciao.

Ciao, piccola.
Con tutto il cuore, ciao.

Sei stata una delle persone più belle all'interno della mia vita.
Spero che tu lo sappia.
O che, dovunque tu sia, possa comunque saperlo.

Mi mancherai.
Mi mancherai, cazzo.
postato da campanellino77 alle ore 23:10 | Permalink | commenti (25) / commenti (25) (pop-up)
categoria: gioia, in punta di piedi, a cuore aperto