
Tu.- Trillina, ma ancora ignori che l’uomo ideale è quello che guarda solo le figure?
- No , non lo ignoro. Sto cercando di farmene una ragione.



Sarà che è estate.
Sarà che sono in ferie, che c'è il sole, il mare, un sacco di bella gente, che la vita mi sorride*(1) e il cervello è in vacanza**(2).
Insomma, dato che è giunta l'ora di aggiornare il blog, ho pensato****(4) di semplificarmi questa vita tanto sorridente e quindi copiar... trarre libera ispirazione dal seguente post.
Per dimostrare - una volta per tutte - che non affatto è vero che le donne siano più complicate degli uomini. Anzi.
1. Hai ragione.
2. Hai ragione.
3. Hai ragione.
4. Hai ragione.
5. Hai ragione.
6. Hai ragione.
7. Hai ragione.
8. Hai ragione.
9. Non vedo l'ora di vederti indossare quest'abito Donna Karen da 3.000,00 euro, cui naturalmente abbinare quei sandali Prada là in fondo, solo per poterteli sfilare lentamente e senza rovinarli come preludio di una notte di passione . Hai niente in contrario se uso la mia carta di credito per soddisfare questo mio desiderio?
10. Ti ho mai detto che hai ragione?
(1) * Mentre alza il dito medio, ma questaèunaltrastoria.
(2) ** Perchè il criceto ha deciso di ammutinarsi godendosi una bella birra ghiacciata, titillato dal venticello fresco che proviene dallo stratosferico frullamento di zebedei degli ultimi giorni maquestaèancoraunaltrastoria, invece che provvedere a girare la rotellina che attiverebbe le sinapsi utili per la redazione di un post qualunque*** (3).
(3)*** E ho detto un post qualunque, mica da premio Pulitzer. Persino uno sulla Pierelli che stava per crepare a seguito di un'operazione di liposuzione andata a male e che si è salvata grazie al rosaio di Giovanni Paolo II. Quando fai così mi verrebbe voglia di attivarmi per una petizione pro abbandono autostradale di animali, cricetide insulso e ignorante. Sì, hai sentito bene, ho detto ignorante. Che lo so benissimo che non hai la più pallida idea di chi sia la Pierelli.
(4)**** Non che la circostanza che il reato di plagio sia stato depenalizzato da un paio di anni possa rivestire un qualche rilievo in tal senso, sia chiaro.
Io molto molto piascere essere qui vostra bella terra.
Io Svetlana, polona di Polacchia.
Io molta bbionda molta bbbella molta tanta molta azzurra occhi.
Io ammarre vostra terra piena di ammorre tanto ammorre tutto ammorre.
Io ammarre italiano bello tutto bello grazie grazie.
Tu ammora Svetlana sì?

Ovvero.
Trovandomi qualche giorno fa a cazzeggiare nel forum del teatro, presa da un attimo di malinconia (leggasi sconforto) mi sono trovata a spolverare discussioni di due anni fa, circa.
Ebbene, tra le altre, ce ne è una aperta da me ed intitolata ZITELLE AMBITE (come il tag qui a sinistra, sì) e, mentre la scorrevo, mi sono apparsi i post che riunisco qui sotto, un pò modificati per questioni di forma ma non di contenuto.
Questi si inseriscono, temporalmente, pochi mesi dopo da che mi ero lasciata con il fidanzato storico (storia decennale), quando mi trovavo a rapportarmi con l'altro sesso - senza averne la benchè minima voglia, peraltro - senza poter più utilizzare la classica, bieca e banale attenuante al due di picche del "scusa, sai, ma sono fidanzata". In effetti fu un trauma, lo ammetto.
Allora ancora mi ponevo il problema di cercare di far capire alle persone di non essere assolutamente intenzionata ad uscirci senza urtarne la suscettibilità nè apparire, nell'ordine o alternativamente, stronza, ambigua e/o antipatica. Poi mi è passata, tranquilli.
Come se non bastasse, la persona in questione era il classico migliore amico della seconda migliore amica della mia migliore amica.
Belloccio, quello sì, ma con lo sguardo della mucca che sta per essere investita dal treno e con la medesima carica erotica.
Comunque. Avete presente quelle situazioni in cui le tue amiche cercano di appiopparti qualcuno a tutti i costi e tu NON puoi limitarti ad un semplice e diretto "non mi piace" perchè rischi di creare un incidente diplomatico con drammatiche ripercussioni a catena, no?
E' dunque buona regola ricordarsi di non uscire MAI con le amiche che ti dicono: "dai, stasera si fa questo e quello, vieni anche tu che ci divertiamo, non puoi assolutamente mancare".
Leggere sempre tra le righe, soprattutto in caso di abuso di espressioni quali "assolutamente".
Nel caso specifico, in aggiunta all'estrema tristezza dell'intera situazione, costui si era lasciato da meno di due settimane dalla fidanzata storica che abitava due piani sopra di lui e che, ovviamente, incrociava tutti i giorni soffrendo come un cane.
Per restare in tema di animali, ricordo che al primo e, di fatto, unico incontro (grazie al cielo in gruppo con le suddette amiche) mi mostrò con occhio lucido la foto della gatta che aveva in comunione con la ex, come un marito tradito ed abbandonato avrebbe potuto mostrare la foto della figlioletta neonata:
- Guardala!!! Non è bellissima?
- Veramente mi pare un gatto normaliss... ehmm....... no, no, ma che dico, si vede subito che deve essere tanto ... uhm... intelligente, ecco, sì....
Ora non starò certo a raccontarvi di come quella sera le mie amiche si siano dileguate per fare in modo che fosse lui a riaccompagnarmi a casa. E neppure vi racconterò che la batteria della sua macchina decise di morire proprio sotto casa mia, quasi a costringermi a farlo salire (piuttosto gli avrei piantato la tenda sotto il portico di casa). Non ho neppure intenzione di parlarvi del fatto che, quando quella notte provammo entrambi disperatamente a recuperare telefonicamente le reciproche amiche per emergenza cavetti, le stesse decisero di comune accordo di non rispondere perchè pensavamo che le stessimo chiamando per raccontare loro l'esito della serata. No, vorrei andare oltre a questa simpatica situazione e continuare il racconto.
Insomma, già la sera successiva a quella drammatica serata, l'amico telefona per invitarmi al cinema. A me. Che odio il cinema, peraltro.
Declino gentilmente adducendo come pretesto il raffreddore e un'udienza importante in mattinata. Già, a mio avviso, a quel punto avrebbe dovuto capire: voglio dire, ti sembra che se un minimo mi piaci mi faccio dei problemi per il raffreddore? Ma per piacere.
- Va bè, dai, sarà per la prossima volta. Ci sentiamo in settimana, ti chiamo io, ok?
Come non detto: richiama la sera successiva.
Prendo la situazione in pugno: nascondo il cellulare sotto il piumone e non rispondo. Insiste imperterrito per tutta la serata: il cellulare resta, imperterrito, sotto il piumone per tutta la serata.
Richiama la mattina successiva: rispondo.
Mi invita a pranzo, invento un impegno, mi invita a cena, peccato ho teatro, propongo io un caffè in mattinata così finalmente chiarisco e pongo fine allo strazio, non può è impegnato in studio, rilancia con un pranzo il giorno dopo, gli dico che gli farò sapere (ti chiamo io eh?). Come no. Passano due ore e richiama: gli rispondo... male!
Tenore della telefonata:
- Dimmi! (neppure un "pronto?")
- Ti disturbo?
- Sì, sto lavorando.
- Ah, scus...
- Se è una cosa urgente, dimmi pure!
- Volevo sapere come è andata la mattinata (cavolo, sono passate solo 2 ore, forse meno, da che mi hai sentita, che posso avere fatto in due ore? Come vuoi che sia andata?!) comunque magari ci sentiamo dopo.
- Clic.
A quel punto pensavo che gliela avrebbe data su. Voglio dire, non credo che gli capiti tutti i giorni che qualcuno gli sbatta giù il telefono mentre sta ancora parlando (anche se, conoscendo il tipo, cominciava a venirmi qualche dubbio).
Ed invece no! La sera stessa mi invia ben due sms due in cui mi chiede a che ora avrebbe potuto chiamarmi l'indomani mattina (se non altro, l'esperienza insegna!) per metterci d'accordo per il pranzo. Pranzo che peraltro già mi aveva proposto durante una delle telefonate incriminate e che avevo liquidato con un:
- Non so ancora cosa faccio domani, se riesco ti faccio sapere.
Sottotesto: sì sì, come no.
Al che, perplessa, malinconica ma non del tutto scoraggiata, mando un sms con il seguente concetto:
- Guarda questo per me è un periodo davvero incasinato, sono sommersa da impegni, mi faccio viva io appena trovo un attimo, che magari ci prendiamo un caffè. Niente pranzi, niente cene, niente cinema. Un semplice caffè. Macchiato, grazie.
Messaggio chiaro, diretto, diplomatico, perfettamente comprensibile .
Appunto.
La sua risposta, in due parole:
- Preferisci uscire a cena giovedì o sabato?
A seguire il solito sbrodolamento. A quel punto cominciano a girarmi seriamente come una slot machine. Non riesco più a trattenermi e partono battutacce alla campanellino al suo massimo splendore di stronzaggine e presa per i fondelli.
- Sei una ragazza bellissima, credi a me!
- Ma dai, accidenti, dici davvero? Come sei originale! Sai, non me l'aveva mai detto proprio nessuno prima di te, di solito mi guardano e mi dicono "sì sì... scopabile..."
- Con te parlo benissimo, sei così simpatica...
- Questa mi pare una stronzata! Simpatica io? Ma se ti sto praticamente insultando! E poi simpatica non lo sono neppure in generale, figurati!
- Abbiamo così tante cose in comune, noi due..
- Ah sì? E quali sarebbero, di grazia? Ah , giusto, io faccio un corso di teatro e tu una volta sei entrato in un teatro, forse ...
Oh, io poi son tanto carina e gentile (che mi significano quelle facce?) ma dopotutto c'è un limite all'umana sopportazione. E quando c'è da essere stronza son stronza, eh. In conclusione: ha funzionato. E' sparito. Finchè non lo incontro casualmente dopo qualche mese dal Giudice di Pace. A dimostrazione che se sei stronza prima o poi la paghi.
Convenevoli vari.
- Ciao come stai?
- Bene, bene, e tu?
- Malissimo...
- (E ti pareva) che succede?
- Mi hanno rubato il motorino!
- Ah, mi dispiace!
- No, il problema è che me l'hanno ritrovato!
- Capisco (chissàcome sento che non è il caso di fare la prossima domanda ma) e perchè?
Lunga, analitica, dettagliata spiegazione.
- Ahah...mhmh...ma dai... ehmmm ora devo andar...
- E poi con la mia ex ...
Lunga, analitica, dettagliata spiegazione.
- Eh già... capisco...
- Quindi ti dicevo, mi ha detto che non si sente pronta a tornare con me ma sì insomma in realtà lei vorrebbe... sai è così sensibile.
- Sì... sensibile davvero (ovvero: lei ci stava provando con un altro e non sapeva ancora se questo ci sarebbe stato)
Insomma dopo una ventina di minuti di 'sto strazio ....
- Senti, allora poi quando hai finito con tutti i tuoi vari impegni di teatro, cerca di trovare il tempo di uscire con la cozza.
Avendolo accusato io, ai tempi della persecuzione, di essere peggio di una cozza abbarbicata allo scoglio (tanto perchè sono diplomatica, insomma), il senso della frase voleva essere: magari cerca di trovare il tempo di uscire con me.
Avendo io, in quel momento, oramai messo il cervello in stand by, penso (mi rendo conto, svelandovelo, di offrirmi al pubblico ludibrio ma tant'è):
- La cozza? Eh? Ahhhhhhhh! Starà parlando della sua migliore amica.. Mah, sarà un nomignolo, forse tra di loro si chiamano "cozza" e "cozzo".
E quindi, con tutto 'sto ragionamento, rispondo:
- Senti, allora poi quando hai finito con tutti i tuoi vari impegni di teatro, cerca di trovare il tempo di uscire con la cozza....
- L'ho vista sai? Siamo uscite una sera insieme per andare in fiera, poi ci ha raggiunte il suo ragazzo e blablablablabla ora devo andare ci sentiamo eh? Ciao ciao!
- Eh? ssssì, ciao...
Solo dopo un paio d'ore ho realizzato la tremenda figura di merda che avevo fatto. Spero solo che lei non abbia mai saputo che, per sfuggire al suo amico, le ho involontariamente dato della cozza...