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Ma come, non si vede? Un'Avvofata, naturalmente. Dove ho messo le ali???... Ammazza, che puntigliosi... SONO IN BORGHESE, VA BENE???!!!

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Ma nooooooo!!! Ma era un modo di dire! Azz...

Seconda avvertenza inutile

Alcune foto ed immagini inserite in questo blog sono state prese dalla rete e quindi ritenute di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori non citati nelle fonti avessero qualcosa in contrario alla loro pubblicazione, dovranno semplicemente comunicarmi che desiderano la loro rimozione.

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giovedì, 26 febbraio 2009

Polvere di fata, abusarne con prudenza. Istruzioni per l'uso.

Attenzione: leggere attentamente il foglietto illustrativo prima dell'uso.

Il seguente blog è composto da:

- Principi attivi: streptocimina polisfosfatoide, tirocimina polifluorata binaria, acido metaribovitaminico, tunzemina glucoacida, glactomina fosfata, pinzemina enzimosa, politimina glacuroide, prinfastefosi cellulare, grasfetamina tunzemata.

- Eccipienti: politetraclorotiobenzoazoimminobuprofenilditiazolone citrato, acqua e glucosio vitaminsterilizzato polizuccheratoide.

Effetti collaterali.

Il presente blog potrebbe dar luogo ad alcuni effetti collaterali, quali:

* Febbre;
* Nausea;
* Sonnolenza;
* Impotenza;
* Sindrome di Taunher;
* Morbo di Johnson;
* Patologia della suocera di Johson;
* Teorema di Archimede;
* Sindrome della Signora in Giallo;
* Sindrome del treno che scappa;
* Proprietà commutativa;
* Ipotiroidosi;
* Tua sorella;
* Sindrome di Giurato;
* Ipertiroidosi;
* Cecità;
* Otite;
* Blocco cardiovascolare;
* Allucinazioni;
* Carenza di ferro;
* Ipogoliardosi tincinata;
* Prosfrirordosi respiratoria;
* Irritazioni cutanee;
* Demenza senile;
* Morte cerebrale;
* Eiaculazione;
* Cedimenti ossei;
* Stato di coma permanente;
* Necrosi del miocardio;
* Lebbra;
* AIDS;
* Morte.

Nel caso in cui il blog sia somministrato a minori di anni 12, mesi 4, giorni 21, ore 16, minuti 59 e secondi 36, si possono presentare, oltre a quelli sopracitati, anche i seguenti effetti collaterali:

* Asfissia;
* Sindrome da zerbino;
* Sindrome di Inzaghi;
* Morbo di Smith;
* Peste bubbonica;
* Sindrome di John;
* Patologia di John Smith;
* Dislessia;
* Balbuzie;
* Peste non bubbonica;
* Morte prematura (in tal caso consultare il medico).

Dosi standard.

Applicare un cucchiaio di dimensioni standard, modello 2x3, convenzionate secondo la norma comunitaria del 2002 di Ginevra, ed un cucchiaino di capienza 10,05981 millilitri per i minori di anni 12, mesi 4, giorni 21, ore 16, minuti 59 e secondi 36.

In caso che la temperatura del blog vari dalla temperatura ambiente di più di 2°C, consultare il medico.

Nel caso in cui il blog  venga somministrato in altitudine superiore ai 941,19 metri sul livello del mare, inserire un pizzico di streptoenzimoimina pena la vita del lettore.

Nel caso in cui il blog venga somministrato a pazienti affetti da miopia, acne, herpes, cancro o paralisi cerebrale, è consigliabile diluire il forum in 20,48 millilitri di acqua distillata alla temperatura di 4°C imbottigliata da un tempo non superiore di ore 4, minuti 31, secondi 24 in provincia di Cesena.

ATTENZIONE!

Aspettare minimo cinque giorni e sette ore prima di somministrare più post al lettore!

Disclaimer.

Siccome questo post non verrà letto da persona alcuna, o almeno alcuna persona sana di mente potrebbe arrivare a leggere sin qui, mi prendo la libertà di raccontare un po' di cose mie.

Sono una ricercatrice Infasil, sono chiusa in un laboratorio dal 1991, anno in cui mi catturarono, strappandomi ai miei affetti ed alla mia Play Station, sono sfruttata, sottopagata, obbligata a vedere puntate di Beautiful e cambiare pannolini ai bambini.

Vi prego aiutatemiiiii!!

Chiunque legga questo post dica a mio marito che lo amo, a lui lascio tutto il mio amore e i figli da mantenere.
Lascio ogni altro mio avere al mio amante.
Addio.
martedì, 24 febbraio 2009

Punti di vista

- Ed ora, dove dobbiamo andare?
- Sempre dritto, fino a che non raggiungiamo l'incrocio, poi giriamo di là.
- Di là dove?
- Da quella parte.
- Di là, di qua.... Ale, giusto per non ingenerare ulteriore confusione, non potresti cortesemente sforzarti di utilizzare i canonici termini all'uopo creati di destra e sinistra?
- Certo, certo, come no...
- Allora, dove devo girare?
- A destra.. no, a sin... destra!
- Destra?
- Destra.
- Sicura?
- Sì.
- Ok.
- No, aspetta....
- Cosa?
-  Non intendevo quella destra....
- Che mi significa "non intendevo quella destra"?
- Che intendevo l'altra....
- ...
- ... quella che volgarmente viene definita sinistra....
- ....
- Scusa....
- Ale, lasciatelo dire: sarai  pur sempre una donna fantastica, ma come navigatrice lasci piuttosto a desiderare...
- Evvabbè, mi son confusa...
- Ma come fai a confonderti? Confondi forse l'avanti/indietro? Il basso/l'alto?
- No, no...
- E allora come fai a confondere destra/sinistra? Confondi forse il
grande/piccolo?
- Certo che no. A prescindere dalle mie dichiarazioni in tal senso.
- ...
- ...

- ....sei una stronza.

Iiiiiiiih.

Permaloso...
lunedì, 08 dicembre 2008

Del perchè facebook faccia male alla salute. Mentale.

Personaggi ed interpreti:
- Federico
- Amalia
- Damiano
- Lavinia
- Priscilla
- Stefania
- Io

STATUS: FEDERICO ELABORA SOLUZIONE IMMAGINARIE

COMMENTI:

- Un uomo intelligenteeeeeee togliendosi gli occhialiiiiiii

- Le soluzioni immaginarie sono quelle realmente risolutive di problemi immaginari, dicono.
-Ti sei dato alle funzioni olomorfe e all'analisi complessa?
- Funzioni olomorfe improbabili a bassa densità.
- Finzioni polimorfe inglobabili a crassa acidità???
scusa ... ma qui non si sente bene ...

- Mi sa che era cinzani e polli morti a grossa avidità. Mi pare.
- Minzioni poliforme incontrollabili a massa aquosità?
- Quindi anziani, molli e forti con troppa aridità.
- O panzane colli e torti con mossa animosità?
- Banane molli, calli corti per morta briosità.
- Nane e gigli, e togli i morti per certa rigidità.
- Pane e tigli e spoglia i forti per corta ecletticità.
- Cane e figli, imbroglia i cascamorti e porta plasticità.
- Questa di Lavinia ha vinto, secondo me :-D
- No no non è vero. Lo dici perchè non vuoi più giocare! Uffi.
- Tane e nascondigli e imbroglia i torti per scorta felicità.
- Va bene gioco ancora. Mani e migli, ingruglia i fiati corti a storta felicità.
- Ops... scusate :D
- Sempre più difficile, gente!!! :-D
- No, no, priscilla, ma che scusate!!!
- Aiuto...........
- Fiale ai figli, imbroglia mogli e cerca felicità.
- Nel viale dei gigli, sfoglia portafogli con complicità.
- Cum fiele ed artigli, sfila francobolli con agilità.
- Prima miele poi conigli, tace ragli con inutile malvagità.
- Lieve nei perigli, capace di sbagli per pura romanticità.
- Incide tagli su cuori vermigli con lieve stupidità.
- Ancora non cogli, ma poi te ne dogli. Esangue per ingenuità.

- E poi ... togli gli artigli e ritrova dunque la tua umanità!

- Del che fu post.
mercoledì, 19 novembre 2008

I meccanismi della memoria - I parte -

Un tema che - personalmente - ho sempre considerato di grandissimo interesse è cercare di comprendere quali siano i meccanismi che regolano la memoria e l'oblio

Ora, non vorrei tediarvi con precisazioni scientifiche circa la memoria sensitiva, l'ippocampo, l'encefalo ed il cuscinetto di ripetizione, ma vorrei comunque soffermarmi per un attimo sul concetto di oblio.

Si dice che la rievocazione immediata di un'informazione possa mancare perché detta informazione non è stata trasmessa alla memoria a lungo termine o perché non ci sono sufficienti legami per metterla a fuoco.

Questa teoria spiega anche perché taluni ricordi appaiono rimossi: tali ricordi sono inaccessibili perché la loro presenza sarebbe inaccettabile per il soggetto a causa dell'ansia o dei sentimenti di colpa che potrebbero attivare.

Non sono perciò realmente scomparsi: il subconscio si limita ad evitare che si formino le necessarie associazioni.

Questo è verissimo. Finchè non hai un blog.

E ne leggi altri.

E leggi un post ed i relativi commenti.

Un simile post, nello specifico.

E ti sovvengono alla mente due situazioni cadute in oblio e risalenti a qualche anno fa, entrambe rientranti nell'ambito della tua oramai notoria capacità di dire SEMPRE la cosa sbagliata al momento sbagliato. Due situazioni che credevi oramai dimenticate.

O forse lo speravi solo.

Vediamole.

Situazione n. 1:

Location: Bologna, centro città, inverno.

Cammino dispersa nei miei pensieri quando vengo improvvisamente fermata da una giovane coppia.
LUI mi saluta calorosamente e si informa circa la mia carriera universitaria e circa lo stato di salute del mio allora fidanzato.
LEI mi osserva con un sorriso tirato, squadrandomi di sottecchi non appena distolgo lo sguardo.

Manco a dire che IO sorrido cortesemente, scuoto graziosamente la testolina annuendo di fronte al profluvio di parole di LUI, mentre le mie sinapsi si affannano a trovare un qualsiasi collegamento tra quelle due persone e la mia vita.

Eppure LUI mi dice qualcosa, ma cosa?
Ex compagno di scuola?
Compagno di università?
Amico o amicodell'amico di qualcuno che conosco?

Il neurone vaga solitario nella nebbia confusa di una landa solitaria.

Finchè LUI non dice la parolina magica e, solo a quel punto, capisco con chi sto parlando: LUI era un ragazzo che frequentava lo stesso stabilimento balneare che frequentavo io all'epoca, con cui avrò scambiato, nel corso degli anni - al massimo -, qualche "ciao" di cortesia quando ci si scontrava sulla passerella della spiaggia.

A quel punto, raggiunta la tanto agognata illuminazione, bella come il sole e splendida come al mio solito, con cosa me esco?

- Ahahahhahahhahah! Ma dai! Perdonami, ti ho riconosciuto solo adesso. D'altronde, non sono affatto abituata a vederti VESTITO....

Potete immaginare la reazione di LEI: prende LUI per un gomito e se lo porta via, sibilandogli all'orecchio qualcosa di poco carino, senza lasciarmi nemmeno il tempo di spiegarle che, al più, ero abituata a vederlo in COSTUME...

Situazione n. 2:

Location: Marina di Ravenna, Duna degli Orsi, estate.

(il continuo al prossimo post).
mercoledì, 05 novembre 2008

E io tremo

Ebbene sì, lo ammetto.
A muso duro.
Io tremo.
Tremo ogni volta che una mia amica mi comunica di avere una bella notizia di cui rendermi partecipe.
Soprattutto se le brillano gli occhi.
Soprattutto se è fidanzata.

Io tremo e nella mia testa parte una sorta di mantra:
 
tipregofachenonsiaincintatipregofachenonsiaincintatipregofachenonsia.

Perchè?
Perchè, egoisticamente parlando - ci sono già passata - è come se calasse un sipario.
Fine dei giochi.
FI -NI -TI. 
Fine dei balli sui tavoli, fine dei week end al mare, fine delle ferie assieme, fine delle serate a base di negroni.
Fine.


Non ce n'è.
Per quanto ci si impegni - da entrambe le parti - le strade si dividono.
Si rincroceranno, quello sì, senz'altro, ma molto più avanti, dopo tempo.
Quando il bimbo sarà un pò più grandicello e non avrà più un bisogno costante e continuo della mamma.
Nel frattempo, però, hai perso la tua amica che vedrai, improvvisamente, circondarsi di nuove amiche pancione-dotate con cui condividere davvero questa nuova, fantastica esperienza.

Tu sei fuori dai giochi.
Volente o nolente.
Lei mamma, tu non mamma.

Attenzione, con questo non voglio dire che io non sia felice dell'arrivo di questi bimbi.
Li adoro già, sin da quando sono solo dei fagiolini nelle pance delle mie amiche.

Mi limito a constatare la realtà dei fatti.
O ti sincronizzi con le amiche sul concepimento, oppure si crea un baratro che si fa una fatica bestia a colmare.

Poi arriva la parte successiva.
Le amiche ti schiaffano in braccio il pupattolo che, amorevolmente, ti chiama "tia" (zia putativa, ovviamente).
Anni di esperienza da baby sitter e sei perfettamente in grado di cambiare un pannolino mentre racconti una favola ed, al contempo, prepari il ragù e pulisci la cucina.

E parte il temibile attacco delle mamme alle non mamme:

- "Amore, la zia Ale è già pronta, presto avrai un cuginetto o una cuginetta con cui giocare".


- "Eh? Chi? Quando? Dove? Come? Perchè?".

- " Massì, dai, ma che aspetti, Ale?".

Aspetto una persona. Una persona da amare follemente e che mi ami follemente al punto che il coronamento della nostra felicità altro non possa essere che un figlio, o una figlia, insieme. L'orologio biologico ticchetta, ha iniziato il count down. Ma c'è tempo. E c'è vita, in questo tempo. E quel bimbo, o quella bimba, non è nè può essere la realizzazione di sè stessi o di un proprio desiderio ma solo, ed esclusivamente, la realizzazione di un progetto di vita. Insieme. Mano nella mano. Senza quella mano che mi accompagna, continuo a ballare sui tavoli ed ad esserne felice. Ed a cercare di non sentirmi, ed a impedire ad altri di farmi sentire, in ritardo sulla tabella di marcia. Non me ne vergogno. C'è tempo. E c'è vita. E ci sarà amore.

Lo so.

E se non ci dovesse essere, mi resterà sempre il burraco in casa di riposo.

Oh, dicono che ci si fanno dei bei soldi, eh!
lunedì, 20 ottobre 2008

Ieri sera, a cena

- Perchè vedi, Ale, il punto è che io mi sento parecchio in ritardo sulla tabella di marcia. La maggior parte delle persone che conosco, miei coetanei, sono già sposati con prole o, quantomeno, con pargolo in arrivo. E' per questo che ho dato un taglio alle storielle ed ora cerco qualcosa di importante.

- Tesoro, perdonami, vorrei farti notare che a) hai 27 anni; b) sei uomo. Non mi pare proprio il caso di farsi prendere dalla fregola dell'orologio biologico. Voglio dire, io che a) ho 31 anni; b) sono donna; cosa dovrei dire, allora?

- Hai ragione, è vero. Scusa se sono stato indelicato.

...

Scusa se sono stato indelicato.


Scusa se sono stato indelicato.

SCUSA SE SONO STATO INDELICATO?

Sono solo io a pensare che, a questo punto, lui avrebbe dovuto dire qualcosa del tipo: "ma che cazzo dici, Ale, sei ancora giovane e hai tutta la vita davanti"?.

Fortunatamente, sono una donna matura e intelligente e l'ho presa bene.

Davvero.

Tranquilli.

coiglietti suicidi1
martedì, 14 ottobre 2008

Detesto sentirmi così ...

... eppure qualcosa, a volte, mi dice che la mia vita sia decisamente TROPPO piena di impegni...

ASINO
domenica, 12 ottobre 2008

O.A.P.G. ( ovvero Ode al Portacenere Guinness)

portacenereguiness05Tu.

Che quando ci incontrammo decidesti di saltare dentro la mia borsa per sottrarti alla confusione di quel pub affollato, pieno di gente che non ti trattava col dovuto rispetto.

Tu.

Che sei stato il mio fedele compagno per anni e anni, condividendo con me ogni mio momento, ogni mio stato d'animo, bello o brutto che fosse.

Tu.

Che stanotte hai deciso di porre fine alla tua lunga ed onorata carriera di portacenere amico, frantumandoti in mille pezzetti sul pavimento della mia stanza.

Tu.

Che resterai sempre nel mio cuore, perchè "come Te nessuno mai".

E sotto il mio letto, in un qualche minuscolo pezzettino che mai riuscirò a scovare.

Tu.

Riposa in pace, Piccolo Grande Portacenere Amico.

Oggi è davvero un bel giorno per morire.

Requiem.
venerdì, 03 ottobre 2008

Dialoghi surreali

- Trillina, ma ancora ignori che l’uomo ideale è quello che guarda solo le figure?

- No , non lo ignoro. Sto cercando di farmene una ragione.

-Anch’io sto cercando di farmela… una ragione. Vedi come siamo? Noi immanentizziamo il trascendente e voi trascendizzate l’immanente. Non potremo mai capirci.

Adoro gli uomini intelligenti.

Soprattutto quando posseggono l'innata capacità di scrivere qualcosa che mi lasci, rapita ed affascinata, a fissare il mero accostamento di vocaboli e suoni:

"Noi immanentizziamo il trascendente e voi trascendizzate l'immanente".

Non lo trovate bellissimo? Io, personalmente, sì.

Ora devo solo coglierne il significato. Che tanto lo so che lì in mezzo ci sta una critica. Lasciatemi solo capire qual'è che poi gli levo il saluto e lo banno dal blog.

Non temete. Ci arrivo, ah se ci arrivo!
martedì, 09 settembre 2008

Buon compli-blog, Ale

"Dovessi spiegarti che cos'è il mio blog ti direi che è un luogo, riscaldato d'inverno ed areato d'estate, con un indirizzo e una buca delle lettere, finestre per guardarci dentro se passi nei pressi ed una porta aperta per entrare se ti andrà. L'insieme dei blog che leggiamo e di quelli che ci leggono è un villaggio particolarmente salubre fatto di abitanti che si siano scelti fra loro e non paracadutati lì dal caso".

Parola di blogger.

A mio avviso, questa è la definizione di  "blog" più bella che abbia sinora rinvenuto in rete.

In particolare, perchè essa si attaglia in modo perfetto alla concezione che ho del MIO blog: uno spazio virtuale ove ognuno di voi possa passare in qualunque momento della giornata; un luogo ove poter sbirciare, lasciare un saluto veloce o accomodarsi comodamente in attesa del caffè.

A proprio piacimento ed a proprio insidacabile giudizio.

Questo blog vive grazie a voi: mi ha dato tanto, in questi due anni di vita, perchè tanto mi avete dato voi. Consigli, chiacchere, facezie, risate, mani tese ed abbracci. Nei momenti allegri, spensierati, belli che la vita mi ha riservato nel corso degli ultimi due anni come in quelli dolorosi, malinconici, brutti.

Senza di voi questo blog si sarebbe spento gradualmente, sarebbe morto di solitudine.
Non ho dubbi.

Perchè io - purtroppo o per fortuna, chi lo sa - non scrivo per mero esercizio stilistico (non avendone, di certo, la capacità) nè scrivo (unicamente) per poter sfogliare la mia vita un domani e ritrovarvi i ricordi. Certo, non nego che è capitato più volte - specie nei momenti difficili - che mi perdessi a rileggere le pagine vissute. E che, così facendo, sovvenissero alla mente situazioni e momenti che parevano quasi dimenticati Tuttavia, se quello fosse il fine ultimo del blog, credo che mi limiterei a tenere un diario. On line o off line. Poco importa.

Insomma tutto questo post smielato e strappalacrime per ringraziarvi ancora una volta per questi due anni che avete scelto di condividere con me.

E non certo per smentire le voci false e tendenziose che circolano in merito al fatto che io tenga questo blog solo per inchiodare.

Flap flap.

Tinker_Bell

Che poi son tornata single, per inciso.

Eh?

No, ve lo dico così, tanto per dire.

Davvero.

Giuro.

crederci è solo lcrederci è solo l
domenica, 24 agosto 2008

E le chiamano ferie

Sarà che è estate.

Sarà  che sono in ferie, che c'è il sole, il mare, un sacco di bella gente, che la vita mi sorride*(1) e il cervello è in vacanza**(2).

Insomma, dato che è giunta l'ora  di aggiornare il blog, ho pensato****(4) di semplificarmi questa vita tanto sorridente e quindi copiar... trarre libera ispirazione dal seguente post.

Per dimostrare - una volta per tutte - che non affatto è vero che le donne siano più complicate degli uomini. Anzi.

10 cose che una ragazza vorrebbe sentirsi dire durante il primo appuntamento (e per tutto il resto della vita).

1. Hai ragione.

2. Hai ragione.

3. Hai ragione.

4. Hai ragione.

5. Hai ragione.

6. Hai ragione.

7. Hai ragione.

8. Hai ragione.

9. Non vedo l'ora di vederti indossare quest'abito Donna Karen da 3.000,00 euro, cui naturalmente abbinare quei sandali Prada là in fondo, solo per poterteli sfilare lentamente e senza rovinarli come preludio di una notte di passione . Hai niente in contrario se uso la mia carta di credito per soddisfare questo mio desiderio?

10. Ti ho mai detto che hai ragione?

(1) * Mentre alza il dito medio, ma questaèunaltrastoria.

(2) ** Perchè  il  criceto ha deciso di ammutinarsi godendosi una  bella birra ghiacciata, titillato dal venticello fresco che proviene dallo  stratosferico frullamento di  zebedei degli ultimi giorni maquestaèancoraunaltrastoria, invece che provvedere  a girare la rotellina che attiverebbe le sinapsi utili per la redazione di un post qualunque*** (3).

 (3)*** E ho detto un post qualunque, mica da premio Pulitzer. Persino uno sulla Pierelli che stava per crepare a seguito di un'operazione di liposuzione andata a male e che si è salvata grazie al rosaio di Giovanni Paolo II. Quando fai così mi verrebbe voglia di attivarmi per una petizione pro abbandono autostradale di animali, cricetide insulso e ignorante. Sì, hai sentito bene, ho detto ignorante. Che lo so benissimo che non hai la più pallida idea di chi sia la Pierelli.  

(4)**** Non che la circostanza che  il reato di plagio sia stato depenalizzato da un paio di anni possa rivestire  un qualche rilievo in tal senso, sia chiaro.

domenica, 17 agosto 2008

Seduzione

Location: arenile Nizzese, tramonto.

- Buonasera Signorina, la disturbo?
- Affatto.
- Posso accomodarmi al Suo fianco?
- Con molto piacere, prego.
- Noto che Lei è italiana. Posso avere l'onore di sapere da quale località proviene della nostra bella terra, se non sono troppo indiscreto?
- Da Bologna. E Lei?
- Io? Come le nuvole che si spostano tra cieli transalpini, transoceanici,  asiatici, pur mantenendo una loro identità, così io non mi posso altrimenti definire che un cittadino del mondo.
- Un puttaniere, insomma.

Pausa

- Forse è il caso di affinare le tecniche di seduzione, non trova?

Pausa

- Vabbè. Che mangiamo stasera?
- Quello che vuoi tu.
- Cozze?
- Vada per le cozze.

Pausa

- E comunque quella tecnica ha sempre funzionato...
- Non lo metto in dubbio, amore.
- E' che tu sei una donna impossibile...
- Dici?
- Dico.
- Naaaa, non credo...

Dite?
mercoledì, 07 maggio 2008

Post sconclusionato

Che ogni tanto ci vogliono pure questi.

I post sconclusionati, intendo, dove sai da dove parti ma non sai certo dove arrivi. Ti metti lì e scrivi e chissà che ne esce. Che sennò, se vado avanti così, finisce che mi piglia pure il blocco del blogger.

Ultimamente, lo so, sto selezionando troppo gli argomenti. Quando ho voglia di scrivere qualcosa sul blog, mi blocca un pensiero: "Ale, ma sei sicura che gliene freghi qualcosa a qualcuno di questo?".

No, certo che no. Non lo sono affatto. Però.

Visto che quel qualcuno a cui non gliene frega una beneamata fava non sarà neppure arrivato a leggere fin qui, ci può stare anche un bel chissenefrega, no? Diamine, non è un esame.


Ecco. Oh.

Quindi di cosa vuoi parlare oggi, Ale?

Boh.

Per esempio, di come l'altro ieri sia stata una giornata pessima. Ero irritabile, ansiosa, lunatica.

Sì, sì.

Più del solito, ovviamente.

(Certo che anche voi. Sempre a guardar il capello, eh?).

Sarà che quando ci si ferma un attimo a tirare le fila delle situazioni, quando si affrontano i bilanci di vittorie e fallimenti, vuoi o non vuoi ci si ritrova un pochettino spiazzati.

Maledetta crisi dei trent'anni.

Dicono che passi verso i 37.
Solo per lasciare posto a quella dei 40, naturalmente. Quindi, pensandoci bene, mi aspettano tre anni di serenità tra circa sei. Che culo.

Evvabè. Insomma, per farla breve lunedì è stata una giornata di messa in discussione di tutto, in particolare delle scelte professionali.

In fin dei conti, lo so da sola che è una stronzata, perchè io avvocato ci sono nata: r
iesco a garantirmi il contradditorio persino con me stessa. Avete presente l'angioletto e il diavoletto che appaiono a Gronk ne "Le follie dell'Imperatore"?

Quegli stronzi.


Che poi, a volte (maledetta abitudine di iniziare le frasi con "che") mi rendo conto che (e ridajje con sto "che"), se mi prende male finisce che disseziono la mia vita con la lente di ingrandimento.

E che, inevitabilmente, prendo delle clamorose cantonate, perdendo il contesto generale.
Vi faccio un esempio.

Nel corso degli ultimi mesi non ho avuto la più pallida idea di dove si fossero andati ad imboscare i miei adorati stivali viola.

Non solo. Ho continuato ad ignorare il problema per lungo tempo senza neppure tentare di porvi rimedio. Chi mi conosce è consapevole di cosa tutto ciò potesse significare. Sinora, l'avevo confessato ad un'unica persona. Quest'ultimo ha esordito un lungo discorso con questro preambolo: "Ale, fino ad ora ero solamente preoccupato per te. Ora, invece, sono decisamente angosciato. Tu non stai bene".

Poi.

La stragrande maggioranza delle volte che avevo a che fare con un uomo - a meno che non fosse l'elettricista o l'impiegato delle poste - mentre il poveretto tentava di intrattenermi con interessantissimi  dettagli relativi al proprio lavoro ed alla propria vita passata sentimental-amorosa, mi ritrovavo inevitabilmente a fare graziosamente "sì sì" con la testolina mentre la mente  ripercorreva, nell'ordine:

a) la percentuale di probabilità che quelle favolose scarpe che avevo visto tre giorni prima fossero già in saldo e ci fosse ancora il mio numero;

b) il calendario dell'anno 2003 di Alessandro Gassman, soffermandosi con particolare attenzione sui mesi di aprile e di ottobre;

c) tutte le posizioni del kamasutra che avrei potuto sperimentare con il barista che ci aveva appena servito il caffè. 

Tirando le fila, quale era la conclusione cui ero giunta? Gravissima e forse incurabile forma di ZITELLAGGIO ACUTO. E, invece, era tutto molto più semplice. Ero solo innamorata (oh, capita anche nelle migliori famiglie), al punto da non vedere nè volere nulla di diverso da una sola persona. Solo che ci ho messo mesi a capirlo. Un genio, insomma.

Quindi semplifichiamo Ale, semplifichiamo.

Che diamine ti è preso, lunedì? La tua vita è davvero così orrenda? No, anzi.

Ho dunque provato ad andare oltre - e, per questo, non posso esimermi dal ringraziare il Direttore, che mi ha indirettamente aiutato ad assumere la consapevolezza del reale motivo per cui mi tirasse tanto il culo.

L'altro ieri era il primo giorno di rientro al lavoro dopo quattro giorni di ferie.

Coincidente con l'ovulazione, peraltro. Tanto per non farsi mancare niente.


Una sana botta di ormoni, soprattutto.
domenica, 03 febbraio 2008

Carnival Party

Io molto molto piascere essere qui vostra bella terra.

Io Svetlana, polona di Polacchia.

Io molta bbionda molta bbbella molta tanta molta azzurra occhi.

Io ammarre vostra terra piena di ammorre tanto ammorre tutto ammorre.

Io ammarre italiano bello tutto bello grazie grazie.

Tu ammora Svetlana sì?

 

 

Carnival Party

venerdì, 28 dicembre 2007

Bieco riciclo

Ovvero.

Trovandomi qualche giorno fa a cazzeggiare nel forum del teatro, presa da un attimo di malinconia (leggasi sconforto) mi sono trovata a spolverare discussioni di due anni fa, circa.

Ebbene, tra le altre, ce ne è una aperta da me ed intitolata ZITELLE AMBITE (come il tag qui a sinistra, sì) e, mentre la scorrevo, mi sono apparsi i post che riunisco qui sotto, un pò modificati per questioni di forma ma non di contenuto.

Questi si inseriscono, temporalmente, pochi mesi dopo da che mi ero lasciata con il fidanzato storico (storia decennale), quando mi trovavo a rapportarmi con l'altro sesso - senza averne la benchè minima voglia, peraltro - senza poter più utilizzare la classica, bieca e banale attenuante al due di picche del "scusa, sai, ma sono fidanzata". In effetti fu un trauma, lo ammetto.

Allora ancora mi ponevo il problema di cercare di far capire alle persone di non essere assolutamente intenzionata ad uscirci senza urtarne la suscettibilità nè apparire, nell'ordine o alternativamente, stronza, ambigua e/o antipatica. Poi mi è passata, tranquilli.

Come se non bastasse, la persona in questione era il classico migliore amico della seconda migliore amica della mia migliore amica.

Belloccio, quello sì, ma con lo sguardo della mucca che sta per essere investita dal treno e con la medesima carica erotica.

Comunque. Avete presente quelle situazioni in cui le tue amiche cercano di appiopparti qualcuno a tutti i costi e tu NON puoi limitarti ad un semplice e diretto "non mi piace" perchè rischi di creare un  incidente diplomatico con drammatiche ripercussioni a catena, no?

E' dunque buona regola ricordarsi di non uscire MAI con le amiche che ti dicono: "dai, stasera si fa questo e quello, vieni anche tu che ci divertiamo, non puoi assolutamente mancare".

Leggere sempre tra le righe, soprattutto in caso di abuso di espressioni quali "assolutamente".

Nel caso specifico, in aggiunta all'estrema tristezza dell'intera situazione, costui si era  lasciato da meno di due settimane dalla fidanzata storica che abitava due piani sopra di lui e che, ovviamente, incrociava tutti i giorni soffrendo come un cane.

Per restare in tema di animali, ricordo che al primo e, di fatto, unico incontro (grazie al cielo in gruppo con le suddette amiche) mi mostrò con occhio lucido la foto della gatta che aveva in comunione con la ex, come un marito tradito ed abbandonato avrebbe potuto  mostrare la foto della figlioletta neonata:

- Guardala!!! Non è bellissima?
-  Veramente mi  pare un gatto normaliss... ehmm....... no, no, ma che dico, si vede subito che deve essere tanto ... uhm... intelligente, ecco, sì....

Ora non starò certo a raccontarvi di come quella sera le mie amiche si siano dileguate per fare in modo che fosse lui a riaccompagnarmi a casa. E neppure vi racconterò che la batteria della sua macchina decise di morire proprio sotto casa mia, quasi a costringermi a farlo salire (piuttosto gli avrei piantato la tenda sotto il portico di casa). Non ho neppure intenzione di parlarvi del fatto che, quando quella notte provammo entrambi disperatamente a recuperare telefonicamente le reciproche amiche per emergenza cavetti, le stesse decisero di comune accordo di non rispondere perchè pensavamo che le stessimo chiamando per raccontare loro l'esito della serata. No, vorrei andare oltre a questa simpatica situazione e continuare il racconto.

Insomma, già la sera successiva a quella drammatica serata, l'amico telefona per invitarmi al cinema. A me. Che odio il cinema, peraltro.
Declino gentilmente adducendo come pretesto il raffreddore e un'udienza importante in mattinata. Già, a mio avviso, a quel punto avrebbe dovuto capire: voglio dire, ti sembra che se un minimo mi piaci mi faccio dei problemi per il raffreddore? Ma per piacere.

- Va bè, dai, sarà per la prossima volta. Ci sentiamo in settimana, ti chiamo io, ok?

Come non detto: richiama la sera successiva.
Prendo la situazione in pugno: nascondo il cellulare sotto il piumone e non rispondo. Insiste imperterrito per tutta la serata: il cellulare  resta,  imperterrito, sotto il piumone per tutta la serata.

Richiama la mattina successiva: rispondo.
Mi invita a pranzo, invento un impegno, mi invita a cena, peccato ho teatro, propongo io un caffè in mattinata così finalmente chiarisco e pongo fine allo strazio, non può è impegnato in studio, rilancia con un pranzo il giorno dopo, gli dico che gli farò sapere (ti chiamo io eh?). Come no. Passano due ore e richiama: gli rispondo... male!

Tenore della telefonata:

- Dimmi! (neppure un "pronto?")
- Ti disturbo?
- Sì, sto lavorando.
- Ah, scus...
- Se è una cosa urgente, dimmi pure!
- Volevo sapere come è andata la mattinata (cavolo, sono passate solo 2 ore, forse meno, da che mi hai sentita, che posso avere fatto in due ore? Come vuoi che sia andata?!) comunque magari ci sentiamo dopo.
- Clic.

A quel punto pensavo che gliela avrebbe data su. Voglio dire, non credo che gli capiti tutti i giorni che qualcuno gli sbatta giù il telefono mentre sta ancora parlando (anche se, conoscendo il tipo, cominciava a venirmi qualche dubbio).

Ed invece no! La  sera stessa mi invia ben due sms due in cui mi chiede a che ora avrebbe potuto chiamarmi l'indomani mattina (se non altro, l'esperienza insegna!) per metterci d'accordo per il pranzo. Pranzo che peraltro già mi aveva proposto durante una delle telefonate incriminate e che avevo liquidato con un:

- Non so ancora cosa faccio domani, se riesco ti faccio sapere.

Sottotesto: sì sì, come no.

Al che, perplessa, malinconica ma non del tutto scoraggiata, mando un sms con il seguente concetto:

- Guarda questo per me è un periodo davvero incasinato, sono sommersa da impegni, mi faccio viva io appena trovo un attimo, che magari ci prendiamo un caffè. Niente pranzi, niente cene, niente cinema. Un semplice caffè. Macchiato, grazie.

Messaggio chiaro, diretto, diplomatico, perfettamente comprensibile .

Appunto. 
La sua risposta, in due parole:

- Preferisci uscire a cena giovedì o sabato?

A seguire il solito sbrodolamento. A quel punto cominciano a girarmi seriamente come una slot machine. Non riesco più a trattenermi e partono battutacce alla campanellino al suo massimo splendore di stronzaggine e presa per i fondelli.

- Sei una ragazza bellissima, credi a me!
- Ma dai, accidenti, dici davvero? Come sei originale! Sai, non me l'aveva mai detto proprio nessuno prima di te, di solito mi guardano e mi dicono "sì sì... scopabile..."

- Con te parlo benissimo, sei così simpatica...
- Questa mi pare una  stronzata! S
impatica io? Ma se ti sto praticamente insultando! E poi simpatica non lo sono neppure in generale, figurati!

- Abbiamo così tante cose in comune, noi due..
- Ah sì? E quali sarebbero, di grazia? Ah , giusto, io faccio un corso di teatro e tu una volta sei entrato in un teatro, forse ...

Oh, io poi son tanto carina e gentile (che mi significano quelle facce?) ma dopotutto c'è un limite all'umana sopportazione. E quando c'è da essere stronza son stronza, eh. In conclusione: ha funzionato. E' sparito. Finchè non lo incontro casualmente dopo qualche mese dal Giudice di Pace. A dimostrazione che se sei stronza prima o poi la paghi.

Convenevoli vari.

- Ciao come stai?
- Bene, bene, e tu?
- Malissimo...
- (E ti pareva) che succede?
- Mi hanno rubato il motorino!
- Ah, mi dispiace!
- No, il problema è che me l'hanno ritrovato!
- Capisco (chissàcome sento che non è il caso di fare la prossima domanda ma) e perchè?

Lunga, analitica, dettagliata spiegazione.

- Ahah...mhmh...ma dai... ehmmm ora devo andar...
- E poi con la mia ex ...

Lunga, analitica, dettagliata spiegazione.

- Eh già... capisco...
- Quindi ti dicevo, mi ha detto che non si sente pronta a tornare con me ma sì insomma in realtà lei vorrebbe... sai è così sensibile.
- Sì... sensibile davvero (ovvero: lei ci stava provando con un altro e non sapeva ancora se questo ci sarebbe stato)

Insomma dopo una ventina di minuti di 'sto strazio ....

- Senti, allora poi quando hai finito con tutti i tuoi vari impegni di teatro, cerca di trovare il tempo di uscire con la cozza.

Avendolo accusato io, ai tempi della persecuzione, di essere peggio di una cozza abbarbicata allo scoglio (tanto perchè sono diplomatica, insomma), il senso della frase voleva essere: magari cerca di trovare il tempo di uscire con me.
Avendo io, in quel momento, oramai messo il cervello in stand by, penso (mi rendo conto, svelandovelo, di offrirmi al pubblico ludibrio ma tant'è):

- La cozza? Eh? Ahhhhhhhh! Starà parlando della sua migliore amica.. Mah, sarà un nomignolo, forse tra di loro si chiamano "cozza" e "cozzo".

E quindi, con tutto 'sto ragionamento, rispondo:

- Senti, allora poi quando hai finito con tutti i tuoi vari impegni di teatro, cerca di trovare il tempo di uscire con la cozza....
- L'ho vista sai? Siamo uscite una sera insieme per andare in fiera, poi ci ha raggiunte il suo ragazzo e blablablablabla ora devo andare ci sentiamo eh? Ciao ciao!
-  Eh? ssssì, ciao...

Solo dopo un paio d'ore ho realizzato la tremenda figura di merda che avevo fatto. Spero solo che lei non abbia mai saputo che, per sfuggire al suo amico, le ho involontariamente dato della cozza...